2 AGOSTO 1980 – 2 AGOSTO 2012

 2 AGOSTO 1980 – 2 AGOSTO 2012

E’  ancora lì quell’orologio fermo alle 10.25 della mattina del 2 agosto 1980. Una bomba esplosa nella sala d’aspetto di seconda classe della Stazione Centrale di Bologna, l’ha fermato per sempre, come ha fermato per sempre 85 vite.

Una bomba fascista,è stata lasciata in quella sala da mani assassine, su comando di altri atroci assassini che speravano, forse, in una rivolta, o in una guerra civile, per poter imporre il “loro” uomo forte.

Ma la soddisfazione di questi assassini non è stata poi così grande, sono rimasti delusi. La città non ha reagito con scompostezza, si è chiusa nel suo dolore.  Ma questo dolore, espresso con dignità e fierezza, lo sta gridando da 32 anni, senza ottenere giustizia.

E ancora oggi c’è gente che sta depistando, rendendo ridicola, e sottovalutando questa strage, i cui autori materiali girano liberi per il paese, permettendosi anche di criticare e sfottere tutti coloro che hanno subìto lutti e ferite. Con la loro sfacciata libertà, ottenuta senza giustizia, continuano ad offendere questa mia bella, bellissima, dignitosa, meravigliosa città.

E Gelli, capo libero della P2, dice che è stata colpa di un mozzicone di sigaretta. Gli rispondo in dialetto con le parole del Sindaco Peppone: « C’at gnéss un canchèr».

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14 Risposte

  1. Passano i decenni, ma in questo paese i misteri restano fitti, inoltre il il cleptomane che ruba una saponetta resta in carcere a marcire, squallidi personaggi che hanno compiuto stragi di innocenti, o squallidi personaggi che forti del loro grado, hanno depistato ed occultato crimini sanguinosi restano impuniti a godere i ricchissimi emolumenti trafugati all’Italia.
    E senza ombra di dubbio fra vent’anni, ( chi ci sarà), commenterà altre situazioni simili ed impunite.
    Quando mai questo Paese diverrà un Paese civile?

    1. Scriveva Antonio Tabucchi in un piccolo saggio intitolato “Le fogne del mondo”:
      «Nel nostro piccolo un bel po’ di Merda la conoscevamo anche noi: da Portella delle Ginestre a Ustica, passando per l’Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la stazione di Bologna. Ma è una Merda che è rimasta lì, sul posto. Non si sa ancora chi la fece».
      Ecco non si sa chi la fece, ma qualcuno l’ha fatta. E dopo 32 anni, siamo da capo, addirittura ci sfottono dicendoci che è stato un mozzicone di sigaretta. Ma che cosa hanno nel cuore certe persone?
      Ebbene queste persone non sono degne di stare vicino a noi, libere e beate, dovrebbero stare in prigione da anni.
      Ciao Sileno, un abbraccio

  2. Ricordo benissimo quel tragico giorno, nel tardo mattino la tv dà la notizia,rimasi impietrita.Sono stata a guardare per tutto il pomeriggio e non mi capicitavo per quale motivo tanta barbaria.
    E Gelli cara mia,sembra di gomma rimbalza tutto anche quel male,è ancora vivo e vegeto e soprattutto libero,come chi ha compiuto il fatto.
    Ciao Speradisole un abbraccio Lidia.
    PS.GRAZIE.

    1. Allora lavoravo in via dei Mille, vicinissimo alla stazione e sono stata tra i primi a correre verso la stazione per vedere cos’era successo, non erano ancora arrivate le ambulanze. La cosa che mi ha colpito di più è stato il silenzio, un silenzio impressionante, nessuno gridava, mentre si sollevava un polverone incredibile. Tutti eravamo ammutoliti e sbigottiti.
      Poi la verità, una bomba!, e la cosa c’ha fatto ancora più male. Pensavamo ad una disgrazia, invece è stato un assassinio di massa,voluto da menti distorte. Ancora non mi spiego che cosa volevano ottenere con quelle stragi.
      Ciao Lidia, un grande abbraccio.

  3. “La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce.”
    Forse è questa la cosa che rende spavaldi certi personaggi a tal punto da permettersi di avanzare impunemente provocazioni, insultando i morti di una tragedia.
    E soprattutto permette loro di vivere una vita indisturbati.
    32 anni senza colpevoli sono tanti, troppi.
    Mi associo al ricordo delle vittime di questo tristissimo anniversario, un caro saluto a te.

    1. E’ vero aver paura della luce è come aver paura della verità. Ma credo che la verità vera non verrà mai a galla. Chi ha potuto ha distrutto le prove, chi è stato testimone e poteva dire qualcosa ormai è morto. Resta una vergogna e una ferita profonda in un paese civile. Io ormai non credo più che si dica la verità su queste stragi, non solo su quella che ricordiamo oggi.
      In ogni modo, noi, finché possiamo ricorderemo sempre e spero che la lapide che è stata messa nella sala d’aspetto di seconda classe di questa Stazione, resti lì, per mille e mille anni.
      Ciao pesciolina, un abbraccio.

  4. Una giornata segnata dal sangue e dal terrorismo. Una ferita ancora aperta, a giudicare dalle polemiche che, ogni anno, prendono il posto del ricordo. Tu bologense, io Bresciana. La mia bomba si chiama Piazza della Loggia. Entrambe senza verità. Sono sempre ferite aperte. Gesti che fanno male alla democrazia e ci dicono che dobbiamo ancora crescere molto. – ciao ciao

    1. Qui, fra silenzi e depistaggi, sono anni che ci prendono in giro, sono anni che ci offendono, sono anni che ci credono talmente cretini da non sapere che qualcuno dall’alto tirava i fili di questa strategia stragista (scusa il bisticcio di parole). Ma abbiamo il diritto di sapere chi voleva uccidere i propri cittadini.
      Ciao Loretta, un grande abbraccio

  5. Chi non ha il coraggio della verità sarà sempre in balìa del ricatto e non potrà costruire nulla di buono. Nella nostra incivile e quindi ingiusta nazione le persone inermi e quelle coraggiose vengono eliminate con le bombe e con altre forme di soppressione della vita. Dolorosa ricorrenza da non dimenticare.
    Un abbraccio Nou

    1. E’ una dolorosa ricorrenza, ogni anno. E quando si attraversa il piazzale della stazione di Bologna, e si vede quell’orologio fermo, la mente va a ciò che è successo e a ciò che abbiamo visto. Chi getta le bombe a caso, tra la gente, chi c’è c’è, ha davvero il male dentro. E mi permetto di augurargli tutto il male possibile.
      Ciao Nou, un abbraccio.

  6. Un “occhio per occhio, dente per dente” ogni tanto forse servirebbe. Nel mucchio, per essere sicuri che “chi c’è c’è”, vada a colpo sicuro perché, anche se in piccola parte, molti sono colpevoli solo per aver taciuto la verità.
    La frase: fa più vittime la politica che una guerra, forse dice la verità.
    Scusa la cattiveria.
    Ciao Speradisole.

    1. Sì, in questo caso sono anch’io per la legge del taglione. Qualcuno colpevole li in mezzo c’è ancora, tra i servizi deviati, fra i sindaci che assumono fascisti o appartenenti alla banda della magliana come consulenti, fra certi militari con il vizio della nostalgia fascistoide. Ce ne sarebbe da fare! Ma che vuoi, li eleggiamo, li ascoltiamo, li inneggiamo, paghiamo loro tutto, persino i divertimenti.
      Se fossimo più attenti anche alle “cose pubbliche” chissà….
      Altro non saprei, Antonio, solo che qualcuno colpevole provasse lo stesso dolore che hanno provato i famigliari rimasti e quei genitori, che conosco personalmente, che sul rapido 904 hanno perso la figlia diciottenne. Non hanno trovato nulla di lei. Sono dolori indicibili.
      Ciao Antonio, un grande abbraccio.

  7. Maurizio Giuliani da Sevilla |Rispondi

    Hai ragione, mi hai ricordato la mia ferita aperta e il mio dolore per le vittime e per la “mia” Bologna, ricordo perfettamente l’orologio, le prime ipotesi (Una Caldaia). A qui tempi lavoravo nelle FFSS. Solo si puó perdonare, non dimenticare, solo se si é fatta GIUSTIZIA

    1. Ciao Maurizio,
      giorno tristi e tremendi abbiamo vissuto e continuiamo a vivere per quell’attentato tragico e orribile. Una guerra che una parte del nostro paese, e non sappiamo bene ancora chi, aveva dichiarato contro di noi.
      Ma per quei malvagi colpire Bologna è stato un errore, perché Bologna non si piega e non dimentica.
      Grazie Marizio del ricordo e buona permanenza per te a Siviglia.
      Un abbraccio. Speradisole.

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