ECCO A VOI IL SEMIPRESIDENTE

ECCO A VOI IL SEMIPRESIDENTE

Dopo mesi di lavoro e di confronto, la riforma della Costituzione, approvata a larga maggioranza in Commissione, è approdata, pochissimi giorni fa, in Senato.

Questa riforma prevede la riduzione del 20% del numero dei parlamentari, l’abbassamento dell’età per esercitare il diritto di voto ed essere eletti, l’avvio di una differenzazione tra Camera e Senato, il rafforzamento del governo parlamentare, attraverso l’elezione in Parlamento del primo ministro, il suo potere di proporre e revocare dei ministri al Presidente della Repubblica, l’introduzione della sfiducia costruttiva.

Tante cose, un progetto complesso che tuttavia va nella direzione giusta.

Improvvisamente, al Senato,  su proposta del Pdl (ispiratore Berlusconi), spuntano cinque emendamenti che modificano 12 articoli della Costituzione, senza che se ne sia discusso in Commissione. Si propone, di punto in bianco, il presidenzialismo o il semipresidenzialismo. Tutto da rifare!!!!

Con lo spread che gli ha preso il delirium tremens in crescendo, con l’allarme dell’eurozona, con l’uscita (forse) dall’euro, con la mancata crescita, con l’aumento della disoccupazione, con il  calo dei consumi, con l’allarmismo che si diffonde, con il probabile aumento dell’iva, con tutte le emergenze che ci sono in giro, terremoto compreso, quelli del Pdl  tirano fuori dal cilindro la solfa del presidenzialismo o semipresidenzialismo alla francese.

Presidenzialismo o semipresidenzialismo di chi e perché adesso?

Questa gente non ha ancora capito che dalla crisi non siamo usciti (per la verità Berlusconi l’ha sempre negata), non ha ancora capito che con le chiacchiere stiamo a zero. Si debbono fare riforme  urgenti, che consentano una ripresa economica ed una crescita, altrimenti altro che Grecia e non pensare a chissà quale semipresidenzialismo si deve instaurare in questo paese, come se, questo semipresidente fosse la panacea per tutti i mali.

La finanza internazionale ci sta prendendo a sberle ed i parlamentari pidiellini pensano ad altro, proponendo cose assurde ed inattuabili nel giro di pochi mesi.

E poi, in fin dei conti, i cittadini dovrebbero pur essere chiamati ad un referendum, si dovrebbe sentire anche il parere di tutti noi (per quello che conta. visto lo strame che se ne fa dei referendum), ma in ogni modo, non possono cambiare la Costituzione ed il tipo di governo, con la disinvoltura di un prestigiatore che tira fuori il coniglio dal cilindro.

E quale interesse hanno gli italiani su questo problema? Nessuno. Ecco un motivo per cui parlarne, discutere, litigare, portare fuori strada, disorientare, pur di non fare il proprio dovere.

Poi, è abbastanza strano, o forse no, che i più grandi sostenitori di questa ideona berlusconesca, quella che doveva rivoluzionare tutto il sistema, siano gli ex An. Forse non sanno più che cosa fare per farsi un po’ di pubblicità, quel che è certo che dentro a quel partito ci stanno stretti e l’idea di un bel dittatorello, vecchio stile, attizza i loro cervelli.

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7 Risposte

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  2. La mia idea di semipresidente: di statura modesta, molto modesta e truccata con capigliatura posticcia e scarpe con occultate zeppe interne per alzare ( fittiziamente) la statura, con problemi giudiziari molto oltre quelli della media degli italiani e inoltre un semipresidente attempato, ma con una smodata propensione al bunga bunga.
    Chissà se sulla piazza è reperibile una figura così.

    1. Già è la fotocopia di chi l’ha proposta questa idea che risolverebbe tutti i mali e che, nella sua mente, doveva ricompattare la destra. Per ora pare che ci stia solo An, gli altri nicchiano.
      Comunque una bella faccia tosta, non c’è che dire, in piena crisi, proporre di rivoltare la Costituzione a proprio favore. Ma poi è così sicuro che la gente lo voterebbe ancora? E se semipresidente diventasse un Komunista? Uno di quelli che tassano senza pietà i grandi patrimoni? Sarebbe la volta buona che se ne va ad Antigua o dove ha i castelli ed i soldi.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  3. non vedo quale sia la forza del PDL..ormai è in caduta libera..non penso sia in grado di dettare l’agenda politica. Al massimo può dettare l’agenda degli appuntamenti di casa Arcore (quella del Burlesque).
    A presto cara Spera!

    1. E’ vero, lo credo anch’io, ma lui ci prova sempre. E’ probabile che sia l’argomento principale della prossima campagna elettorale (la grande novità), insieme all’euro (fuori dall’euro) e alle tasse (lui non le avrebbe messe a uno come Briatore, costretto a chiudere il suo bilionere, perché deve pagare il posto barca). Forse ha accantonato, ma non del tutto, i komunisti che mangiano i bambini.
      Ciao pattume, un abbraccio.

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