LA LIBERAZIONE E IL LAVORO

LA LIBERAZIONE E IL LAVORO

Ci risiamo. Rieccoli. Con la scusa della “spending review” (parola bruttissima), meglio “revisione della spesa pubblica” e così ci comprendiamo, si vuole abolire la festa del 25 aprile e quella del 1° maggio. Feste che il Pdl col suo padrone e la Lega con la sua secessione hanno sempre odiato.

Il Pdl perché il 25 aprile in particolare ricorda la vittoria partigiana sui fascisti e la liberazione del nostro paese dai tedeschi e dai fascisti collaborazionisti, il 1° maggio perché il lavoro non è più un valore aggiunto ed il lavoratore non è più una persona, ma un contratto che costa.

Questa volta a firmare la proposta della vecchia idea tremontiana  è Andrea Pastore, un attivissimo senatore del Pdl, tra i più presenti al Senato. Naturalmente le feste laiche 25 aprile e 1° maggio verrebbero spostate la domenica.

Allora perché non spostare la domenica anche il Natale, l’Epifania, il 15 agosto, il santo patrono,  l’8 dicembre, il primo dell’anno, il 2 di giugno,  ed ogni altra festa religiosa o laica che sia?

Tanto festeggiare il primo dell’anno il quattro o il cinque gennaio, o il Natale il 30 dicembre è la stessa cosa. Se si devono abolire le feste perché siamo in recessione e dobbiamo risparmiare, allora aboliamole tutte, le spostiamo tutte la domenica e mettiamoci l’animo in pace.

Abolire solo quelle che riguardano la liberazione ed il lavoro vuol dire avere in testa un ben preciso scopo politico:  e cioè abolire quelle feste che la sinistra celebra con più vigore e con maggiore convinzione. Togliere quindi alla sinistra le occasioni per farsi vedere, diciamo così, fra la settimana.

Quisquiglie di partito? Non credo, c’è un piano politico ben preciso da parte della destra, un prurito insopportabile verso tutto quello che odora di partigiani, o di lavoro.

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2 Risposte

  1. e verso quello che odora di lavoratore, visto che si sentono superiori e presuntuosamente liberi di sfruttare la categoria per scopi egoisticamente personali – non sono mai stati di qua dalla barricata, quello che considerano, bassa manovalanza, manda avanti, il paese, forse, quisquiglie per loro, ma, quelli che faticano sul serio, hanno bisogno di simboli da festeggiare e in cui credere – ciao

    1. Colpisce la tenacia con la quale i fedelissimi del Pdl, combattono il 25 aprile e la festa del lavoro. Ogni scusa è buona per riprovarci. Ricordi le polemiche della Lega contro il 25 aprile? Calderoli e compagnia?
      E poi contro i lavoratori. Tutto quello che gira attorno ai lavoratori, ormai hanno tolto garanzie e diritti, non so che cosa pretendano ancora, forse che la gente lavori solo per un piatto di minestra. Era così che un tempo si pagavano le collaboratrici domestiche, o meglio le serve.
      Ciao Loretta un abbraccio.

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