PEPPINO IMPASTATO STA SULLE PALLE AI LEGAIOLI

PEPPINO IMPASTATO STA SULLE PALLE AI LEGAIOLI

Salamandra salamandra_Andreas MeyerSi dice che le salamandre non muoiano anche se si buttano nel fuoco. Non so se è vero e non ci voglio neppure provare. Ma c’è chi è peggio delle salamandre e sono i legaioli di Ponteranica. Non desistono.

In quel paese, vicino a Bergamo, il 3 giugno 2008, era stato piantato un albero, un ulivo per la precisione, ed era stata messa una targa nella sala della biblioteca comunale, per ricordare Peppino Impastato, vittima simbolo della mafia.

Alla fine di settembre dello stesso anno l’ulivo è stato sradicato, e chi ha compiuto il gesto ha lasciato un biglietto, in dialetto, con su scritto “qui ci voglio un pino”, e il sindaco legaiolo, Cristiano Aldegani, tolse dalla sala della biblioteca, la targa della intitolazione a Peppino Impastato, messa lo stesso giorno 3 giugno 2008 dell’albero piantato.

La popolazione  inscenò una manifestazione di protesta, per chiedere all’amministrazione comunale di lasciare la targa al suo posto e fino adesso pare abbia resistito.

Ma ci riprovano. Lo zoccolo duro dei legaioli del posto non sopporta la targa con su scritto il nome di un ragazzo che è stato ucciso perché voleva il suo spazio di libertà di parola e perché denunciava, con la sua radio, la malefatte della mafia.

Risulta sospetto che accada, di nuovo, adesso, quando si sa benissimo che la mafia si è sparsa per tutto il Nord. Quel  tanto decantato  Nord così pulito, onesto, rispettoso della legalità, secondo la visione distorta dello spompato Maroni. Sappiamo anche che con Belisito e vari personaggi la Lega ha fatto affari molto proficui anche con la mafia e che il Nord non è tutto così pulito come hanno sempre voluto farci intendere.

Ogni episodio fa mucchio e dà da pensare. Forse la scarsa visibilità di questi tempi gioca dei brutti scherzi ai legaioli di quel paese, e forse chi vuole togliere la targa dalla sala della biblioteca, non va neppure a leggere in quella biblioteca.

«Ora l’amministrazione comunale ci riprova, utilizzando addirittura una cerimonia pubblica. Cerimonia prevista per martedì 5 giugno, che era stata organizzata per l’intitolazione del passaggio pedonale di via Unione a “Percorso Unità d’Italia” ma che ha visto all’ultimo momento anche l’aggiunta dell’intitolazione della biblioteca a “Padre Giancarlo Baggi”. L’iniziativa viene vista dalle minoranze della lista civica “Per Ponteranica Orizzonti Nuovi”, come “un gesto di sfida e prevaricazione. Unire le due diverse e distanti intitolazioni è il tentativo, maldestro, di coinvolgere con un raggiro l’intero Consiglio Comunale e la scuola, a cui è stata data un’informativa ambigua e poco precisa“. L’opposizione ha chiesto il ritiro della decisione». (da Repubblica.it)

Il salamandrismo legaiolo fa proseliti. Non molto tempo fa a Cassino è stato rubato “L’Albero della legalità“, una giovane pianta messa a dimora in occasione dell’intitolazione dei giardini del tribunale alla memoria di Peppino Impastato.

A Cassino  è nato il progetto ‘Io non ho Paura’ che si pone l’obiettivo di sensibilizzare le persone verso il tema della legalità. Questo progetto probabilmente dà fastidio a qualcuno, particolarmente allergico alla legalità. L’imitazione delle bravate leghiste del Nord dilaga anche altrove e si  trasmette a macchia d’olio. Difficile credere che sia solo una mascalzonata di pochi facinorosi.

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8 Risposte

  1. Certe persone che hanno saputo vivere eroicamente in nome di valori morali vanno ben oltre la comprensione dei vichinghi cornuti e dei loro degni rappresentanti e , presto, in qualche recondito villaggio celtico , ( tanto vichinghi e celti sono intercambiabili), appariranno monumenti alla trota o al sommo druida ” quello che ce l’aveva duro”, poi, sapendo che il prof. Miglio, il massimo ideologa della lega, ultimamente è stato rivalutato sono molto curioso di sapere come sarà il suo monumento, poiché Miglio era stato definito dal sommo druida: ” Una scoreggia persa nello spazio.

    1. Non riesco a capire come il nome di questo giornalista, Peppino Impastato, risulti così manifestamente insopportabile alla Lega. Ma forse è ovvio, lui parlava di legalità e di mafia, nei paesi più difficili e lo faceva con coraggio, al punto che c’ha rimesso la vita. Questi qui non sanno cosa sia la legalità, si permettono di insultare un paese intero rifiutandone l’inno, la lingua e la bandiera, ma dal paese prendono i soldi.
      Il prof Miglio soggiornava a Roma all’hotel Senato in piazza del Pantheon. Un albergo che costava ai suoi tempi circa 500-600 mila lire per notte. Lo so perché lo vidi uscire dall’albergo e, siccome sono curiosa, sono andata ad informarmi sul prezzo. Mica male per un ideologo e per quei tempi.
      Certo, ci sono alberghi, che costano molto di più, ma credo che anche allora quei soldi fossero pagati dalla Lega. Non credo che li sborsasse di tasca sua. Nessuno ci faceva caso, allora.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Io sono del parere che effettivamente, chi vuole la rimozione della targa dalla sala della biblioteca non va a leggere in quella biblioteca.
    Non si può cavare sangue dalle rape, cara Speradisole.
    Magari, qualcuno di loro, non sa neanche chi era davvero Peppino Impastato, ma appoggia ugualmente l’idea per partito preso, perchè ha sentito dire che è così che altri vogliono fare.
    Può anche essere una questione di gusti, per carità.
    A me, per esempio, stanno sulle palle i legaioli.
    Ciao carissima, buon fine settimana.

    1. A dir la verità stanno sulle balle anche a me. Anche oggi, per esempio, ho sentito di straforo che Maroni non è andato alla cerimonia del 2 giugno, perché quei soldi bisognava darli ai terremotati dell’Emilia. Tutte storie ed insincerità, pensare di prendere qualche voto in più con queste sviolinate alla gente che sta soffrendo per il terremoto, dà la nausea.
      E’ solo una manfrina legaiola, non mi commuove.
      Ciao pesciolina, un abbraccio.

  3. OK tolgano pure la targa ma al suo posto mettano
    (siamo collusi con la mafia e siamo dei ladri con le corna)
    Ciao speradisole un abbraccio a presto Lidia.

    1. Già ma loro si credono duri e puri, pare che con la mafia non abbiano niente a che fare, e quando si scopre il contrario, dicono che è solo questione di poche mele marce.
      Tutte balle, ci sono dentro fino al collo.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  4. Maroni è stato il miglior ministro dell’interno di qst repubblica del cavolo, ha lottato contro la mafia e molti latitanti sono stati arrestati, i beni confiscati alla mafia restituiti ai sindaci, qst è una buona cosa nn chiacchere.

    1. Io ho un’opinione diversa di Maroni. Non è stato lui ad arrestare mafiosi, semmai i magistrati, e d’altra parte se ne sono arrestati di più è perchè lui è stato per molto tempo in quel ministero.
      Ma la mafia pericolosa, quella che fa affari anche con la Lega, quella che ha impestato il Nord, negli anni di governo Maroni e company ha preso piede proprio nel Nord, ha dilagato fino a diventare un magma difficile da staccare. Non sarà colpa di Maroni, ma certamente sottovalutazioni e connivenze col governo di mafiosi e condannati, di cui Maroni era un esponente, ci sono state e ci sono. Vedi Dell’Utri.
      Ciao un saluto.

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