QUEL PD COSI’ INESISTENTE CHE SI OSTINA A VINCERE

QUEL PD COSI’ INESISTENTE CHE SI OSTINA A VINCERE

Sono giorni e giorni di dibattici e talk show in cui assisto allo sforzo che diversi commentatori, giornalisti, analisti, sondaggisti, stanno facendo per dimostrare che il PD ha perso, in questa tornata elettorale amministrativa, perché ha perso a Parma e perché, dove ha vinto la sinistra, i candidati non erano del PD, vedi Doria a Genova, De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano, Orlando a Palermo. 

Vorrei sottolineare che le primarie rappresentano la vera novità politica di questi anni, ed è uno strumento valido promosso dal PD, per far sì che la gente possa partecipare e scegliere il proprio candidato. E si è visto che, laddove si fanno le primarie, il candidato che le vince, vince anche le elezioni.

Per il Pd è importante che le persone si esprimano e che scelgano una personalità che si colloca nell’ambito della sinistra. Pare che questo non entri nella testa dei suddetti saccenti commentatori, i quali si ostinano a dire che se non vince il candidato del PD, ma vince uno dell’area delle sinistra (Sel o Idv) , il Pd perde, anche se lealmente sostiene colui che ha vinto  le primarie, Secondo me, ci vuol poco a capire che si tratta di primarie di coalizione, anche se promosse dal PD,  e non sono primarie solo del partito democratico.

Chiarito questo, credo proprio che sbaglino di grosso  questi soloni della politica a sottovalutare la vittoria della sinistra in queste ultime elezioni . «Certi fatti sono impressionanti, – scrive Alfredo Reichlin – quasi tutte le città del Nord, il famoso Nord delle partite Iva e del triangolo industriale nel quale si diceva che la sinistra, questa sinistra così stupida, così antipatica, così inesistente, non poteva mettere piede, sono governate dal PD». 

In Lombardia, i risultati delle comunali, hanno messo in evidenza un rifiuto  profondo e capillare di quelle forze che qui giocavano in casa. Lega e Pdl hanno perso  Monza, Como, Tradate, Lissone, Desenzano, Palazzolo sull’Oglio, Castiglione delle Stiviere, Meda, Abbbiategrasso, Arese, Buccinasco, Garbagnate, Legnano, Magenta, Melegnano, San Donato Milanese, Senago e tanti altri piccoli comuni. A Cassano Magnago, paese di nascita di Bossi, la Lega non è andata neppure al ballottaggio.

Se non è una batosta questa a favore della sinistra, quella sinistra così inesistente, così antipatica, così stupida, quella che non c’è, come piace tanto ad alcuni definirla, vorrei sapere la motivazione per cui ci si ostina a dire che il Pd ha perso.

Perché non ha vinto a Parma? Ma Parma, per quanto sia una gran bella città emiliana, non è tutta l’Italia. Ed i grillini dovranno fare un po’ più fatica e spendere anche qualche soldo in più, se vogliono “prendere Berlino, alle elezioni politiche”. A meno che le tv ed i giornali non continuino a sponsorizzare gratuitamente il comico genovese, come hanno fatto per settimane e settimane,  in queste elezioni amministrative.

Un’altra piccola perla va aggiunta: la vittoria della sinistra a Paternò, una città di 50.000 abitanti che sorge ai piedi dell’Etna, in quella Sicilia del 61 a zero del fu Pdl, e del fu Udc, condito di cannoli. Il candidato sostenuto dal PD, Mauro Mangano, 41 anni, insegnante di lettere, ha vinto. Una vittoria significativa visto che questo paese era considerato il feudo di La Russa e dove La Russa non aveva certamente lesinato la sua augusta presenza durante la campagna elettorale.

Per una sana, corretta e concreta lettura dei risultati elettorali:  http://ilseniomormora.blogspot.it/2012/05/risultati-elettorali-4-conti-in-padella.html

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5 Risposte

  1. “Allora per non continuare a farci prendere per il culo è necessario che ci mettiamo d’accordo che cosa vuol dire vincere una elezione amministrativa comunale.
    Vince le elezioni amministrative il candidato Sindaco che prende più voti. Se, come nel nostro caso, si vota in più comuni vince chi è capace di eleggere più sindaci. Chi svicola da queste due semplice regoline, raccontandovi la storia del mondo, sta barando”. (Due parole tratte dal blog: “Il Senio mormora”).

  2. Quelle poche volte che abbiamo vinto, negli ultimi 30 anni, mi son sempre divertito a vedere cosa si sarebbero inventati per rovesciare la medaglia, forse la migliore fu’ quando il nano parlo’ di brogli e schede bianche date alla sinistra.
    Ci godo proprio, sentirli arrampicarsi sugli specchi con la consapevolezza di avere i palmi di un geco, non ha prezzo,
    per tutto il resto, c’e’ Belsito…

    Ciao
    Zac

    1. Quello che più mi ha colpito è che molti commentatori sembravano sorpresi e rammaricati del fatto che il disastro dell’antipolitica che ha colpito e travolto il Pdl e la Lega ed ha azzoppato il terzo Polo, non sia riuscito ad affondare anche il Pd.
      Visto che i partiti sono tutti uguali, non esiste destra o sinistra, a sentire loro, anche il Pd doveva disciogliersi nell’acido del populismo e scomparire, invece non solo ha resistito, ma i numeri dicono che adesso ha anche più sindaci di prima.
      Ma no, si continua a dire che il Pd non ha vinto, ha tanti problemi, non sa con chi andare, è pieno di contraddizioni. Tutti ci danno consigli, dobbiamo cambiare, lucidarci, diventare freschi come una rosa, responsabili, unitari, autosufficienti. Insomma ci dicono tutto ed il contrario di tutto.
      Beh! Mi sono stufata. A tutto c’è un limite, anche a questi sputasentenzechesannotuttoloro.
      Ciao Zac, un abbraccio.

  3. Non ci curiamo di loro,ma vinciamo e passiamo.Povero Dante.
    E’ sempre successo che quando vinciamo noi non è vero,oppure trovano sempre scuse per dire che ha vinto astenzionosmo,non sanno altro che fare bla bla bla.
    L’importante è governare bene e saremo primi anche alle politiche,anche se l’arcoriano vuole cambiare le regole in corso d’opera.L’unica cosa da cambiare è il poercellum.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Hai ragione, è meglio non stare a sentire le stupidaggini che si dicono attorno a questo partito, che sopravvive, e che seriamente si presenta come l’unica colonna cui aggrapparsi per non cadere nella demagogia e nel populismo dilagante prima di Berlusconi e Lega e ora anche del grillismo.
      Invece di guardare con interesse e rispetto ad un partito che resiste a tutte le bufere e cerca di trovare una strada per l’interesse nazionale, si preferisce continuare la litania dell’antipartitismo. Sognano una democrazia senza i partiti, dove a comandare saranno davvero solo i poteri forti. Se è questo che vogliono, la parabola grillinica li sta aiutando.
      Ciao Lidia, un abbraccio

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