DA DOVE NASCE L’ULTRADESTRA?

DA DOVE NASCE L’ULTRADESTRA?

Un fenomeno preoccupante: l’ultradestra in EuropaIn Grecia sono entrati in parlamento i neofascisti. In Francia il movimento di Marine Le Pen, al primo turno delle presidenziali, è arrivato al 19%.  Suo padre aveva avuto, nel 2007, il 17.8% ed andò al ballottaggio, ma vinse Sarkozy. In Ungheria, Orban è al potere dal 2010, ma era stato premier anche dal 1998 al 2002.

Nei paesi del Nord le formazioni radicali di destra sono in crescita da almeno un decennio. La tragedia norvegese causata dal mostro ultra conservatore Anders Breivik, ha dimostrato quanto possa essere pericoloso il radicalismo di estrema destra, xenofobo e ispiratore di violenze di matrice neofascista. Negli ultimi anni, grazie anche al web, la propaganda dell’estrema destra è sempre più diffusa, e sempre più pericolosa.

La causa di questa avanzata dell’estrema destra è da ricercare nella crisi, nelle tasse. nella disoccupazione, nei suicidi, nei figli senza futuro? Le difficoltà dei tempi provocano reazioni politiche inconsulte?  Non  è possibile una simile semplificazione. La recessione economica non spiega tutto e non è retroattiva.

Sono anni che la destra, in Europa, quella chiamata “perbene”, quella che si mostra con la faccia quasi pulita,con giacca, cravatta, ha sdoganato la destra “permale”, la destra xenofoba e razzista. La destra che conquistò il 27% della popolazione, con Iorg Halder,  in Austria, nel 2000.  oppure il razzismo di Geert Wilders, che in pochi anni è diventato decisivo in Olanda.

Dell’avanzata dell’estrema destra si rilevano segnali di crescita, anche in Italia, crescita di un estremismo violento che si nutre dei malumori sociali ingenerati dagli effetti di una crisi politica, economica e culturale. Col termine “ultradestra”  ci si riferisce non solo a movimenti e organizzazioni non partitiche. come i gruppi di skinhead e i black bloc, ma anche a varie forze attualmente presenti nel panorama politico italiano: Movimento Sociale, Forza Nuova, La Destra. I temi ed i linguaggi adottati li accomunano.

Il pentolone dell’intolleranza purtroppo ribolle in Europa e la colpa non è della crisi o della sua gestione, ma quella di avergli dato corda ieri, e di continuare a tollerarla oggi. Non mettere al più presto sotto controllo questi fenomeni potrebbe essere pericoloso, oltre che troppo tardi.

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13 Risposte

  1. E’ una cosa su cui riflettere,internet è un canale di comunicazione molto forte,i giovani trovano terra fertile.In una strada accanto a me c’è a piano terra come se fosse un negozio,un’ufficio di estrema dx,giovani che vanno e vengono,la porta aperta perciò sono molto visibili,sia computer che libri,spille come quelle delle SS e altre cose.Non sò chi avevano provato a farlo chiudere ma non ci sono riusciti.
    Se in una città non molto vasta come la mia posso immaginare nelle altre,purtroppo questi fanno una pubblicita sfrenata per tornare indietro nel tempo.
    Ciao Speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Quello che comunque fa temere è che chi ora ha in mano il destino dell’Europa, sta sottovalutando questi aspetti, mentre sta esaltando il valore del commercio, del mercato e dei soldi in genere. Si distruggono ideali di pace, si impongono sacrifici in nome del dio denaro. del bilancio in ordine, e così via.
      Non vedono che l’erba cattiva sta crescendo attorno ai loro e ai nostri piedi.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. Fenomeno questo estremamente preoccupante da tenere sotto controllo, che probabilmente si alimenta nel vuoto di ideali e di pensiero di questa politica.
    Ciao Speradisole, tu sei sempre attenta alle evoluzioni di questa società,

    1. Non vorrei che la Germania, a forza di imporre sacrifici agli altri, ed in particolare ai paesi del Sud, sfaticati e fannulloni, come i tedeschi ci descrivono, si arrivi a quanto successe anni fa. Si alza un dittatore, impone con la forza (squadrismo e stragismo) la sua persona la sua politica. I gruppi neofascisti, neonazisti, e xenofobi, sono la manifestazione concreta di un malessere che può degenerare. Credo che chi ha in mano i destini dell’Europa, di questi tempi, ci dovrebbe pensare. La storia spesso si ripete.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  3. Ciao, volevo correggerti su una cosa: Le Pen non andò al ballottaggio con Sarkozy nel 2007 ma a quello del 2002 con Chirac dove battè Jospin.
    Io credo che il fenomeno dell’estremismo di destra (o di sinistra poco cambia) sia dovuto a due fattori: uno nazionale e uno generale. Se per quello nazionale non so darti una risposta non conoscendo la politica e la società ungherese, austriaca, norvegese o greca ti posso dire che secondo me il fattore nazionale attiene al fatto che i partiti estremi o comunque di rottura (in Italia abbiamo la dimostrazione con Grillo) ottengono maggior successo quando i tempi sono cupi. Non mi riferisco solo a periodi di crisi economica che certamente sono alla base dei successi delle estreme destre (se Le Pen è andato al ballottaggio nel 2002 e Haider nel 2000 ha fatto incetta di voti non dimentichiamoci che anche quello fu periodo di crisi economica!) ma anche di malcontento politico. In periodi generalmente cupi (crisi, mancanza di fiducia nella politica od altro) la scelta degli elettori si sposta verso l’estremo, verso la rottura. Secondo me è in questa maniera che si possono spiegare i successi del M5S piuttosto che dell’estrema destra o estrema sinistra!

    Sul fatto di Le Pen invece, mi risulta che la sua politica xenofoba, quanto vuoi, attragga consensi da ex comunisti e anche dalla classe sociale più bassa e che appartiene talvolta agli immigrati. In Francia dove il livello d’integrazione è maggiore del nostro, tale cosa non dovrebbe lasciarci perplessi e secondo me è indicativa del fatto che anche se è xenofoba la politica di alcuni partiti sembra andare incontro ai “desideri” piuttosto che “gusti” di una parte della popolazione. In Francia anche di quella parte della popolazione che noi idealmente etichetteremmo come “avversari del FN”, immigrati ed ex comunisti in primis! Quindi posto che l’estremo non raccoglie la mia preferenza, sono propenso a credere che nulla avvenga per caso. Se in vari paesi c’è questo istinto a votare l’estremo o anche semplicemente la rottura, la politica si faccia qualche domandina e cominci a pensare dove ha sbagliato. Nulla infatti succede per caso e se le persone votano un partito xenofobo un motivo c’è. Non vanno “colpevolizzati” questi partiti ma va compreso il motivo per cui attraggono consensi e, successivamente, lavorare al fine di indirizzare altrove detti consensi. Altrimenti faremmo lo stesso errore di colui che disse alla vigilia delle elezioni politiche del 2005 in Italia: <>. Sappiamo dove portò questa frase, quindi se anche in italia un numero consistente di persone ha votato Grillo, ad esempio, al posto di maledirli o porre dubbi sulla sensatezza del loro gesto, domandiamoci perché non hanno votato gli altri partiti!

    Ciao

    Tommaso

    1. Grazie per la correzione. Spesso quando si cita a memoria, non sempre si è precisi, mi sembrava sinceramente che non fosse passato tanto tempo.
      Credo anch’io che una delle concause che contribuisce al sorgere di estremismi sia la incapacità politica di risolvere degnamente i problemi di un paese, e su questa incapacità si innescano i demagoghi ed i populisti che in nome di chissà quale ideologia pensano di risolvere tutto.
      Prendiamo l’esempio della nascita del nazismo. La storia ci dice, correggimi se sbaglio, perché anche qui cito a memoria, la storia ci dice che la Germania dopo la prima guerra mondiale è stata “penalizzata” moltissimo, le hanno tolto territori e la crisi economica ha fatto la sua parte. Una voce che prometteva uno stato sociale diverso a favore dei soli tedeschi e a favore della loro germanicità, trovò terreno fertile. E sappiamo quale deriva ha preso e con quale convinzione la gente tedesca ha combattuto per questa idea..
      In Italia, quando il Duce prese il potere, siamo più o meno nelle medesime condizioni.
      Credo che l’idea di un’Europa unita, sia nata dopo disastri impensabili, proprio perché servisse ad evitare che guerre o estremismi del genere non fossero più tollerati. Invece mi sembra che stia succedendo il contrario.
      Ma vediamo cosa ora sta succedendo in Grecia. Gruppi neofascisti e xenofobi sono in parlamento. Perché sono nati questi gruppi estremisti? Come per la Germania, di anni fa, per i troppi sacrifici imposti ad un paese. Nel caso della Grecia, per la stabilità monetaria.
      Ma se i paesi che ora compongono la UE non sono o non vogliono fronteggiare e correggere anche questi estremismi, ma sanno solo imporre sacrifici, c’è da aspettarsi che prima o poi salti fuori il demagogo di turno che scatena il caos.
      E allora sarà troppo tardi.
      Ciao Tommaso, un abbraccio.

      1. Mi permetto di dissentire sull’ultimo punto, tanto il confronto è solo salutare per l’esercizio della democrazia. Abbiamo già avuto modo di capire che abbiamo delle divergenze su come considerazione la situazione greca. Tu sei un po’ più buona io invece sono un po’ più severo perché considero la Grecia come la vera responsabile del proprio male. I limiti e le imposizioni (sui quali si può discutere visto che si poteva fare meglio da parte dell’UE) sono necessari nel momento in cui sei all’interno di un sistema che dev’essere coordinato. Hai deciso di entrare nell’UE e di perdere la sovranità in materia di politica monetaria e non solo? Allora adesso paghi dazio. Il problema però non è questo secondo me, perché sentivo di un’indagine per la quale il 75% dei greci era favorevole alle misure di austerity imposte dall’ue (http://www.finanzaonline.com/forum/arena-politica/1392405-il-76-dei-greci-favorevoli-alleuropa-quattro-su-cinque-incolpano-i-governi-greci.html). Il link allegato è di febbraio ma non è passato molto tempo e la stessa statistica l’ho risentita da Corrado Formigli a Presa diretta quando era ospite Mario monti. Secondo me quindi se il 75% dei greci è favorevole alle misure europee vuol dire che ha ben chiaro il fatto che la loro politica nazionale è miseramente fallita, che quando pensavano di stare bene in realtà erano in crisi ma c’era qualche burlone che truccava i conti. Quando succedono queste cose, quando la politica moderata si rivela effettivamente responsabile di fallimenti e talvolta di suicidi, quando si rivela inaffidabile e non credibile proviamo a metterci nei panni dei greci, cosa conviene fare? Prendiamo la nostra situazione: se venissimo a sapere tra un mese che per anni i governi di destra e sinistra (Prodi e Berlusconi nel nostro caso) hanno truccato i conti supponiamo la reazione più naturale quale sarebbe? O non si va a votare, oppure chi va a votare di certo non vota Pd, Pdl, Lega, udc e Fli. Nutro dubbi su quanti voti prenderebbe l’Idv con la conseguenza che alla fine otterrebbero un buon risultato i partiti dell’estrema destra/sinistra e Grillo. Noi abbiamo però due particolarità: non abbiamo partiti estremi forti ma solo a sinistra può esserci il rischio perché l’estrema destra esiste solo per sentito dire, e poi abbiamo questo M5S che in qualche maniera attenua il rischio di estremismi.
        Quindi concludendo non volendo tediarti oltre per me se andiamo a mettere insieme la situazione particolare della Grecia con la situazione economica mondiale capiamo perché l’estremismo trionfa e, nello specifico caso greco, dato il link che ti ho postato non si può nemmeno dire che sia colpa dell’UE che, comunque, si è mossa male.

        Un saluto

        1. Sì è vero quello che dici alla fine del commento, l’Europa si è mossa male, ed anche in ritardo perchè la questione greca riguarda, come ho letto da qualche parte, solo il 2% del Pil di tutta l’Europa. Ma l’Europa aveva la possibilità di non lasciare andare alla deriva e condannare quel paese, anche se aveva truccato i suoi conti e dichiarato un “falso in bilancio” per la pochezza del valore in sè, se veniva subito chiusa la falla. Invece si è lasciato che la bolla finanziaria scoppiasse così ci andiamo di mezzo anche noi.
          Ciao Tommaso, un abbraccio.

  4. E’ significativo che esista la denominazione “destra per bene” dando per scontata l’esistenza di una “destra per male” (che esiste, eccome), mentre non esiste la dizione “sinistra per bene”

    1. Non ho saputo dare un nome diverso a quella destra che non è neofascista né xenofoba, una destra che credo esista in un paese democratico.
      Ciao carissima, un abbraccio.

  5. Cara Spera,
    qui nessuno ha dato risposta al titolo del post.
    Ci tento io.
    L’ultradestra nasce da una branchia del movimento di ultrasinistra denominato Redskins, che spopolo’ nel nord dell’inghilterra all’epoca delle chiusure delle miniere di carbone, decisa da Margaret Tacher.
    Dopo pochi anni, come dicevo, si stacco’ un gruppo di persone che formo’ il primo gruppo Naziskin in Europa.
    Poi, a macchia d’olio, si propagarono come la peste bubbonica.
    Oltre a questo fenomeno, molti gruppi filonazisti traggono i loro ideali anche dagli Hell’s Angel, gruppo creatosi negli anni sessanta sulla westcoast americana.

    Hitler non c’entra, lo conoscono solo perche’ ce l’hanno stampato o tatuato, come non c’entrano i Le Pen, i Borghezio e gentaglia varia.

    Ciao
    Zac

    1. Ti sono particolarmente grata per questa risposta. Non avevo idea che da una reazione ad un’azione della Tacher, come la chiusura delle miniere di carbone, fosse nato un movimento di ultrasinistra, dal quale poi si formò il primo gruppo di destra estrema in Europa. Sapevo che la lotta tra i minatori e la Tacher era stata lunga e difficile, sciopero su sciopero, e che la Tacher non fece una piega, ma non della nascita dell’estremismo.
      In ogni modo, ciò che fa nascere quello che chiamiamo estremismo è sempre una reazione ad una imposizione forte che scontenta fortemente una parte di popolazione oppure anche una nazione intera.
      Grazie ancora Zac. Ciao.

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