VENTI SECONDI INTERMINABILI

VENTI SECONDI INTERMINABILI

Non avevo idea di quanto lunghi potessero essere venti secondi quando si sente il terremoto. Fortissimo: 5.9 della scala Richter. Il letto che si muove, le finestre che fanno tintinnare i vetri ed anche la porta che sbatte come se qualcuno bussasse.

Se si prova a contare fino a “20” seguendo le lancette dell’orologio che scandisce i secondi, si scopre che è un tempo interminabile, con il rumore sordo di sottofondo, i movimenti dei lampadari e degli arredi, i lamenti della casa nelle orecchie. Si aspetta col fiato sospeso, e ci si chiede e adesso, dove vado? Cosa faccio?

Forse ho fatto la cosa più stupida, sono uscita sul terrazzo per vedere se qualcuno si era allertato, come me. Solo una finestra  di una casa vicina era illuminata, tutto il resto silenzio attorno. Nessuno per strada, almeno nella mia zona, e mi sono chiesta se solo io avessi avvertito la violenza di quel terremoto. 

Ho acceso la Tv, e mi sono sintonizzata su Rainews24. Di solito le notizie vengono date quasi in diretta, ma ho atteso circa trenta minuti prima di vedere scritto in rosso Ultimora: Terremoto in Emilia a 40 chilomentri da Bologna, nella zona nord-ovest.  Lo speaker ha detto testualmente “Ci è stato segnalato dagli Stati Uniti”!!!! Scala Richter 6.2, successivamente corretto in 5.9. Comunque fortissimo.

Io abito  a Bologna, ho avvertito benissimo la violenza del terremoto ed ho pensato che nell’epicentro i danni alle persone e alle cose, dovevano essere piuttosto ingenti. Mi sono augurata che nessuno, in quel momento,  ridesse nel letto.

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20 Risposte

  1. che paura….
    ad Asti lo abbiamo sentito indistintamente. Non oso immaginare come lo abbia sentito tu….
    che bruttissima sensazione.
    E poi ben 6 morti, 4 mentre lavoravano.

    1. Sul momento si rimane increduli, ma poi subentra la paura. Soprattutto ci si chiede, ma dove debbo andare, sotto al tavolo, vicino ad un muro portante, non lo sappiamo. Peccato, qualcuno potrebbe prendere l’occasione per fare un po’ di educazione di come bisogna comportarsi in occasioni del genere.
      Ciao carissima, un abbraccio e grazie del pensiero

  2. Io non abito a Bologna ma quando ho appreso la notizia, ho pensato anch’io la stessa cosa, quello che hai scritto nell’ultima riga, per intenderci. Non riesco nemmeno a riportarla di mio tanto mi fa rabbia il pensiero… Sono venuta qui sul blog per assicurarmi che stessi bene, ho letto la tua risposta nella mattinata a Farfallaleggera e mi sono tranquillizzata.
    Adesso speriamo di non dover assistere al solito penoso rimpallo delle responsabilità, quando lo Stato dovrebbe essere presente per far fronte alla situazione. Dei buoni propositi a riflettori puntati, che poi finiscono coperti da un velo pietoso, ne abbiamo piene le tasche.
    Profondo cordoglio per le vittime.
    A te, un grandissimo abbraccio.

    1. Speriamo che i morti non aumentino ancora. Ai danni materiali ci si rimedierà, anche se dispiace che molti monumenti antichi, come vecchie torri medioevali e chiese siano crollate. Il danno economico comunque è molto elevato. Per esempio nella produzione del Parmigiano-reggiano, sono andate distrutte oltre 500.000 forme, perché sono cadute le scalere all’interno degli stabilimenti dove vengono conservate per la stagionatura.
      La Regione saprà organizzare bene i soccorsi e gli aiuti alle persone, e mi auguro anche la ricostruzione delle case abbattute, senza interventi mafiosi o altre ruberie.
      Ciao pesciolina, mi ha commosso il tuo pensiero per me.
      Ricambio l’abbraccio di cuore.

  3. ciao cara Sole Ho letto con piacer il post Posso solo dirti che abbiamo avuto la stessa identica esperienza Idem accendere RAI news 24 e…aspettare aspettare aspettare Tieni conto che sono al l’8°piano tutto viene moltiplicato piano dopo piano!!!
    ah PER La cronaca il castello è appena crollato dice la TV e io sono qui a tremare ancora! – ci risiamo!!!

    1. Infatti, mi ha un po’ meravigliata che Rainews24, di solito così solerte nel dare le notizie, tacesse. Poi finalmente ha detto che il terremoto aveva colpito la zona nord 40 chilometri da Bologna. E’ una la zona dove ho parenti e amici. Ho telefonato quasi immediatamente, e per fortuna stavano tutti bene, spaventati, ma illesi. Comunque sentivo dal telefono il suono delle sirene. Brutti momenti Gabry. Come se la terra si ribellasse.
      Ciao carissima.

  4. Alle quattro ho sentito tintinnare un’anta dell’armadio,essendo vecchio deve aveve qualche metallo nel mezzo.Ho fatto un salto dicendo cosa succede,mio marito si è subito alzato,io non ho lampadari se non in cucina,ma non si muoveva.
    Siamo tornati a letto ma io non hò più dormito.
    Poi questa mattina alla tv ho sentito tutto e ti ho pensato dicendomi lei è a Bologna
    lo avrà sentito ma non avrà subito consequenze.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Ciò che mi ha spaventato di più è stata la lunghezza, 20 secondi di intenso tremore della casa sono tanti. Ero sveglia, perché il mio micio, ha sentito in anticipo ciò che stava accadendo ed è letteralmente volato sul letto, anzi sulla mia pancia svegliandomi di botto. Appena ho acceso la luce la casa ha cominciato a tremare. Oggi pomeriggio si è ripetuto abbastanza forte, 5,1 della scala Richter, ma è stato breve, per fortuna.
      Mi dispiace per i morti e tutto il resto.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  5. Cara spera
    io abito lontano e pure sono stato svegliato dal muoversi del letto. Oddio..ero andato a dormire da poco e con la mia insonnia..non ha fatto molta fatica a svegliarmi…però + stata una botta mica da ridere.
    Mi ha ricordato per intensità del terremoto del friuli. Ti dirò che non mi sono spaventato, anzi..ero quasi meravigliato..cioè ho osservato con interesse e sì ammirazione la forza della natura. Questo letto che si spostava, la casa in struttura di cemento armato e quindi apparentemente e stupidamente ritenuta indistruttibile che si fletteva sotto la potenza della natura. Ti dico..sono rimasto immobile ad osservare e mi sono sentito piccolo piccolo.
    a.y.s. Bibi

    1. Dicono che sia stato per il fatto che era abbastanza superficiale che il terremoto si è sentito in tutto il Nord. Io un po’ di paura l’ho avuta, soprattutto dopo, sul momento si rimane inebetiti e si ascolta, poi sale il batticuore e la pressione, subentra lo spavento. Non si sa nulla, cosa sia successo e soprattutto dove.
      Ho avuto la stessa sensazione di quando ci fu l’attentato al treno rapido 904, sotto la galleria di San Benedetto Val di Sambro. La mia casa in città è quasi sulla strada che scende dal passo della Futa e le sirene delle ambulanze nella notte erano tantissime. Ci si chiede cosa succede e davvero il batticuore si fa sentire.
      Comunque non è il primo terremoto che ho sentito, ma mai così intenso e così lungo.
      Il fatto è che la terra continua a tremare. E ciò non è rassicurante, anzi.
      Ciao Bibi, un abbraccio.

  6. Due giorni fa, si legge nel Corriere della sera, la riforma della Protezione Civile: “mai più lo Stato pagherà per i danni causati da calamità naturali” , varata dal Governo Monti. Oltre al danno la beffa. Pare che la sfiga che portava il nanetto sia stata trasmessa, con pieni poteri, al Governo tecnico. Che sapessero in anticipo del disastro avvenuto oggi in Romagna? Son contento che tu stia bene come la maggior parte della popolazione romagnola.
    Ciao.

    1. Ah sì? Ma questa è buona. E adesso come facciamo? Se non pagherà lo Stato saranno le Regioni? O i Comuni? Comunque sempre di spesa pubblica si tratta. Forse la riforma della Protezione Civile, lo diceva nel senso che non bisognava alzare il prezzo della benzina, per pagare i danni delle calamità naturali. Ma se toccherà a noi della Regione, dovremo pagare forse una “tassa regionale di scopo” in più? Mi sa che la sfiga del nanetto non termini qui. Hai visto? Due disastri in un giorno, e il nanetto penserà che sono due occasioni perse per lui, non riesce più a farsi le “comparsate” con tutte le telecamere al seguito. Sarò maligna, ma le 25 comparsate dell’Aquila non lo ho dimenticate, le spese di trasferta delle colonne di personaggi neppure. E l’Aquila è ancora messa piuttosto male. E’ meglio che se ne stiano tutti lontano da qui.
      Grazie Antonio, un abbraccio.

  7. Ho pensato subito a te ed ad altri amici che ho a Bologna, 20 secondi devono veramente essere un incubo interminabile che lasciano il segno a lungo.
    Un augurio che tutto termini velocemente e la vita possa tornare alla normalità.
    Un abbraccio

    1. Ti ringrazio Sileno, auguriamoci che le sofferenze siano minime, e che l’economia del paese in quella parte così produttiva riprenda come prima e non si licenzi. Chi ha perso la casa o se la trova rovinata dovrà rimboccarsi le maniche ancora una volta e ricominciare. Contro queste calamità possiamo metterci solo la buona volontà e la buona capacità di chi, da quelle parti, amministra la “cosa” pubblica.
      Ciao Sileno un abbraccio anche a te

  8. accidenti, mi sarei svegliata, morta! – non ho avvertito nulla, sarà l’età che fa abbracciare profondamente Morfeo…certo che ricordando sensazioni già provate, fa paura, eccome se fa paura e non credo ci siano soluzioni o istruzioni per l’uso, solo la fortuna può salvarti – meno male che lo stiamo raccontantando, perchè vuol dire che non siamo delle vittime! ciao

    1. Finché si può raccontare anche la paura fa meno paura. La cosa brutta è che non sai cosa fare in quelle circostanze paralizzanti.
      Abbiamo perso, con questo terremoto, un patrimonio culturale notevole. Chiese, campanili e torri medioevali che si sono sfaldate. Qualcuno ha detto: “numeriamo pietra per pietra e ricostruiamo tutto, come è stato fatto ad Assisi”. Sarebbe una bella cosa, ma ho l’impressione che non ci siano persone competenti a sufficienza, ce ne vorrebbero decine e decine. Credo che alla fine si farà come a New York, rimarrà il buco o il vuoto. In ogni modo è peggio per chi ha perso la vita.
      Ciao Loretta, un abbraccio

  9. Cara Spera,
    prima di tutto sono felice di leggere che tu ed i tuoi stiate bene!
    Naturalmente mi prende una gran tristezza quando penso alle vittime, molti di loro (4, se ho capito bene) erano operai che stavano semplicemente lavorando… e da qualche parte qualcuno ha avanzato dei dubbi circa la sicurezza dei capannoni in cui si trovavano.
    Non so, non sono un tecnico, ma forse quei dubbi sono legittimi; nel nostro Paese non si sa mai…
    Mi dispiace molto anche per certi beni storico-archittetonici: che sono parte integrante della memoria dell’Italia e che non sarà facile salvare o recuperare.
    Il nostro è un grande Paese proprio per l’unicità della sua arte e dei suoi monumenti, che nessun brutto governo (e Dio sa quanti ne abbiamo avuti!) è mai riuscito a distruggere.
    Lo stesso tessuto economico… beh, anche quello (come scrivi) ha subito gravissimi danni.
    Ma confido nella forza d’animo e nell’onestà degli emiliani, delle emiliane.
    Un abbraccio e coraggio!

    P.s. non so, avrei voluto dire meglio e di più ma mi sento come “ingessato.” Forse è la mia natura, un po’ troppo emotiva, che poi (è contraddittorio, lo so) finisce per bloccarmi. Scusami.

    1. Che dire Riccardo. Finché sentivo parlare del terremoto del Friuli, o del Belice, o dell’Aquila, li sentivo lontani, non avevo un’idea precisa dello spavento che si prova in certi momenti, Ci si blocca e sale il batticuore. Penso a quelli che muoiono sotto le macerie, come quei quattro operai che facevano il turno di notte nella loro fabbrica, alle tante famiglie dell’Aquila e a tutte le persone che si sono trovate sotto le macerie e che non è stato possibile salvare.
      C’è da augurarsi solo che non succeda più, ma purtroppo la nostra terra è sofferente e la natura reclama la sua forza.
      Ciao Riccardo, un abbraccio.

  10. Carissima amica,
    ho provato analoghe sensazioni, una notte di settembre di qualche anno fa. Svegliarmi nel cuore della notte e realizzare quello che stava accadendo, eppure rimanere impietriti sperando che terminasse presto.
    Ho immaginato il terrore negli occhi della gente, nel cuore dei tuoi cari, la consapevolezza di lottare contro una forza sovrumana.
    Ho visto le immagini della catastrofe, quella torre spaccata come se un coltello avesse affondato la sua lama nel burro…ed ho pensato alla precarietà della nostra vita.
    Ti sono vicino e partecipo alla sofferenza di tutti coloro che dal terremoto hanno ricevuto un danno. E sono tutti, perchè se ne è andata una parte importante della nostra storia.
    Adesso rimangono le macerie, ma spero che sia rimasta anche la voglia di ricominciare a vivere.
    Un sincero augurio per te e per la tua terra .
    Un abbraccio, e a presto, ciao .

    1. La terra non tremava così forte in Emilia da 600 anni, dicono gli esperti. Per questo, forse, si sono trascurate anche le imposizioni regionali sulle costruzioni. Ma sono crollati capannoni industriali, costruiti di recente e la cosa fa ancora più rabbia e torri antiche medioevali e storiche. Per quelle antiche passi, allora non esistevano le leggi che obbligavano a costruire con criteri antisismici, ma per i capannoni industriali non c’è pezza che tenga, sono stati costruiti male ed in fretta e forse anche con l’intento di risparmiare. Qualcuno dovrebbe pagare per queste trascuratezze.
      Le abitazioni civili, invece hanno retto, per fortuna.
      Sì la paura c’è stata, e la terra continua a tremare, segno che sotto i nostri piedi non c’è nulla di stabile.
      Grazie Gio, per il gradito pensiero, ed un grande abbraccio anche a te.

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