L’EURO: NULLA DI NUOVO, TANTO DI VECCHIO

L’EURO: NULLA DI NUOVO, TANTO DI VECCHIO

Scrive Tommaso Labate su l’Unità: «Tra il sostenere che «Dobbiamo uscire dall’euro perché non possiamo permettercelo», come dice Grillo o «L’euro non ha convinto nessuno», come ha scandito Berlusconi il 28 ottobre scorso c’è solo la differenza del tono della voce. Pazienza se la moneta unica è l’ultimo baluardo prima del baratro.

Se poi ai due ci si aggiunge la variabile Lega Nord a fornire una sintesi di come si possa essere contemporaneamente politica e antipolitica basta poco. È sufficiente promettere meno Stato e meno tasse, come faceva Bossi e poi, seguire la strada uguale e contraria : più tasse e più Stato, tanto ci si può sempre purificare con l’acqua che sgorga dalle sorgenti del PO.

«L’euro e i massoni ci hanno rovinato» diceva il Senatur, socio di lusso della maggioranza  del governo Berlusconi nel 2005. Per non parlare di Maroni, ministro dell’Interno, che nello stesso anno si spingeva fino a proporre un referendum  per tornare alla lira».

Una consultazione che piacerebbe tanto anche al Grillo del 2012.

Berlusconi e Bossi per 20 anni hanno parlato come Grillo. Nulla di nuovo, tanto di vecchio.

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15 Risposte

  1. Grillo non ha ancora potuto spendere due decenni a farsi gli affari suoi in Parlamento a danno degli italiani sparando raffiche di leggi ad personam. Concediamogli almeno qualche giornata, altrimenti come farà a dimostrare di valere meno dei suoi valenti predecessori? Beh, temo che anche con tutta la buona volontà del mondo farà comunque molta fatica ad oscurare il ricordo del nano….

    1. Ad oscurare il ricordo del nano sarà difficile, ci vorranno decenni perché si finisca di parlarne. Purtroppo è un periodo che abbiamo vissuto noi. Grillo è sulla buona strada, gli insulti, e la polemica contro tutto quello che non va, sono cosa facile, più difficile è dimostrare di essere davvero capaci di fare “bene” la politica, e di non cadere nelle solite storie: “Noi stiamo in mezzo alla gente”. Sì è vero ma poi cosa si risolve? Comunque li aspettiamo all’opera e si giudicherà.
      Ciao Fausto.

  2. Che palle,con questo euro ma è mai possibile che nessuno capisca che oramai senza l’euro si và tutti a puttana.Il nano quando usci l’euro non si preoccupò minimamente che il cambio fosse pari alla lira,forse è proprio da l’i che sono partite le speculazioni i rincari delle merce etc,e adesso ci troviamo in questa situazione.
    Non sò se ho fatto confusione,ma secondo me uscire sarebbe deleterio per il paese.
    Ciao speradisole un abbraccio e buona domenica.

    1. Senza l’euro, dicono questi signori, andavamo benissimo, se si fosse stati fuori dall’euro, come l’Inghilterra, dicono, non succedeva niente. Siamo sicuri? Non credo, visto che l’Europa, e quindi i paesi dell’euro, hanno dovuto soccorrere l’Ungheria, che è rimasta al suo “fiorino” e rischiava il fallimento come la Grecia. Perché non se ne parla?
      Ciao Lidia, un abbraccio

  3. Concordo, e lo sai, un populismo senza confini.

    Aggiungerei anche la puttanata riguardante il debito pubblico, che il comico continua a sostenere che non bisogna pagare.

    Fra le varie, esimersi dal pagare il debito pubblico, significherebbe trasformare i bot delle famiglie italiane in carta igienica.

    Ma tanto i conti del comico, dell’emiparetico e del nano mica sono in Italia.

    Ciao
    Zac

    1. Non paghiamo il debito pubblico, è vero, è una frase che fa colpo, e chi non ci starebbe a non pagare i debiti? Ma pochi si chiedono che cosa succederebbe se facessimo così.
      Ma qualcuno l’ha chiesto ai grillini? Non credo. E molti non lo sanno.
      Come dici tu, chi parla in questo modo populistico, per far presa sull’ignoranza di molti, ha i propri soldi in altri stati, non qui. E sa benissimo che chi ora è al governo non farà mai una cosa del genere.
      Ciao Zac, un abbraccio

  4. E questo è il vero colpo di genio: la famiglia media italiana in pratica è titolare di una quota di debito sulla quale, con le tasse, paga interessi al 4 – 6 %. Dipende dal tipo di titolo e dal momento storico di emissione. la stessa famiglia porta poi i soldi in banca, e sul conto corrente ci prende un bello 0 %. Con qualche sforzo può raspare un 3 %, ma accollandosi qualche rischio.

    Questo mette bene in chiaro che la riduzione dell’indebitamento sarebbe interesse dei comuni cittadini; qualcun altro però non è della stessa idea.

    In un certo senso, è un gioco che illude i piccoli risparmiatori di essere i maggiori beneficiari di un sistema di indebitamento che nella realtà avvantaggia soprattutto i padroni del vapore. Non so in che modo, ma occorrerà affrontare il problema.

    1. La riduzione dell’indebitamento farebbe più che bene ai cittadini, a tutti, risparmiatori o no, ma non farebbe bene non pagare il debito pubblico o dimezzarlo. Rimarremmo tutti a mezz’acqua senza poter annegare.
      Quelli che parlano come Grillo o sono straricchi e se ne fottono delle persone o hanno i loro soldi all’estero.
      Ciao Fausto

  5. Io sinceramente fatico a combattere ogni giorno contro chi snocciola quotidianamente teorie strampalate sull’uscita dall’euro o sulle varie massonerie. Purtroppo in tempi di crisi gli urlatori hanno sempre un grande successo, cara Spera!

    1. Ogni tanto salta fuori qualche Solone che pensa di risolvere tutto, buttando tutto all’aria. Fare chiasso, insultare, distruggere è facile, si fa presa sulla gente sfiduciata e si raccoglie consenso. Ma quello che credo esista di fondo è un grande dilettantismo, che può anche servire, ma anche fare molto male.
      In ogni modo li aspettiamo all’opera.
      Ciao pattume, un abbraccio.

  6. A me Grillo ricorda tanto Bossi: Roma ladrona ecc. Quando poi ha Scoperto la strada che porta al benessere gratuitamente per se e la propria famiglia, ha smesso di blaterare contro la capitale. Che anche Grillo voglia seguire quella strada?
    Aspettiamo.
    Ciao.

    1. Nel segno della continuità. Umberto Bossi passa il testimone a Beppe Grillo. Ignoranza? Strafottenza? Supervalutazione di se stessi? Deliri di onnipotenza? Ma queste identità non mi piacciono perché non amo la trivialità che nasce dalla pochezza umana e dalla mancanza di educazione.
      Ciao Antonio, un abbraccio

  7. C’è un altra vicenda sul tavolo: l’euro (che io amo molto) rischia di affondare comunque se affondano le nazioni che se ne servono. Fino ad ora abbiamo riempito di debiti i bilanci degli Stati per salvare banche che giocavano con le leve per far soldi a palate senza produrre nulla. E poi abbia lasciato pagare il conto ai lavoratori dipendenti. Se andiamo avanti così, è solo questione di tempo: la baracca cadrà da sola. Grillo rischia di non fare nemmeno in tempo a fare dei danni. Questo mi preoccupa.

    1. Io sono un po’ più fiduciosa di te riguardo all’euro ed anche riguardo al nostro paese. Un’Europa che non si mostra solidale, anche se non è politicamente unita, non vive, ed un’Europa che non vive, segna la fine anche della Germania. Sono convinta che cambierà il vento e che troveranno il modo di salvare anche la Grecia.
      Tempo fa ho letto che l’Ungheria rischiava di fallire, pur essendo quel paese fuori dall’euro, ma dentro l’Unione euroea, un po’ come la Gran Bretagna, ebbene il Fondo Monetario euopeo, ha salvato quel paese. Perché non dovrebbe salvare anche la Grecia? E’ nell’interesse di tutti, America compresa.
      Staremo a veder Fausto. A proposito, complimenti per il tuo blog. Davvero importante e da competente.
      Ciao, un saluto.

      1. Segnalo che non mi pare che l’Ungheria abbia ancora ricevuto finanziamenti dall’Europa o dal FMI. Infatti anch’io avevo sentito che il paese era in forte crisi, che lo spread era a livello 750 b.p. e che il fiorino si svalutava e per questo era stato richiesto un aiuto al FMI e all’UE per un finanziamento. Tuttavia se non mi sbaglio vi sono problemi non indifferenti in Ungheria, primo fra tutti l’attuale premier che disdegna sia gli aiuti europei che del FMI, quindi non mi pare sia ancora intervenuta una decisione del FMI o dell’UE. Poi posso sempre sbagliarmi ma a questi indirizzi dicono che l’Ungheria ancora non ha ricevuto niente:
        http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-21/lungheria-chiede-aiuto-fondo-114056.shtml?uuid=Aa0mrINE
        http://www.repubblica.it/economia/2012/01/05/news/ungheria_crisi-27625091/
        http://www.eurasia-rivista.org/lungheria-lunione-europea-e-il-fondo-monetario-internazionale/14765/

        Ciò detto e passando al discorso della Grecia ho già avuto modo di sollevare i miei dubbi sul salvataggio di quel paese, però onestamente volendo fare un discorso obiettivo il problema non è di facile soluzione. Stiamo vedendo anche in questi giorni quanto l’UE sia divisa perché dai paesi appartenenti all’UE edalle autorità arrivano dichiarazioni discordanti che ben lasciano intuire il grado di unità dell’unione. Oltre a ciò il fallimento delle consultazioni effettuate dal Presidente al fine di cercare di costruire un governo di coalizione fa ben capirre a tutto il mondo quanto ai greci interessi il salvataggio da parte dell’UE. Posto che finora l’UE ha buttato nel cestino i soldi che ha dato alla Grecia senza ottenere nulla mi domando se davvero da parte del popolo greco ci sia la volontà di essere “salvati” perché se nemmeno loro lo vogliono…Inoltre il fallimento delle consultazioni ha mostrato una cosa mooolto importante: ci sono partiti della sinistra radicale in Grecia (http://www.corriere.it/esteri/12_maggio_15/grecia-nuove-elezioni_3c9ffbca-9e90-11e1-b8e5-2081876c6256.shtml) che preferiscono mettere di fronte ai cittadini greci i propri interessi. In particolare il partito di cui si parla nell’articolo è visto come favorito nelle prossime elezioni e pertanto preferisce mettere avanti i propri interessi rispetto agli interessi della nazione. Constatato che la Grecia è alla deriva per colpa dei greci stessi e della politica mi chiedo che senso abbia aiutare una politica così malata che nememno risce a distinguere cosa si debba fare in un periodo di crisi. In più questa situazione sta trascinando alla deriva i mercati europei. Negli ultimi giorni le borse sono crollate, l’Euro si è svalutato e in Grecia vi è la corsa agli sportelli. Questo è quello a cui la politica greca ha portato. Credo che se quanto succede alla Grecia non si ripercuotesse sull’UE probabilmente l’avrebbero lasciata fallire. Staremo a vedere cperché credo che nessuno sappia cosa succederà e se fossi in te non darei per scontata l’ipotesi del salvataggio perché, come si nota nei giornali, le istituzioni stesse dell’UE sono contraddittorie! Vorrebbero lasciare la Grecia al proprio destino ma ogni volta che lo dicono si verifica una tempesta sui mercati finanziari per cui desistono. Ragion per cui l’unica cosa che possiamo fare è attenere e sperare che le colpe della Grecia rimangano all’interno dei confini dello Stato ellenico!

        Un saluto!

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