LA MATTANZA DELLE DONNE

LA MATTANZA DELLE DONNE

Scrive Daria Bignardi su Vanity Fair: «In 4 mesi 54 donne italiane sono state ammazzate dai loro ex». Ed oggi leggo sull’Unità a pagina 14, in un piccolo  spazio: «Donna massacrata dal compagno». Questa volta a Villaricca, nel napoletano. Si chiamava Alessandra Cubeddo ed aveva 36 anni. Ad ucciderla e a lasciarla in un lago di sangue sarebbe stato il suo compagno, di 59 anni. Con questa ultima vittima si sale a  55 donne morte massacrate dai uomini violenti nel 2012 fino ad oggi.

Così, una  notizia che prende alla gola viene ridotta a poche righe, non viene specificato neppure il perché. Così senza un perché si uccidono le donne, «i negri del mondo» come diceva John Lennon.

Le cifre delle donne uccise da fidanzati, o ex fidanzati, mariti, o ex mariti, compagni, o ex compagni,sono impressionanti, comunque tutte uccise da uomini violenti. Una escalation che non tende a diminuire

119 donne uccise nel 2009, 120 nel 2010, 137 nel 2011, 55 nei primi quattro mesi del 2012. In media, ogni due giorni,  una donna perde la vita a causa della violenza di chi le sta vicino.

Non dimentichiamo che l’Italia è il paese in cui fino a pochi anni fa esistevano ancora le attenuanti giuridiche  per il cosiddetto delitto d’onore e una certa mentalità maschilista sta risorgendo e caccia le donne a ranghi secondari, a dequalificazioni, a riduzioni di mere statuette di bellezza da sfruttare e poi buttare via.

Per ora abbiamo firmato appelli e petizioni contro questo scempio e questa violenza sulle donne, ma, cosa possiamo fare di più.  Daria Bignardi: scrive che  «Possiamo educare i bambini, maschi e femmine, al rifiuto della violenza, ma soprattutto  della cultura della diseguaglianza e del machismo», «Che la passione non ha nulla a che vedere con la brutalità e la forza fisica», «Che una ragazza in gamba rifiuta l’dea di trovare attraente un uomo manesco o morbosamente geloso e possessivo».

Certamente l’educazione va tenuta presente, ma non è sufficiente quando tutto il mondo che ci circonda è violento contro le donne. Dalla pubblicità che le dequalifica o ne esalta solo gli aspetti fisici, alla maternità che diventa un pericolo per il lavoro e costringe le donne ad una scelta terribile, o lavorare e quindi mangiare o diventare madre.

Non lasciamo cadere questo scempio nel dimenticatoio e non facciamo sì che diventi una quotidianità e neppure una notiziola da riportare in poche righe, in un giornale. Si tratta di un vero e proprio «femminicidio» come scrive Saviano su Twitter, che va fermato a tutti i costi.

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8 Risposte

  1. Nell’ 86 eravamo in vacanza in un’isola, stavamo prendendo il sole ma degli scogli ci nascondevano, un cameriere del villaggio non so se ci aveva visto,stava parlando con dei colleghi che aveva ucciso la moglie per onore,lui era stato assolto. Rimasi tanto impressionata che tutte le volte che viene uccisa una donna il mio pensiero torna a quel ragazzo. Non so quale maligno covano dentro queste persone che si sentono padroni della vita di donne,ragazze. Ma in questo caso ci vorrebbe una pena come il carcere duro senza se e senza ma, forse qualcosa cambierebbe. Ma purtroppo se un uomo è violento per svariate ragioni ben poco possiamo fare. Quando una donna si accorge che il compagno è un violento è troppo tardi,in molti casi subisce fino alla morte.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia. Un po’ lunghina èh?

    1. Fino a pochi anni fa l’uccisione di una donna per difendere l’onore non era considerato reato tale da meritare la galera, al massimo tre o quattro anni che fra condizionali e buona condotta si riducevano a pochi mesi. Così come lo stupro era considerato un reato contro la morale e non contro la persona. Come se a commettere uno stupro si facesse peccato e non fosse un enorme reato, punibile col carcere, contro la persona umana. E fino a pochi decenni fa persino la Chiesa continuava ad interrogarsi se la donne avesse o no l’anima. Sommando tutte queste cose si arriva a definire l’assassinio di una donna, come una normale soluzione tra due persone, una delle quali manesca e violenta, l’altra più debole, parlando fisicamente.
      Ciao Lidia, il tuo commento non è lungo, ma bello. Grazie.

  2. Che la violenza contro le donne sia un dramma troppo frequente è un dato di fatto, ma non vedo come possa essere fermato, una persona accecata da istinti primordiali come ad esempio la gelosia può diventare irresponsabile in pochi attimi e la forza bruta prevale sulla persona costituzionalmente più debole, Ignoro se scientificamente la gelosia possa essere definita una malattia e possa essere curata.
    Firmare appelli e petizioni, potrà farci sentire più moderni e aperti al problema, ma non vedo dal punto di vista pratico a cosa possa servire.
    Importantissima l’educazione alla non violenza, ma credo anche che se il mondo è violento e sfrutta le donne, ci sia pure da parte di moltissime donne la propensione a farsi sfruttare e lanciare ogni momento il messaggio: “Sei seduta sulla tua fortuna, fai come me e il mondo sarà ai tuoi piedi”
    La strada per arrivare al giusto equilibrio è ancora troppo lunga e irta di ostacoli.
    Ciao Spera

    1. Spesso nei delitti che si compiono sulla donna si sente dire da chi la uccide “ O sei mia o di nessun altro”, Che cosa significa essere di qualcuno? Un essere umano non può appartenere a qualcuno. Neppure i figli sono dei genitori. Sono persone che hanno una loro vita che va rispettata.
      Uno dei motivi è la gelosia, la morbosità di possesso che finisce con il diventare odio.
      Un altro motivo è il legame che unisce due persone. Diventa insopportabile per l’uomo che vuole rifarsi una vita ed anziché usufruire delle leggi che ci sono, come il divorzio, preferisce uccidere e far sparire la moglie. E questo è quello che spesso si scopre nelle trasmissioni tipo “Chi l’ha visto”.
      Un altro motivo ancora è l’abbandono. Un uomo quando si sente abbandonato reagisce malissimo e uccide. Non comprende che l’altra persona può non sopportare più una convivenza.
      Un altro motivo è il senso di superiorità che sin da piccolo nell’educazione si trasmette al maschio. Il maschio può uscire, il maschio può studiare, il maschio è quello che guadagna, il maschio è quello che mantiene la famiglia, il maschio viene sempre prima di tutto. Se questa sicurezza che fin da piccolo viene inculcata nel maschio poi viene meno perché una donna l’abbandona, lui stesso non capisce il perché e reagisce togliendo l’unico bene che l’altra persona possiede: la vita.
      E forse qui una buona educazione, a cominciare da piccoli, di pari opportunità, non fa male.
      Grazie Sileno e un abbraccio..

  3. Le donne hanno subito nel corso dei tempi ingiustizie e discriminazioni che ancora, e più che mai oggi, sono attuali vocaboli come diritti, rivendicazioni, aspirazioni, lavoro, uguaglianza e parità. Costrette, spesso tra mille difficoltà, a far conciliare la vita privata e domestica con quella professionale e lavorativa e se ci aggiungiamo il carico da undici, dell’amore facciamo la “frittata”! Illuse, speranzose e determinate a vivere la “favola d’amore” si lasciano irretire, ingannare e sopraffare dal genere maschile, per ricevere, i fondo al cammino illusorio, a volte la liquidazione, altre, il licenziamento dalla vita! Mazziate e cornute, sempre! ciao

    1. Avevamo conquistato un po’ di libertà negli anni settanta. C’è chi si è battuto per una nostra maggiore indipendenza e per una vera ragione di parità fra uomo e donna. Ma negli ultimi tempi stiamo perdendo molte di quelle conquiste, lo dimostra il fatto che se una donna rimane incinta spesso rischia il posto di lavoro. Lo dimostra il fatto che un presidente del consiglio apprezzava nelle donne solo il culo. Lo ha detto lui e non mi meraviglio visto la persona. E sono esempi che danno fastidio e non aiutano.
      E’ stato istituito un ministero per le pari opportunità, ma poco si è riuscito a fare contro questa violenza. Margherita Hack auspica una punizione più severa per queste uccisioni, ma temo che anche pene maggiori non facciano paura a chi non capisce più niente di fronte alla gelosia o all’odio. Fatto sta che la realtà di oggi per le donne è molto brutta. Ne muore una ogni due giorni a causa della violenza del proprio marito o del proprio ex. Insopportabile.
      Ciao Loretta, un abbraccio.

  4. Io veramente non capisco.
    C’ho ragionato anni.
    Continuo a non capire.
    Dovrei, essendo un uomo, avere delle parvenze di comprensione del tema.
    Invece non capisco.
    Picchiare, maltrattare, uccidere una donna.
    Proprio non capisco.

    Cara Spera, questo e’ un tema che mi ha arrovellato le sinapsi per decenni,
    sin da piccolo mi chiedevo come fosse possibile l’esistenza della violenza di un uomo su una donna, e a oggi non ho ancora trovato la risposta, la giusta risposta, perche’ non mi accontento della “innata superiorita’ dell’uomo che sfocia in violenza” tesi sostenuta da fior di psicologi, non ci credo nemmeno.

    Continuo a non capire.

    Per essere piu’ chiaro, non capisco nella stessa misura con la quale non ho mai capito come possa essere successo Auschwitz, e si’ che ne hanno scritto e ne ho letto a iosa.

    Quando conosco una donna che viene malmenata dal marito, e ce ne sono un sacco,
    provo un dolore acuto,fisico, mentale, mi tremano le mani, come se avessero picchiato me.

    E nonostante cio’, continuo a non capire.

    E mi sono fatto un sacco di domande, che sia l’ignoranza? no, conosco donne che le prendono dal marito architetto, che sia la rabbia covata per anni?no, chi picchia una donna e’ violento dalla nascita, la rabbia non c’entra, che sia la gelosia? neppure, conosco uomini gelosissimi che mai si sognerebbero di picchiare la propria compagna, magari la amano troppo, ma all’amore vero non bisogna porre confini.

    Insomma, ho le risposte a un sacco di cose, mi riconoscono un discreto bagaglio culturale, ma continuo a non capire.

    Solo di una cosa sono certo.

    Io vi amo.

    A prescindere.

    Baci a tutte.

    Vs.
    Zac

    1. Neppure io capisco questa violenza sulle donne, ma succede.
      Neppure io capisco Auschwitz eppure è successo. Ma mentre Auschwitz non succederà più almeno in Europa, perché gli uomini si sono dati una regola, ho l’impressione che la violenza sulle donne non finirà mai.
      Esiste anche una mentalità maschilista che uccide senza togliere la vita. E’ il modo di ragionare di molti uomini, con i quali anche io stessa ho dovuto combattere. Sul lavoro, per esempio, se vuoi fare carriera, o la dai via, o devi essere molto in gamba per arrivare.
      E quando sei arrivata, cosa che mi è successa, ti dicono che l’hai data via per arrivare lì, cosa che non ho fatto. Eppure questo è il clima.
      Si può disprezzare, odiare, anche calunniare od offendere una donna, ma mai toglierle la vita. Di quella ne abbiamo una sola, e la conserviamo molto volentieri finché ci sarà concesso dalla natura, di viverla.
      Ciao Zac, Grazie, un abbraccio.

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