IL RACCONTO DI ASCANIO CELESTINI

IL RACCONTO DI ASCANIO CELESTINI

 

 

 

 

CITTADINI!

Io ho un pallone.

Cioè,

non posso dire di avere un pallone fino a quando non ho un pallone gonfio.

Se ho un bicchiere posso dire di avere un bicchiere anche se non è pieno,

anche un bicchiere mezzo pieno è un bicchiere,

anche un bicchiere vuoto è comunque un bicchiere,

anche quando è mezzo vuoto  è un bicchiere intero.

Mentre un pallone sgonfio non è un pallone,

gli manca la caratteristica essenziale: la forma a palla.

Per avere un pallone devo gonfiarlo, perciò, forza cittadini, gonfiamo il pallone!

Avere il pallone è una responsabilità.

Quando lo gonfi

non puoi lasciare che si sgonfi.

Gonfiate, gonfiate, gonfiate,

cari cittadini,

gonfiare il pallone non è un lavoro,

non dovete pensarlo, se no ci offendete!

Non importa con cosa lo gonfiate,

l’importante è avere il pallone sempre più gonfio.

Fate la raccolta differenziata? E per quale motivo?

Tutta quella plastica e carta e rifiuti organici possono essere infilati nel pallone,

non sapete dove parcheggiare la macchina,

dove scaricare i vostri anziani genitori,

i vostri scatenatissimi figli?

C’è posto anche per loro nel pallone.

Avete una fede o una perversione?

Un amore o un residuo di rabbia adolescenziale?

Una speranza o un’ideologia?

Infilate tutto nel pallone.

C’è una notizia che avete letto sul giornale che vi mette l’ansia?

Una vedova che si lancia dal balcone?

perché gli hanno tagliato la pensione di reversibilità del marito vi deprime?

Cinquanta militari morti in Afghanistan sono troppi per una missione di pace?

E 23 miliardi per un mucchietto di cacciabombardieri f 35?

Sono numeri che non riuscite a coniugare con l’articolo 11 della nostra costituzione?

E anche 31,9% di disoccupazione giovanile è un dato che vi sconvolge?

C’è gente che teme che le ginocchia si girino al contrario,

non c’è da vergognarsi per  certe paure, non abbiamo paura di avere paura.

Paura del buio, ansia per il futuro …mettete tutto nel pallone.

Se accettate di gonfiare il pallone

allora sappiate che vi tratteremo bene come se vi volessimo bene davvero.

Cittadini!

Lavoriamo tutti al gonfiaggio del pallone

alla palonizzazione mondiale!

Il pallone è moderno!

Il pallone è tecnologia!

 C’è aria dentro e aria fuori,

ma queste due arie sono separate da un sottile strato di gomma,

è un confine da tutelare,

 è una barriera che rende speciale l’aria interna al pallone.

È un’aria speciale perché è quella che gonfia il pallone.

L’aria di fuori invece non serve a niente, non gonfia nulla,

quella dentro è di razza superiore, razza ariana,

eppure,

c’è gente che non vuole gonfiare il pallone,

anzi ci chiede di sgonfiarlo.

Sfiatatati, spallonati e spolmonati parlo a voi!

Siete contro la tecnologia del pallone?

Contro la tecnocrazia pallonara?

Ci dite che per in nome del pallone

stiamo calpestando i diritti facendo a pezzi la democrazia,

che stiamo mettendo in seria crisi la vita umana sul pianeta,

anche tu se un danno per l’ambiente,

mica fai la fotosintesi come le piante,

respiri ossigeno e sputi fuori anidride carbonica,

chi te lo dà il diritto?

Chi sei il piccolo chimico?

Sei Frankenstein!

Voi dite che presto il pallone scoppierà,

che nel pallone ci abbiamo soffiato di tutto pur di gonfiarlo sempre di più ,

ossigeno purissimo e veleni tossici,

odore di rose e di viole e puzza di piedi e d’ascelle,

aria e merda.

Dite che bisogna sgonfiare il pallone per evitare  il botto ,

che se non incominciamo a sgonfiarlo siete pronti a tutto,

anche a farlo scoppiare,

perché, dite, se deve scoppiare è bene che scoppi il prima possibile,

che prima scopia e minore è il danno.

Ebbene noi siamo tecnici del pallone

e giuriamo che non scoppierà mai,

che crescerà all’infinito,

è una legge di natura.

È una menzogna? Certo!

Noi mentiremo al popolo, continueremo a mentire fino ad un attimo prima dello scoppio,

giureremo che non esploderà fino ad un secondo prima del botto,

poi scoppierà e per i superstiti voi diventerete  profeti!

Diranno: c’avevano ragione loro, i teorici del pallone sgonfio,

ma fino a quell’istante daranno retta a noi.

Noi stiamo al governo, stiamo al potere,

con tutte le responsabilità che c’abbiamo,

mica possiamo pure costringerci a dire la verità.

Qualcuno ha sbagliato?

Qualcuno è responsabile e deve essere punito?

Non importa.

Cosa fareste voi

se foste il conducente di  un grosso autobus pieno di gente,

convinta ad andarsi a fare una gita alli castelli per pasquetta?

Cosa fareste se l’autobus fosse a secco di benzina

e corresse a rotta di collo soltanto perché siete in discesa e i freni sono rotti?

Vi preoccupereste se ci fosse qualcuno che non ha pagato il biglietto?

No, cittadini,

fareste come noi,

mettereste un vecchio disco e alzereste il volume e sperando che tutti si mettano a cantare

                                                                   s’annamo a divertì, nannì nannì

                                                                   s’annamo a divertì, nannì nannì

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7 Risposte

  1. Che commento lasciare? Se non tutto quello che ha detto Asciano,non si verifichi.
    Ma la paura c’è eccome se c’è.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Infatti non c’è nulla da aggiungere, speriamo solo che il pallone non scoppi.
      Grazie Lidia, un abbraccio.

  2. Innanzitutto, noto, una veste grafica diversa, voglia di primavera e di novità? Ascanio Celestini è una garanzia, obbliga sempre alla riflessione e lo fa in modo originale, preciso, scorrevole ma, profondamente realistico – ciao ciao

    1. E’ solo la voglia di cambiare un po’, come mettere una veste nuova perchè è primavera.
      Questo racconto di Celestini, così attuale e ben scritto, mi è piaciuto molto per cui ho voluto proprio trascriverlo come racconto e non ascoltarlo come teatro.
      Ciao Loretta, un abbraccio.

  3. anche i nostri commenti finiscono nel pallone……………….
    e scoppierà o scoppieremo noi….. ma che fine hanno atto gli italiani?
    troppo piegati per raddrizzarsi?
    40 anni fa siamo riusciti ad ottenere qualcosa…..
    ma forse manca la voglia di essere ancora italiani……… e lottare
    che tristezza……

    1. Io nutro la speranza che qualcosa cambi e profondamente. Abbiamo davvero passato il segno. Non ci si è resi conto della portata della crisi in tempo utile, e allora la stiamo pagando molto più cara degli altri paesi. Negli ultimi dieci anni, per ben otto anni ha governato il duo Berlusconi e Bossi, che fra nani, ballerine, benedizioni con l’acqua del Po, ed i tagli lineari, senza criterio di Tremonti, ci ha portati in questa situazione.
      La filosofia era che la crisi non c’era, era alle spalle, eravamo alla fine del tunnel, ma la realtà era molto diversa e paesi come la Germania e la Francia, avevavo capito meglio di noi.
      Ci vuole una seria politica, non governi da raccontafavole. Arriveranno e staremo meglio.
      Ciao Francesco, un abbraccio.

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