COME POLLI ALLEVATI IN BATTERIA

COME POLLI ALLEVATI IN BATTERIA

L’ennesima esternazione populista del comico genovese che urla da tutte le 101 piazze dove  si voterà, non stupisce. C’era da aspettarsela. Semplicemente rivela tutta l’ambiguità di fondo di una persona che nel dispregio di chi ha perso la vita a causa della mafia, pur di afferrare voti, ripete la parole mafiose di Vito Ciancimino e Tano Badalamenti. Parole insensate che non hanno nulla di comico, ma tanto di tragico. Come il Berluska del 1994, con lo stalliere in casa e come il Bossi di Roma ladrona.

«La mafia non strangola i cittadini, è buona chiede loro solo il pizzo, un misero 10% – dice Grillo»”. E’ vero, Grillo ha ragione, i mafiosi non uccidono i “clienti”, semplicemente li allevano come tanti polli in batteria, in attesa che caghino le uova del loro profitto, che accumulano senza lavorare, sfruttando il lavoro degli altri e tenendoli continuamente sotto minaccia.  La mafia ha applaudito, voterà e farà votare in massa il M5S. Lo vedremo alle prossime elezioni amministrative nella disastrata città di Palermo.

«Quei poveretti dei barman che si vedono costretti a fare lo scontrino fiscale per un caffè, sono vittime dei controlli della finanza», più o meno queste sono le parole di Grillo nei confronti degli evasori dello scontrino. Ha ragione ovviamente quando dice che bisogna andare a cercare dove sono e chi sono i veri evasori, quelli grossi, ma anche chi evade poco, e quel poco si somma a tante persone, si fanno miliardi di evasione.

Bastano queste due affermazioni per cancellare le cose condivisibili dette dal comico, e toglierli quella sicurezza che potrebbe infondere a chi lo voterebbe, perché in questo modo non fa altro che fare il verso dei due populisti e demagoghi che per 20 anni hanno occupato le sedie del potere e ci hanno portato a questo disastro.

[NOTA a parte: Il sovraffollamento di polli in batteria,  produce un aumento di aggressività in qualunque specie. L’amputazione del becco dei polli e dei tacchini è un intervento praticato senza anestesia: il becco dell’animale viene infilato in un macchinario simile ad una piccola ghigliottina e che procede a mozzare la parte. La procedura è così dolorosa che alcuni polli smettono di mangiare e muoiono di fame.

Non si uccidono i polli, ma si fanno soffrire, così fa la mafia ai suoi clienti, non li uccide, ma taglia loro la lingua perché non protestino].

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7 Risposte

  1. Quello dei polli mi ha lasciato di stucco, come siamo disumani.
    Per Grillo purtroppo lo voteranno, fa discorsi da cretino ma lo voteranno, perchè la gente in questo momento è in confusione non sa come votare e allora si affiderà alle cazzate che sta dicendo, come l’altro imbonitore.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Credo anch’io che riceverà molti voti. Lo scontento che si sente in giro è piuttosto forte, e la voglia di buttare tutto all’aria può avvincere le persone, ma quando tutto sarà stato buttato all’aria che faremo? Andremo da Grillo? Spero solo che la gente ci pensi e si chieda se proprio vuole essere rappresentato da un personaggio siffatto.
      Ciao Lidia, un abbraccio.
      P.S. Sembra che dal 2012 non si possano più allevare polli in batteria e forse finirà anche la tortura del becco spezzato.

  2. E’ dall’immediato dopoguerra che periodicamente nascono dei movimenti con la ricetta miracolosa dell’antipolitica, il primo dell’ “uomo qualunque” grande successo, ma fortunatamente effimero, poi negli anni settanta i radicali sull’onda ( meritoria) della campagna sul divorzio, poi naufragati sui digiuni della fame e della sete ad oltranza, a volte per cause assolutamente condivisibili e altre volte pochissimo.
    Agli inizi degli anni novanta i due partiti che hanno tenuto in scacco l’ Italia per precipitarla nel baratro, uno il partito-azienda delle leggi ad personam e del bunga-bunga-bunga, l’altro di romaladrona finito nel malaffare e nelle ruberie, con i vertici che alle domande di chiarimento dei giornalisti rispondono che: ” Di queste cose non ne parlo”, e il fondatore che messo di fronte agli sciali, ( con i soldi degli altri), che hanno interessato la sua famiglia, prima si dimette, poi si ricandida a segretario, probabilmente quando, in ritardo, si è reso conto che non avrebbe più avuto accesso alla greppia!
    Infine l’ultimo bravo ad allestire un gigionesco spettacolo di antipolitica che infiamma i qualunquisti e poi che scappa come il vento appena dovrebbe anche rispondere a qualche domanda di politica.

    1. Era quasi da prevedere che dopo tanta insipienza di governo si arrivasse a personaggi da sfasciacarrozze. Ma l’urlo non risolve i problemi della gente.
      Ho letto una cosa che mi ha fatto “quasi” ridere. Si dice che sia nato il “Partito dei pirati italiani” sarebbe un’emanazione nostrana di un movimento neo-liberista, ben piantato nella rete, diffuso su scala mondiale. Dicono che parteciperanno alle elezioni italiane (forse nel 2013) ma intanto se la prendono con Grillo.
      Proprio con lui che in rete è nato ed ha fatto della rete il suo orgoglio. Questi pirati della rete accuserebbero Grillo di dispotismo e si dicono sicuri di ricevere voti proprio nei suoi territori dove cresce lo scontento. Questo perché il capo-non capo, come viene definito Grillo, emana un livore che non lascia scampo quando indica la strada da intraprendere ai suoi fedeli. Questi pirati giurano di non avere un leader e così scavalcano nella tecnologia societaria, proprio Grillo, che dalla tecnologia è nato.
      Chi la fa l’aspetti, dice il proverbio. Pensa la sfortuna dopo tanto gridare. Arrivano i Pirati della rete. Sarà il nostro fururo?

      Ciao Sileno, un abbraccio.

  3. l’importante è non votare più i vecchi partiti, DEVONO ANDARSENE TUTTI, non può andare peggio di adesso

    1. Io credo che i vecchi partiti, come tu li chiami, non siano mai stati veri partiti, ma solo dei movimenti, alcuni anche molto egoistici, che non hanno portato a niente. Direi anche che è ora di smetterla con la poca politica seria e con gli urli da ring, che faranno ridere, ma ci lasciano nel fango. Cerchiamo di essere seri.
      Ciao Un saluto.

  4. (ANSA) – ROMA, 2 MAG – ”Quando si vota si sceglie sempre la persona a cui affidare il destino della propria comunità del proprio Paese. Io vorrei che qualcuno, tentato dal movimento ‘Cinque stelle’, provasse a immaginare Grillo al posto di Monti a guidare il Paese, ad andare al G20 a discutere con Hollande, con Obama o con la Merkel”. Lo ha detto Dario Franeschini, oggi a Pistoia per sostenere il candidato a sindaco della città per il centrosinistra Samuele Bertinelli.

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