SE NE FACCIANO UNA RAGIONE

SE NE FACCIANO UNA RAGIONE

Il 25 aprile è la festa della liberazione, è la liberazione dai fascisti e dai tedeschi che stavano devastando l’Italia. A cacciarli sono stati i partigiani. Questa è la verità. Ogni anno la stessa storia ci tocca difendere i partigiani che hanno cacciati i fascisti ed i nazisti e distinguerli dai servi dei nazisti.

I revisionisti di oggi se ne facciano una ragione.

Sono stati i partigiani di qualunque colore a liberare l’Italia dal fascismo e a fare terminare una guerra tremenda voluta dal fascismo. Sono stati i partigiani che hanno offerto aiuto agli alleati che invece venivano sparati dai fascisti e dai tedeschi.

Smettiamola con i piagnistei revisionisti per cui i morti sono tutti uguali. Non è vero chi è morto per liberare un paese, a volte anche sotto le torture inflitte dai fascisti e nazisti non è uguale a chi denunciava e torturava.

Smettiamola di voler girare la realtà della storia. I fascisti hanno perso, hanno combattuto, è vero, ma dalla parte sbagliata. E se sono morti non vanno ricordati e celebrati il 25 aprile che è la festa di liberazione dai fascisti. È la festa dei partigiani, è la festa della nuova democrazia che stava nascendo.

Teniamo separate le cose sostenendo la verità. Basta stupidi revisionismi e polemiche, i fascisti di oggi, se ne facciano una ragione. Festeggeremo per sempre il 25 aprile per ricordare i sacrifici di coloro che ci liberarono dalla peste fascista e nazista.

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8 Risposte

  1. In tutte le guerre c’è chi perde è c’è chi vince,loro hanno perso,se dopo tutti questi anni non l’hanno capito non c’è speranza.
    Ma alla festa della Liberazione loro non c’erano, esempio Roma qualcosa vorrà dire.
    Ciao Speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Quello che mi dà fastidio è che si ostinano, questi revisionisti di oggi, a dire che i morti sono tutti uguali e quindi bisogna ricordare tutti. No, il 25 aprile si ricordano i partigiani, i liberatori, non chi sparava ed uccideva compatrioti con fucili tedeschi e a fianco dei nazisti. E neppure i traditori che scappavano dall’Italia travestiti da tedeschi.
      Se alla festa di liberazione del 25 aprile, i fascisti di oggi non ci sono è meglio, è ora che si cominci a distinguere il vero dal falso.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. La resistenza non comprende solo il movimento dei partigiani, ma anche tutta l’opposizione antifascista anteriore all’8 settembre 1943, e l’azione antitedesca svolta dall’esercito regolare italiano, affiancato alle truppe alleate, dopo l’armistizio, essendo tutti e tre i movimenti accomunati dalla volontà di resistere alla dittatura fascista, neofascista e nazista, e di restituire all’Italia la libertà e l’indipendenza. Ai quali va aggiunta anche la resistenza morale e culturale operata da scrittori e uomini di cultura coraggiosi che tennero viva la libertà di pensiero. L’Italia che voleva la libertà pagò un doloroso contributo di sangue ma, ottenne l’inizio di una vita democratica. È questo che va ricordato con forza e gratitudine – ciao

    1. È vero Loretta, la resistenza non comprende solo i partigiani, ma tutti coloro che hanno combattuto, resistito e dato la vita per la liberazione dai fascisti e dai nazisti. E questi sono tanti, per esempio tutti i prigionieri di Via Tasso a Roma, quelli morti alle fosse Ardeatine, i martiri di Marzabotto, (donne, vecchi e bambini) e tanti deportati.
      In questo giorno ricordiamo tutti questi eroi che col loro sacrificio ci hanno dato una Repubblica, una libertà, una democrazia ed una delle più belle Costituzioni del mondo.
      Ciao Loretta, un abbraccio.

  3. Carissima Spera, ti giuro, ogni frase di questo post rispecchia esattamente il mio pensiero.

    Fra i tanti, rimarco un concetto basilare:
    Non tutti i morti sono uguali.

    Ti ringrazio.

    Ciao
    Zac

    1. Nella vita si fanno scelte che distinguono le persone profondamente. Chi scelse di stare dalla parte del Duce per sparare contro i propri concittadini, scelse la parte sbagliata. Non vanno ricordati e basta, anche se sono morti. Posso comprendere il dolore dei famigliari, ma pretendere di uguagliare torturato e torturatore è indecente.
      Ciao Zac, grazie a te e un abbraccio.

  4. I tentativi di mistificare la Resistenza si fanno sempre più frequenti, ma i Martiri della Resistenza combattevano per liberare l’Italia dal nazismo e dalle sue atroci ideologie che miravano a dominare il mondo sterminando milioni di innocenti inermi dopo sofferenze inenarrabili e i fascisti italiani erano i loro alleati e complici.

    1. Eppure fu una loro scelta quella di stare dalla parte sbagliata. Mio padre e tutti i miei famigliari, non avrebbero mai e poi mai seguito le camicie nere, la milizia che nel paese spadroneggiava, picchiava e spaventava la gente. Era un tormento, fin dal 1943 dopo l’8 di settembre, quando cominciarono i rastrellamenti delle SS coi cani. Bologna fu liberata il 19 aprile dai partigiani e dai polacchi, ma al mio paese i tedeschi con i fascisti combattevano ed uccidevano ancora. Eravamo sulla linea gotica e fu l’ultimo caposaldo tedesco a cadere. Gli alleati buttavano bombe a valanga perché nel bosco vicino a casa mia c’erano tre panzer che continuavano a sparare. Solo chi ha vissuto quei momenti può raccontarne la violenza. E i fascisti collaborazionisti facevano più paura delle SS stesse, perché si conoscevano. Chi denunciava e collaborava con le SS non può essere considerato un liberatore e non può essere ricordato il 25 aprile, quando finalmente ci liberammo da quella peste.
      Ciao Sileno, un abbraccio

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