UN DECENNIO SEGNATO DALLA CORRUZIONE

UN DECENNIO SEGNATO DALLA CORRUZIONE

Alla domanda di Monti all’Emiro del Qatar, in visita in Italia in questi giorni: «Che cosa  ha impedito o impedisce a paesi come gli emirati di investire in Italia?». L’Emiro ha risposto senza esitazione: « la corruzione».

Strano, mi sarei aspettato che dicesse: «L’articolo 18», vista l’insistenza di modificarlo da parte di questo governo, perché considerato un freno enorme agli investimenti esteri. Ma non è così, allora vuol dire che gli altri paesi percepiscono il nostro, con occhi diversi.

Gli scandali recenti legati alla famiglia Bossi e all’appropriazione indebita  di fondi della Lega Nord rischiano di farci perdere il senso delle proporzioni. Si discute su due milioni che l’Umberto avrebbe preso per sé e di diamanti per la Mauro, e si rischia di dimenticare il costo per tutta la collettività delle scelte del duo B&B in tema di politica economica, finanziaria  e fiscale.

Per la comunità questi costi hanno un ordine di grandezza pari a centomila volte tanto i quattrini di cui si sarebbero appropriati Bossi, Belsito e famigli. Li ha calcolati il giornalista inglese Charles Young, che li ha esaminati attentamente in un suo libro “Impunity: Berlusconi’s goal and its consequences (Impunità: gli obiettivi di Berlusconi e le loro conseguenze).

Il giornalista britannico ha messo a confronto i dati sulla crescita del Pil fra il 2001 e il 2009: dei 120 paesi del mondo con più di 4 milioni di abitanti, solo lo Zimbabwe e l’Italia hanno le economie più piccole nel 2009 che nel 2001. Nel periodo l’Italia ha perso il 6% del Pil pro capite.

Dunque non è solo colpa della crisi se le recessione economica sta facendo cadere il paese nella miseria.

Un decennio segnato dalla corruzione. Al declino economico si accompagna la crescita della corruzione che è inversamente proporzionale alla crescita del Pil. Secondo la Corte dei Conti la corruzione costa 60 miliardi di euro all’anno nel Paese con una crescita del 30% nell’ultimo anno.

Secondo Transparency International, l’Italia è scesa dal 29esimo posto nel 2001 al 67esimo posto nel 2010 in quanto a livelli di corruzione, spostandosi dal gruppo dei paesi democratici più avanzati ad essere collocata insieme a Georgia, Brasile, Guatemala ed Egitto.

Anche la repressione della corruzione in questi anni è drasticamente diminuita rispetto al periodo di mani pulite e degli anni ’90.

Nel 2006 il numero di condanne per corruzione era un settimo di quelle registrate dieci anni prima. Se si guardano alcune Regioni i dati sono ancora più eclatanti. In Sicilia si è passati da 138 condanne nel 1996 a 5 condanne nel 20o6. In Calabria da 19 a zero nel 2006. In Lombardia da 545 nel 1996 a 43 nell’ultimo decennio. 

Una delle principali cause di questa debacle delle condanne per corruzione sta nell’enorme crescita delle Spa pubbliche-private o pubbliche, ma in forma sociale privata, per gestire servizi pubblici in settori come la sanità, edilizia, ambiente.

Qualcuno ricorderà il tentativo non riuscito di trasformare l’impero di Bertolaso, la protezione civile, in Spa pubblico-privata, o quello riuscito di La Russa sulla dotazione di armi per l’Italia, per cui adesso compriamo aerei che ci costano un occhio delle testa.

Un fenomeno che dipende in larga parte dalle scelte berlusconian-leghiste, sia nel governo nazionale che nelle amministrazioni locali.

Questa è corruzione tra privati, ma l’Italia, almeno fino ad ora, è uno dei pochi paesi al mondo che non considera la corruzione tra privati come un reato. Pare che il ministro Severino voglia metterci mano. Come sempre speriamo in meglio.

(I dati di cui sopra sono riportati nel libro: “Mani Impunite” (Laterza editore) di Vannucci e Della Porta)

(Fonte l’Unità)

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6 Risposte

  1. Ma non eravamo il bel Paese,di Santi Poeti Navigatori?
    Adesso tutto si è trasformato,in corrotti bugiardi ladroni e non più credibili agli occhi del mondo.
    Grazie a dieci anni di B&B.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Lo eravamo, sì un bel paese, e lo siamo ancora. Bisogna che facciamo pulizia davvero. Ma le incrostazioni di corruttela che in questi anni si sono accumulate sono tali che occorreranno botti e botti di acido muriatico per “disincrostare bene”. Occorre una specie di macchina pulisci fogne che cacci via tutti i topacci che in questi anni hanno fatto il nido, a cominciare dai nidi, che sono le leggi ad personam del duo B&B, Per esempio si deve ripristinare il reato del falso in bilancio, tanto per cominciare.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. Io direi ventennio, e mi tengo stretto.

    Fanno sempre cosi’:
    a) corrompo o vengo concusso
    b) attendo l’avviso di garanzia
    c) non mi dimetto perche’ attendo il processo
    d) apro una bottiglia quando arriva la prescrizione

    faccio notare come i figuri che devono difendersi da reati lapalissiani, parlano ai microfoni sempre in terza persona.

    Ciao
    Zac

    1. Trovo che la corruzione si sia espansa in special modo con l’avvio dei movimenti, popoli, uonioni politiche con un capo padrone. E quando una persona ha tanto potere e non viene frenato da una “base” di gente consapevole e razionale, ci si permette di tutto.
      Nessuno si dimette, tutti aspettano il processo, è vero e aggiungerei “Sono molto sereni” tutti, indistintamente.
      In quanto a parlare in terza persona è la ingenua manfestazione di difesa, Forse dentro di loro pensano che chi ha commesso un reato sia un altro.
      Ho visto, solo un po’, l’altra sera Formigoni da Gad Lernber, ebbene parlava in terza persona, quando era in difficoltà
      Ciao Zac, un abbraccio.

  3. proprio oggi riflettevo sulla classe politica italiana. C’è da sprofondare pensando a come ci vedono all’estero tra puttanieri, xenofobi corrotti e tangentisti. Come solo si può pensare di venire in italia a investire in un paese guidato da degli incapaci?
    Ciao Spera!

    1. Credo che la questione dell’ex presidente del consiglio, sbeffeggiato in tutto il mondo, pesi parecchio ancora sulla credibilità internazionale, se poi ci aggiungiamo la questione della corruzione dilagante che ha avuto il suo massimo nella protezione civile, la questione della mafia, ‘ndrangheta e camorra, la questione del pizzo che le aziende in qualche modo debbono pagare, siamo messi piuttosto male.
      Non basta la faccia presentabile di Monti anche se con lui almeno internazionalmente abbiamo fatto passi da giganti. Ma l’istinto di conservazione impedisce agli stranieri di investire in Italia. E’ ancora pericoloso. Chissà quanto tempo ci vorrà, anche con una buona politica,a far loro cambiare idea. Il male fatto è molto profondo.
      Ciao pattume, un abbraccio.

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