MI VERGOGNO DI CALEARO

MI VERGOGNO DI CALEARO

Calearo chi è costui? Ah! Ecco un imprenditore, uno di quelli che avrebbe dovuto salvare il paese. E’ stato eletto perché messo da Walter Veltroni (PD) tra i primi posti in una lista che a noi, che abbiamo votato PD,  non era stata data di scegliere.

Quali criteri di selezione hanno condotto fino a lì, rappresentante del popolo italiano, un personaggio del genere? Sono i criteri di una burocrazia politica autoriflessa, in questo caso del PD, convinto che la presenza di un imprenditore nel partito fosse una risorsa.

Non solo Veltroni, ma anche tutto l’apparato del partito, ahimè, ha convalidato la scelta. Quell’apparato dove spesso è la mediocrità dei molti a trionfare e a scongiurare la concorrenza di pericolosi paragoni.

La sua storia richiama altre storie. Quelle, per esempio, degli 84 inquisiti che siedono in parlamento cui fa capo Berlusconi, scampato ad una decina di processi e cinque in corso.

C’è anche Fini, presidente della Camera, con la sua desolante e patetica storia della casa di Montecarlo. C’è Schifani, presidente del Senato, con la sua storia personale particolarmente ingarbugliata, addirittura indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Caleraro? In fondo è l’ultimo arrivato, la copia della copia di una matrice vergognosa, ed il suo esibito disprezzo per la politica e le istituzioni alimenta il nostro per lui.

Sembra quasi che i veri militanti dell’antipolitica siano proprio i politici, fanno di tutto perché li possiamo schifare, senza contare il danno quotidiano che fanno alla democrazia e alla decenza.  

Caleraro ha una faccia modellata sulla sua biografia che senza alcuna vergogna sputa sulla Camera dove è stato eletto, passa da un partito all’altro senza ritegno, in fondo non sa neppure da che parte stare.

Incassa 12.000 euro al mese di soldi nostri, per pagarsi il mutuo di una casa nuova che si è comprato, irride alle tasse, vantandosi di sgommare su una Porche immatricolata in Slovenia, neanche sospetta di essere stato eletto al servizio della Nazione, ma arraffa tutti i privilegi per sé.

Non c’è salvezza in questo paese. Non ora almeno.  E neppure speranza se non si cambiano le regole fondamentali della democrazia, a cominciare da una legge elettorale decente, che non sia più una porcata che fa commettere errori di questo tipo.

Annunci

6 Risposte

  1. Anch’io mi vergogno dell’onorevole
    Leggo dal dizionario Treccani: onorévole (ant. orrévole) agg. [rifacimento del lat. honorabĭlis (v. onorabile), secondo gli agg. in -evole]. –1. Degno d’onore, onorato, che gode alta reputazione per mereriti, dignità, grado, nobiltà, ecc.): un onorevole cittadino; con molti onorevoliu. compagni magnificamente cenarono (Boccaccio); scherz., il molto, il poco onorevole. signor Tale. In Italia (e in altri paesi a regime parlamentare, per calco dell’ingl. the Honourable), è titolo che spetta di diritto ai membri del Parlamento, deputati e senatori (abbreviato di solito in on.):
    Pochi giorni fa ho incontrato un parlamentare molto noto e del quale ho molta stima e l’ho salutato con un : ciao B*** non ti chiamo onorevole per non offenderti assimilandoti ad altri tuoi colleghi, mi ha risposto: Lo sapevo già!

    1. Mi sembra che il partito cui sono iscritta, il PD, al quale ancora credo, nonostante tutto, lasci troppo correre certe cose.
      Questo omuncolo che si becca dei soldi nostri per esempio, oppure un Lusi che si trattiene milioni di euro per i suoi affari privati, sono episodi e personaggi che stonano con l’onestà che dovremmo avere.
      Mi semra che si lasci troppo correre, in fondo un po’ di dignità dovremmo pure dimostrarla e non accettare tutto come un destino contro il quale non si può fare nulla.
      L’ho detto al mio circolo del PD, molti hanno condiviso il mio parere, ma poi ci si ferma lì.
      Quelli in alto sembrano fare spallucce, come dire che queste sono cose che capitano e non bisogna farci caso.
      Non mi piace questo modo di fare, le mele merce vanno cacciate, non dico come fa la lega con un chiasso senza onore, ma con molta fermezza bisogna fare piazza pulita anche da noi.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Ieri eravamo sottoposti ai re e chinavamo il capo dinanzi agli imperatori.Da oggi in poi obbediremo soltanto alla verità (Kalil Gibran.)
    Ma purtroppo niente è cambiato,oggi i re e gli imperatori portano la cravatta,ma affamano il popolo lo stesso,per la loro ingordigia e ladrocinio.
    Mio zio diceva”il più lo semento” il più l’ho mangiato,ma i nostri figli?
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Magari potessimo obbedire solo alla verità.
      Ma chi tabilisce poi questa verità? Per Calearo per esempio è fregare i soldi a noi per pagarsi una nuova casa e sfrecciare con una macchinona esente dalle tasse. A me ste cose fanno vedere rosso, ma rosso da rivoluzione!!!
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  3. Se certi personaggi hanno la sfacciataggine di tali comportamenti, qualcosa in seno ai partiti non funziona. Ho la vaga sensazione che di colore rosso è rimasta solo la rabbia degli elettori.
    Ciao
    Antonio

    1. Mi ha colpito molto questa storiaccia, non tanto per i balzì che quest’uomo ha fatto tra i vari banchi degli onorevoli, ma la sua supponenza, maleducazione, menefreghismo, e totale irriconoscenza per chi, tutto sommato, l’aveva portato su quegli scranni.
      Io come iscritta al PD vorrei indietro tutti i soldi che si è preso.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: