NONOSTANTE GLI UOMINI…LA PRIMAVERA

NONOSTANTE GLI UOMINI…LA PRIMAVERA

Invano gli uomini ammucchiati a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, si sforzavano di isterilire la terra su cui vivevano; invano la ricoprivano di pietre affinché nulla vi crescesse; invano strappavano anche il più piccolo filo d’erba e affumicavano l’aria col carbon fossile e la nafta; invano tagliavano alberi e scacciavano animali e uccelli. La primavera era sempre primavera, anche tra le mura della città. Il sole scaldava, l’erba dove non la raschiavano, cresceva d’un bel verde vivido; e cresceva non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra. I pioppi, le betulle, i pruni stendevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli si gonfiavano di gemme pronte a schiudersi. Come sempre in primavera, le gracchie, i passeri e i colombi preparavano lietamente i loro nidi, e le mosche, riscaldate dal sole, ronzavano sulle pareti.

Le piante, gli uccelli, gli insetti e i bambini erano lieti. Soltanto gli uomini – i grandi, gli adulti – continuavano a ingannare e a tormentare se stessi e gli altri. Gli uomini, che non apprezzavano nè quel mattino di primavera né quel divino splendore dell’universo, creato per il bene dei viventi e per predisporli tutti alla pace, alla concordia e all’amore; gli uomini, che consideravano sacro e importante soltanto ciò che essi stessi avevano inventato per dominare gli uni sugli altri.

(Leone Tolstoj – Resurrezione – Incipit)

Annunci

12 Risposte

  1. Alle volte invidio quelle popolazioni quasi sconosciute e che vovono in un degrado che a noi farebbe ribrezzo.Ma loro rispettano la natura,cacciano e pescano quanto occorre per sopravvivere.Noi no siamo peggio di Attila,lo scempio che le facciamo è proprio barbaro.
    Cementifichiamo tutto,nascondiamo con mostri di pietra delle bellezze che in passato i nostri avi hanno potuto godere di tanti paesaggi incantati.Adesso i fiumi, laghi e mari conoscono solo l’inquinamento,ma nonostante tutto la natura non si arrende,pur soffrendo gli alberi gli animali fanno il loro corso,rendendosi alla nostra vista bellissima,a dispetto della nostra noncuranza.
    La felicità che la primavera ci offre è inestimabile ma nonostante tutto continuerà sempre a fiorire.

    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Sì anche a me piacciono le persone, più o meno evolute nella civiltà che vivono a contatto con la natura e la rispettano.
      Certe tribù poi sono particolari, isolate, ma penso che anche lì un miglioramento dovrebbe arrivare, per esempio nel campo della medicina e dell’istruzione.
      Quello che noi non abbiamo o abbiamo perso è il rispetto delle bellezze che ci circondano per far posto al cemento o a delle costruzioni mostruose.
      Ma l’erba nuova in primavera cresce ovunque si trovi un briciolo di terra, almeno nelle nostre zone temperate. E la primaversa rinnova tutto.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. Non puoi immaginare la felicità quando mi alzo al mattino,e fuori mi aspettano gli uccellini,cinciarella cinciallegra,ballerina capinera merli e passari,quando c’era la neve perfino i fringuelli il pettirosso, ma adesso lui deve essere partito chissà dove.
    Anche se sono un pò giù in quel momento non penso a niente e mi sento allegra.
    Ariciao Lidia.
    PS Un pò lunghina eh!! 🙂

    1. Cantano all’alba, sono felici queste creature e salutano la primavera.
      E’ bello sentirli.
      C’è ancora qualche bel giardinetto che consente agli uccellini di fare il nido. Anche nelle zone dove abito, non c’è casa con qualche pianta attorno, ma è sempre città e lo smog, il traffico, la vita convulsa ci distraggono dall’osservare anche questi begli aspetti di primavera.
      Ciao carissima

  3. Questi ultimi decenni pieni di fumi, di radiazioni, di veleni, di cemento e di plastica lascieranno solo macerie alle prossime generazioni e di questo, anche io mi sento colpevole.
    Un abbraccio e buona settimana

    1. Il mondo e la natura ne risentono di tutta questa sporcizia, se non si va verso un’industria ed una vita quotidiana ecosostenibile, finiamo col consumare tutto e trasformare anche le stagioni.
      Proprio pochi giorni fa, ho visto un documentario girato in Cina, su una cittadina, pare la più inquinata del mondo, dove le persone completamente esposte a qualsiasi problema sanitario, estraggono i metalli preziosi, come litio dai nostri cellulari, computer e materiale elettronico. Li bollono, con un fumo inquinante che toglie il respiro. L’acqua del fiume vicino era rossastra e torbida, inquinatissima.
      Credo che tutto questo non si limiti a quei posti, ma sia di danno a tutto il pianeta.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  4. Bellissimo… sono immersa nella città e nel suo cemento… eppure queste parole mi hanno spinto i miei sensi a riscoprire la sovranità della natura!

    1. Resurrezione è un bellissimo romanzo, almeno per me, che apre con parole di speranza, queste appunto, legate alla primavera.
      Nonostante la nostra cattiveria la primavera è sempre una stagione di rinnovo della natura.
      Ciao, un abbraccio..

  5. La primavera è proprio il simbolo della rinascita e della voglia di tirar fuori la testa dopo un periodo duro e freddo, metafora del nostro futuro? speriamo, ciao

    1. Nel giardinetto condominiale dove abito c’è un’aiuoletta. Sono riuscita dopo anni e anni a persuadere i miei coinquilini a lasciare che l’erba crescesse naturalmente. Odiavo letteralmente vederla “vangare”.
      Ora è piena di violette, piccole mammole, profumate e color viola intenso. Bellissime. Che soddisfazione!
      Ciao Loretta, te ne invio un mazzetto virtualmente. Un abbraccio.

  6. Ma l’erba sotto il cemento non vedrà mai più la luce del sole, e così gli agnelli strappati alle madri e sgozzati non conosceranno mai il caldo dell’estate. Gli uomini non amano ciò che di bello c’è nel mondo. E lo distruggono. La felicità nel vedere la primavera ha in sé tanta disperazione.

    1. E’ vero ci può essere disperazione se si pensa alla cattiveria degli uomini. Hai accennato agli agnelli, ebbene in periodo pasquale l’abbacchio in certe regioni è un piatto immancabile.
      E per avere l’abbacchio si ammazzano gli agnelli appena nati.
      Quegli agnelli che non vedranno mai il sole come l’erba sepellita sotto il cemento.
      Ma cerchiamo carissimo, di trovare la felicità in quello che di bello ancora ci circonda, in primavera, fosse anche solo un filo d’erba.
      Ciao, un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: