C’ERA UN VOLTA IL BOSS

C’ERA UNA VOLTA IL BOSS

C’era un volta il boss mafioso che costruiva i rapporti con gli esponenti della politica. Andava a palazzo a trattare, o ai ristoranti a mangiare insieme ai politici e contrattava, o magari li invitava sugli yacht a pescare e concludeva affari, a base di mazzette o altro.

Poi è arrivato Berlusconi, le cose sono cambiate e la trattativa ha perso ogni interesse. E’ accaduto negli anni di Forza Italia e Partito delle libertà.

Con Berlusconi siamo entrati in un tempo in cui le persone che sono organicamente collegate alla mafia, vedi Cosentino, Papa, Dell’Utri e vari soci, hanno preso un posto nelle istituzioni.

Fanno parte di partiti compatti e siedono in Parlamento. Attraverso i giornali “amici” si ricostruiscono un’immagine e difendono la loro intoccabilità.

A pochi saranno sfuggiti i baci e gli abbracci a Cosentino quando la Camera ha votato contro il suo arresto e a tutti è stato chiaro il fatto che la mafia era parte attiva del Governo e del Parlamento, quando Berlusconi e Dell’Utri, insieme, proclamarono eroe Mangano.

La mafia da almeno 15 anni è organica al Parlamento ed alle istituzioni, non ha più bisogno del boss che vada a Palazzo a trattare, a Palazzo ci sta seduta.

La vicinanza con le organizzazioni mafiose perciò non è più un problema, ma è diventato un punto di forza, per quel partito politico che li assorbe. La mafia porta pacchetti di voti e fa vincere le elezioni.

Quello che si è compiuto negli anni berlusconiani è stato un cambiamento decisivo nei rapporti tra Stato e mafia. Ma nulla viene fatto senza uno scopo. Si portano via i nostri soldi. La mafia fa affari “puliti”, alla luce del sole. E il paese resta muto, inerte, di fronte a questo immane pericolo.

L’abolizione del reato di concorso in associazione mafiosa è un logico passaggio verso questo cambiamento. Altrimenti mezzo parlamento dovrebbe essere in carcere ammanettato.

Non se ne parla abbastanza. Non si comprende la violenza che lo Stato sta subendo da parte della mafia e non si valutano fino in fondo le conseguenze.

Entrando nelle istituzioni la mafia si è impadronita del paese, fa affari e non paga, reclama soldi. Fa parte degli evasori, di quelli che rubano a chi onestamente paga le tasse, compie concorrenze sleali facendo fallire gli imprenditori onesti, sta diventando una forza incredibile sostenuta anche da certa stampa che ne ripulisce l’immagine.

Anche da parte di questo Governo si ha troppa paura di irritare Berlusconi ed i suoi e troppa sicurezza si ha, dall’altra parte, di poter contare sul senso di responsabilità di Napolitano e Bersani.

Scrive Santo della Volpe. «Intanto il mondo degli affari si scopre sempre più invaso dalle mafie e dalla criminalità mettendo a serio rischio l’economia legale; mentre, contraddittoriamente, con la sentenza della Cassazione su Dell’Utri, si prende a picconate proprio quel reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” voluto da Falcone e Borsellino per contrastare i legami tra mafia e politica, tra cosa nostra ed il mondo dell’economia». E’ un dato di fatto.

A Genova si svolge la XVII giornata della memoria delle vittime della mafia. Ora le vittime siamo tutti noi, che abbiamo consentito che un Governo per 15 anni si adoperasse perché la mafia diventasse parte delle istituzioni. Sì, le vittime siamo tutti noi ai quali la mafia sta togliendo la vita.

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15 Risposte

  1. Leggere questo post è stato come rileggere, tutto d’un fiato, i commenti che ho rilasciato da un paio d’anni a questa parte in materia di mafia e di mafiosi. Li hai riassunti in modo magistrale. Quando dicevo che gli attentati mafiosi erano terminati, significava che la mafia aveva vinto: era a capo dell’Italia. Anche questo è un dato di fatto.
    Ciao.

    1. Adesso che Berlusconi non è più sulla scena ad intorbidire le acque, si riesce a vedere il fondo.
      Non è bello, sapere che la mafia si è impossessata del paese, sapere che fa affari, che si è “raffinata” al punto da avere giudici, avvocati, amministratori e parlamentari.
      L’ho sempre ritenuta un corpo estraneo, esterno, che si potesse estirpare anche chirugicamente, ma che si potesse eliminare. Invece è entrata a far parte dell’organismo. sarà difficile estirparla e persino riconoscerla.
      Le tue analisi sono sempre state molto realistiche, ed avevi previsto che sarebbe finità così. E l’imprenditore corruttore al governo è stato il fiore all’occhiello della mafia.
      Ciao Antonio, grazie ed un abbraccio.

  2. I mafiosi non girano più da anni con la coppola ma giacca e cravatta,
    da quando ha cominciato il gobbo è stata una catena in Parlamento non riesci più a distinguere ,il deputato onesto da quello colluso.
    Ciao spera a presto Lidia

    1. Hai ragione, sono in giacca e cravatta e sembrano perfino persone perbene.Il guaio è che non si riescono neppure più a riconoscere. Per cui forse è anche facile cadere nella trappola.
      Non so come si riuscirà a rimediare a questo male che l’era berlusconiana c’ha portato in casa,
      Sarà difficile.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  3. @Antonio ho cercato di mettermi in contatto con te ma mi è venuto un’Antonio Sanna di Nuoro
    ho lasciato scritto se eri tu ma mi ha risposto “chi è” eppure sommigliava a come ti eri descritto.
    E pensare che ci sono delle bellissime foto della Sardegna,ma come dimostrato sono una frana.
    Ciao Antonio un Abbraccio Lidia.

  4. @Ciao Lidia, hai provato a collegarti con Youtube all’indirizzo Antonio3131deo? Oppure cerca con Google:antonio3131deo, oppure fatti consigliare da Speradisole Ciao Lidia.

    1. Lidia, Antonio si rintraccia facilmente, come ha detto lui, con Google.A destra delle immagini puoi lasciare un messaggio.
      Ciao.

  5. Una volta di più hai centrato il bersaglio, una volta di più amare riflessioni rendendoci conto che le sabbie mobili ci stanno inghiottendo e una volta di più sembra si stia preparando una leggina ad berlusconem per sopprimere la concussione e salvarlo dal processo Ruby.
    Ciao Spera e buona domenica

    1. Si vede da tutte queste cose,”leggine ad berlusconem”, come Berluska comandi forse anche più di prima. Sembra che stia nascosto, e non si faccia vedere apposta, ma intanto sta lavorando sempre per se stesso.
      Leggevo oggi sui quotidiani che la crisi ha fatto molto bene al cainano, ha messo da parte altri 8 milioni di “guadagno” in un anno.
      Che vuoi che ne sappia della povera gente uno che vive con tanti soldi?. Eppure comanda, vuole essere “perdonato”, fa finta di essere il salvatore del paese, quando l’ha portato alla rovina.
      Si salvera anche da processo Ruby, vedrai, e sarà anche difficile toglierselo dai piedi. Il male che ha fatto, lasciando che la mafia si impadronisse del paese, è enorme, Ne porteremo le conseguenze per tanto rempo purtroppo.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  6. Cara Spera, lo sai, sposo ogni sillaba di questo post, non ho molto altro da aggiungere,
    salvo ricordare che a mio modesto parere, e anche secondo il parere piu’ visibile di Roberto Saviano, le mafie nel 2012 hanno i loro piu’ agguerriti compari fra le frange leghiste, soprattutto nel campo cementizio, soprattutto al nord.

    E non da adesso, il castelli, quello che vuole andare all’isola dei famosi perche’
    “da giovane volevo fare il boy scout”, e’ stato eletto alla camera per la prima volta nella circoscrizione di Lecco, con i voti raccolti da un capo ‘ndrina residente in loco.

    Ciao
    Zac

    1. E’ vero, Saviano ha il fiuto per queste cose, e sa bene come la Lega sia sensibile agli affari e non guardi per il sottile.
      Ed è la Lega che sostenendo il milardario di arcore fino all’inverosimile ha contribuito a che la mafia entrasse nella politica, e negli affari.
      Al punto che, ora come ora, anche per un imprenditore onesto, diventa pericoloso fare affari, combinare un lavoro, assumere un socio, perchè non sai mai chi ti ritrovi dall’altra parte.
      Si riesce a riconoscere la mafia?
      E’ questo che fa paura, è in mezzo a noi, invisibile.
      Vorrei avere una specie di vernice spray fluorescente ed indelebile, da spruzzare sulle mani del mafioso e vedere su quali altre mani si trasferisce.
      E’ contaminante Zac, infetta e pericolosa, la mafia, ma altrettanto invisibile ed inafferrabile.
      Ne prendi uno, ne spuntano altri cento.
      Ciao carissimo, un abbraccio

  7. purtroppo è anche colpa degli italiani se certi soggetti hanno avuto questo spazio all’interno delle istituzioni. E’ il momento di voltare pagina: è un passo troppo importante per salvare le nuove generazioni.
    Un caro saluto Spera!

    1. E’ venuto il momento di cambiare passo, è vero, e bisogna che ce la mettiamo tutta, la nostra buona volontà. Anche se a volte sembra più facile lasciar perdere, lasciarte che le cose vadano come vadano. Ci sembra di non contare niente, ma forse non è così. C’è sempre il modo di far qualcosa perchè si cambi. A cominciare da noi, a denunciare quello che non va, a screditare l’evasore, a non coprire quello che non ci appare chiaro.
      Ciao pattume, un abbraccio.

  8. Nefasta espansione, ma che la mafia stessa è ormai elemento costitutivo del potere è un dato di fatto – ci vorrebbe un atto di responsabile coraggio e di dura e implacabile denuncia politica per uscirne, ma all’orizzonte non vedo nessuno in grado di fare il primo passo, solo il silenzio colpevole di tutte le forze politiche. Che non parlano. Che non possono parlare…se vogliono ancora governare – ciao

  9. Sì davvero nefasta. Io non so se dovessi incontrare un mafioso, uno di quelli che adesso sembrano tanto per benino, saprei riconoscerlo. Non credo, e allora come facciamo a sapere per esempio chi scegliere per mandarlo in parlamento, ammesso che ci lascino scegliere?
    Potremmo essere facilmente ingannati, perchè trovo che questo modo di operare della mafia moderna sia infido e pericoloso, insinuante e furbo.
    Ciao Loretta, un abbraccio.

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