PRIGIONIERI DEI NOSTRI LIMITI

PRIGIONIERI DEI NOSTRI LIMITI

Un giorno un uomo catturò un uccello. L’uccello gli disse:«Non posso esserti utile finché sono prigioniero. Liberami e ti darò tre preziosi consigli».

L’uccello promise di dare il primo consiglio ancora nelle mani dell’uomo, il secondo quando avrebbe raggiunto il ramo di un albero e il terzo una volta raggiunta la cima di una montagna.

L’uomo accettò e sollecitò il primo consiglio.

«Se perdi qualcosa –  disse l’uccello – anche se ci tieni quanto la tua vita, non rimpiangerlo”.

L’uomo lasciò la presa e l’uccello andò ad appollaiarsi su un ramo.

«Non credere mai a cose contrarie al buonsenso senza chiedere prove», elargì come secondo consiglio.

Poi l’uccello volò in cima alla montagna, dalla quale dichiarò: «Oh, sventurato! Il mio corpo racchiude due enormi gioielli. Se solo mi avessi ucciso, ora sarebbero tuoi!».

L’uomo si tormentò al pensiero di ciò che aveva appena perso e chiese all’uccello: «Dammi almeno il terzo consiglio!».

«Sei proprio un idiota! – rispose l’uccello – sei ancora qui a chiedermi altri consigli, quando non ti sei nemmeno soffermato per un attimo sui primi due! Ti ho detto di non tormentarti per la perdita di qualcosa e di non prestare fede a cose contrarie al buonsenso. Ed è proprio ciò che stai facendo in questo momento! Ti stai lasciando andare a credere in ridicole assurdità e ti stai tormentando perché hai perso qualcosa! Non vedi che non sono abbastanza grande da contenere due enormi gioielli? Sei uno stupido! Pertanto, continuerai a essere prigioniero degli abituali limiti imposti a ogni uomo».

(Fiaba araba)

 

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6 Risposte

  1. Clap
    Clap
    Clap

    Ciao
    Zac

    1. OK
      OK
      OK
      Ciao ed un abbraccio.
      P.S. Gli applausi commuovono.

  2. Io sono il primo ad essereprigioniero degli abituali limiti imposti a ogni uomo.
    Buona domenica Tizzoncino

    1. Non solo tu, Sileno, ma per capire fine in fondo questa morale, bisogna completare la fiaba.
      Riflettiamo poco sulle cose ed è in questo modo che rimaniamo prigionieri dei nostri limiti.
      Ciao Sileno, buona domenica anche a te.
      P.S.
      Eh! sì, Tizzoncino, ma per la madre era Spera di Sole, che, in siciliano, significa Raggio di sole.

  3. Rimaniamo prigionieri ed io per prima,perchè non ci fermiamo a riflettere fino in fondo le cose o le persone.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. A me è piaciuta molto questa fiaba araba. Fa pensare a quanto siamo creduloni, a quanto rimpiangiamo cose impossibili.
      Grazie Lidia, a presto e un abbraccio..

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