SARÀ UNA FERMATA D’AUTOBUS

SARÀ UNA FERMATA D’AUTOBUS

Sarà una fermata d’autobus a dirci se è davvero finita. È quella davanti a Palazzo Grazioli, in Via del Plebiscito, soppressa per anni e rimpianta da molti romani. Se tornerà al suo posto, se d’ora in poi la folla  sul marciapiede attenderà il 64 e non più Berlusconi, allora sì, diremo che qualcosa è cambiato.

Per molti di noi sarà come sbarcare su un altro pianeta: l’Italia senza Berlusconi, per chi non l’ha mai vista. Nati sotto un governo Craxi o un governo Andreotti, ci siamo svegliati dall’infanzia che lui era già lì. Tutti gli eventi importanti che ci aspettavano sarebbero accaduti  «sotto Berlusconi», come si direbbe di un pontificato.

Per quanto mi riguarda solo il primo bacio è scoccato dentro un biennio del governo Prodi. Il resto – le mobilitazioni studentesche, la maggiore età, la patente, la prima volta, la laurea, l’amore – è stato nel segno di Berlusconi: non abbiamo avuto modo di essere altro che dei berlusconiani o anti-berlusconiani.

Tempo fa, Michele Serra ha avuto per un istante il dubbio che non fosse mai esistita, l’Italia senza di lui. Invece c’era e forse è tornata alla luce. Eccola.

Orientarsi per chi la esperimenta solo adesso, non sarà semplice: confesso che, oltre a sentirmi più leggero mi sento un po’ smarrito. Non dispongo di mappe, mi muoverò a tentoni per qualche mese o anno.

Forse tutto apparirà più normale e ordinario, e bisognerà imparare la bellezza di questo, farsi bastare una cronaca politica con meno trovate, colpi di scena, buffonerie. Non so se più seria, di sicuro meno teatrale. Bisognerà bonificare. Scegliere e collocarsi non più all’ombra di lui, e parlare e decidere senza l’alibi del suo nome.

Per qualche secondo ho immaginato lo spaventoso, infinito numero di volte che la parola «Berlusconi» è entrata nei nostri discorsi, nelle nostre liti, sugli autobus e a tavola, o in camera da letto; l’infinito numero di volte che è apparso sui giornali, nei siti, dappertutto. Ha esagerato lui, abbiamo esagerato anche noi.

Non so se il 12 novembre 2011 sarà ricordato per la sua uscita di scena. È troppo presto per dirlo e l’uomo forse ha in mente un finale diverso, il degno e romanzesco finale della sua «storia italiana». Delle nostre piccole – e forse un po’ meno romanzesche – storie di trent’anni ha portato via, come si diceva un tempo, la prima giovinezza.

Ci resta la seconda e non è poco. Poi per carità, siamo stati anche felici, e in ogni caso, non è dipeso, almeno in questo, da lui.

In quel dicembre del ’94 in cui la sua parabola politica sembrava già chiusa, Montanelli scrisse: «Non sappiamo cosa ci aspetta domani, magari una confusione ancora più grossa di quella in cui Berlusconi ci ha precipitato e ora ci lascia. Per il momento ci si contenta di assaporare, delibare, esalare, urlare a pieni polmoni questo sospirato liberatorio “finalmente”! (e al diavolo il diavolo che ci mormora ghignando: ma sei proprio sicuro che si tratti di un “finalmente”?)».

Finalmente, sì. Poi però il vecchio Indro precisava che «di tutti i berlusconi e berluschini d’Italia, Silvio era (e resta) il migliore». Non so se fosse un complimento e lascia un po’ allarmati.

(Paolo Di Paolo, 28 anni, scrittore)

http://www.firmiamo.it/ridateci-la-fermata-di-via-del-plebiscito-a-roma

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8 Risposte

  1. No non abbiamo esagerato noi, ha distrutto l’Italia ha fatto comodi suoi, si è fatto leggi a personam ha fatto il buffone di corte, tutto il mondo lo ha criticato lui e noi che l’appoggiavamo e tante altre schifezze che non stò ad elencare,ha fatto più male lui che un tornado di forza cinque.
    Comunque in una intervista a Montanelli ricordo che disse:Berlusconi è un virus e l’antidoto sarà lui stesso:si distruggerà con le sue mani.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Forse abbiamo esagerato anche noi, ma come si faceva, ogni giorno che passava ce n’era una peggio e non si poteva sottolineare. Quante ne abbiamo passate e quante forse ne dovremo ancora passare perchè cambi in meglio questo paese.
      Si distruggerà con le sue mani? Aveva ragione Montanelli. Ha distrutto una maggioranza bulgara in parlamento, ha distrutto l’immagine del paese con l’aiuto però dei vari personaggi infimi che l’anno sostenuto. Il culmine è stato quando 350 parlamentari hanno votato la nipote di Mubarak. Nessuno se lo deve scordare.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. Il dopo Berlusconi sarà sicuramente roseo, ma attenzione ai facili entusiasmi: larga parte della classe politica italiana è marcia, logorata dalla corruzione e sotto scacco dei poteri forti. Bisogna girare pagina, andare oltre Berlusconi (ci mancherebbe!) ma cambiare anche la mentalità.. Il voto di scambio c’era anche prima..e ha condannato per sempre la meritocrazia che è ormai un lontano ricordo per molti giovani.
    Ciao Spera!

    1. Ho trovato molto convincente e scritto bene lo sfogo di questo scrittore che ha vissuto la sua gioventù sotto Berlusconi. Ha conosciuto per ora solo quella parte politica al comando.
      Spero che tra i suoi ricordi, fra qualche tempo ci sia anche qualche cosa di meglio, che il brutto ventennio passato.
      I giovani meritano altro, meritano la prospettiva di un avvenire che non sia così insopportabilmente fatto solo di apparenza e futilità mediatica, come l’epoca che abbiamo vissuto.
      Ciao pattume, un abbraccio.

  3. E’ ancora lunga la strada per uscire da questo ventennio di melma , gli statisti che hanno realizzato il miracolo economico hanno ceduto il posto ad arrivisti disposti a bassezze ignobili solo per arricchire, non credo che tutti i politici siano così, credo siano ancora tanti gli onesti, ma costretti a restare nelle retrovie e in silenzio mentre abbiamo un Paese senza nessuna programmazione ( e basta guardare qualsiasi programma di informazione per vedere lo sfacelo che ci circonda), nessun partito che presenti un programma che disegni in poche parole,( non in migliaia di pagine scritte in politichese), il quadro dell’Italia che vogliamo e che finalmente progetti un futuro che ci faccia sognare, allora anche i sacrifici sembreranno più leggeri, invece vedo ancora come un incubo i grandi strateghi dell’ultimo ventennio che per recuperare i loro privilegi, son disposti a far sognare un’Italietta che riportando loro al governo riporta la felicità a tutti coloro che si sanno arrangiare in qualsiasi modo e così possono utilizzare il consenso per finire di divorare l’Italia.

    1. Sì la strada è ancora lunga perchè il fango sparso a piene mani l’abbiamo ancora tutto addosso. Ma almeno le nipoti di Mubarak, i bunga bunga, i vari processi, le toghe rosse, i complotti della sinistra, le ville a Lampedusa, i messaggi televisivi, le bugie negate, e tutto il berlusconismo speriamo sia alle spalle.
      Davanti c’è una strada nuova da percorrere, come nel dopoguerra. I tempi sono identici, e dobbiamo farci forza per ricostruire un futuro, un futuro ed una speranza che in questi vent’anni abbiamo perso.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  4. Tutti i politici dovrebbero, invece di fare della spicciola quanto inutile demagogia, domandarsi cosa non funziona nel sistema. Cos’è che si impalla. Eravamo un popolo di poeti e santi ora dopo l’isola del Giglio, non possiamo più essere navigatori ma solo sfigati perchè siamo governati da gente del genere, che si permette di giudicare la nostra vita senza conoscerla. Ma le cose devono cambiare. Abbiamo il diritto di arrabbiarci. Anche se siamo solo degli “sfigati”. ciao

    1. Altro che se abbiamo il diritto di arrabbiarci. A me sale ancora il fiele in bocca quando penso a quei trecentocinquanta cretini che hanno votato la nipote di Mubarak, alle sceneggiate televisive, al diluvio inutile dei vari Scilipoti!
      Come abbiamo fatto a sopportare per tanto tempo questa gente, non so rendermene conto fino in fondo. Eppure è successo.
      Speriamo di non essere più degli “sfigati”, è sufficiente non votare più tutta questa gentaglia.
      Ma se non si riesce a cambiare la legge elettorale, la gentaglia la porteranno gli stessi che oggi sono in parlamento. Come vuoi che possa rinunciare la Lega ai suoi? Non lo farà mai e farà carte false per tornare con il Pdl, a dispetto delle parole di Calderoli. Sono come certi mostri, non muoiono mai.
      Ciao Loretta, un abbraccio..

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