GRANDE CELENTANO

GRANDE CELENTANO

Sono una di quei milioni di persone che ieri sera ha seguito il festival di Sanremo. Non nascondo che l’ho fatto soprattutto perché volevo vedere ed ascoltare Celentano.

Troppo tempo era trascorso dalla sue ultime apparizioni in tv e quindi l’attesa era grande per chi, come me, ha sempre amato questo cantante.

Mi è piaciuto molto. I motivi sono vari, ma mi è piaciuto soprattutto per quel che ha detto.

La chiesa ha perso i suoi obiettivi, non parla di paradiso, non parla di speranza ai moribondi, non spande la luce di Cristo nel mondo. E’ stato detto da tanti, ma sentirlo dire da Celentano ha destato scandalo.

Ed è vero che i giornali cattolici parlano di tutt’altro fuorché di Dio e del suo progetto.  Non si attengono a quella che dovrebbe essere la loro missione. Critiche a questa chiesa di oggi ne solleva parecchie anche il teologo svizzero Hans Küng. http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_K%C3%BCng

L’inutilità della guerra, gli armamenti eccessivi, lo strangolamento di un paese come la Grecia, da parte di un’Europa sensibile solo al mercato ed all’economia.

La fine del mondo è vicina, per ciascuno di noi, perché la vita è un tempo brevissimo.

Bellissima infine la sua canzone in cui ha messo in musica la parabola della Samaritana, colei che attinge l’acqua al pozzo (il pozzo di Giacobbe) e parla con Gesù.  E la Samaritana, comprende, per prima, che quello con cui parla è il Messia.

Chiaramente ha sollevato un polverone e come spesso capita, interviene la censura o la santa inquisizione. La risposta di Famiglia Cristiana http://www.famigliacristiana.it/costume-e-societa/cultura/visto/articolo/celentano_150212095421.aspx

Non una parola su come questo artista sia riuscito così bene a mettere in poesia ed in musica una parabola evangelica. (Per chi volesse leggerla: Giovanni 4, 1-42)

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32 Risposte

  1. Non ho visto San Remo ieri, ma penso che la critica sia più alla Chiesa che ai giornali. Se è così, le parole di Celentano sono sacrosante perchè ormai Ratzinger & company sono diventati un centro di potere, sempre più dentro la politica e meno in mezzo alla gente a portare un messaggio di speranza e di giustizia.
    Ciao Spera!

    1. Se al posto dei preti Celentano avesse messo la casta e se al posto della Chiesa avesse messo il sistema politico, il gioco era fatto comunque, ma lo scandalo sarebbe stato minore. Solo che colpire i preti e la Chiesa fa più male. e soprattutto non ci siamo abituati, Un potere immenso quello della Chiesa che molto spesso brama il denaro, più che dispensare il messaggio evangelico.
      Ciao pattume, un abbraccio.

  2. Per una volta mi trovo in dissonanza con te,io non ho seguito il festival e non mi interessano le esternazioni di Celentano, ha scritto od interpretato delle canzoni stupende come” Il ragazzo della via Gluck” oppure “Azzurro”, ma è dai tempi di ” Chi non lavora non fa all’amore” che ho smesso di seguirlo e a me pare eccessivo tutto il clamore per le sue esternazioni: quanti utenti devono pagare il canone per i suoi compensi?
    Che poi li devolva in beneficenza depone in suo onore, ma vedo anche l’imbecillità dei dirigenti RAI a scialare in questo modo i soldi di Pantalon..
    Scusami Spera, non intendo criticare te o chiunque segua il festival, ma per una volta la pensiamo diversamente.
    Ciao, un abbraccio anche se questa sera siamo sintonizzati su canali diversi.

    1. A volte capita di non condividere ciò che viene scritto, soprattutto, come nel mio caso, quando esprimo impresioni personali.
      Coloro che hanno accettato Celentano, dovevano aspettarsi qualcosa di simile. Cercare di rimediare, dopo, con un commissariamento e con la censura, non fa altro che attirare ancora di più l’attenzione su ciò che Celentano ha detto.
      Credo che quello che ha detto sulla Chiesa e sui preti sia solo la manifestazione di un credente che vorrebbe una chiesa e dei ministri più attenti al messaggio del vangelo, che è un messaggio di speranza e di misericordia.
      Sinceramente mi è piaciuto meno quando ha attaccato la consulta che ha bocciato l’ammissione del referendum sulla legge elettorale, perchè Pupo che doveva fare la critica, non ha spiegato perchè la consulta si è comportata in tal modo. E qui la pecca e di chi ha messo in piedi il dialogo.
      In quanto a scialare soldi, la Rai ne ha scialati parecchio accompagnando, con quattro o cinque telecamere, mezzi tecnici all’infinito ed un’orda di giornalisti, le 25 comparsate di Berlusconi all’Aquila. Molto più dei 350mila euro di Celentano.
      Per non parlare dei soldi che Bondi dette alla bella Dragomira al festival del cinema di Venezia!
      Ciao Sileno, un abbraccio.
      P.S. Forse Celentano domani o sabato tornerà sulle scene dell’Ariston, chissà però se glielo permetteranno.

  3. secondo me Celentano viene pagato per dire delle ovvietà o delle cose senza senso. Io non ho guardato il Festival perché avevo di meglio da fare ma ho visto il replay su Youtube e in realtà non ha detto niente di significativo, ma solo banalità e castronerie. In tempo di crisi tagliare le spese inutili come Celentano sarebbe mooolto meglio!

    Tommaso

    1. Non hai visto il festival e quindi non è possibile giudicare le sguaiatezze del duo delle iene. Altri soldi sprecati. Ma non tutto si deve risolvere in soldi, bensì in opportunità. A proposito quanto ha fatto incamerare in pubblicità?
      Celentano non ha detto niente di nuovo, è vero, è stato popuilista, ha parlato contro un potere proprio lui che il potere ce l’ha, per lo meno quello televisivo. Tuttavia ciò non toglie che sia stata una bomba quella da lui innescata, per risvegliare le coscienze, per questo mi è piaciuto.
      Poi a caiscuno i propri giudizi, come sempre con rispetto.
      Ciao Tommaso, un abbraccio.

  4. Quella della samaritana non è una parabola.
    Non condivido nemmeno una parola di questo post (contrariamente al solito), ma mi limito all’unica cosa oggettiva: l’incontro di Gesù con la donna samaritana non è una delle parabole.

    1. E’ vero, ho preso una cantonata, non si tratta di una parabola, ma uno dei tanti incontri che fa Gesù e che servono a spiegare il motivo della sua venuta. Come con il Battista e Lazzaro.
      Scrivi “Non condivido nemmeno una parola di questo post” e poi metti tra parentesi “contrariamente al solito”, il che mi fa supporre che in altre occasioni hai condiviso quanto esprimevo. Ne sono orgogliosa.
      Ho visto che hai un blog o un riferimento Internet, ma non riesco a raggiungerti. Internet dice che è impossibile aprire la pagina cliccando sul tuo nome. Peccato avrei voluto anch’io venire a trovarti.
      Per ora ti ringrazio di aver commentato. Non è da tutti farlo anche perchè spesso non si riceve risposta.
      Ciao Alessandro, un abbraccio.

  5. Da quando esiste il festival sono stati portati degli ospiti,quest’anno avevano chiamato anche Stevie Wonder ma chiedeva troppo.
    Hanno chiamato Celentano sapendo benissimo che lui non sarebbe sceso a compromessi,avrebbe detto quello che pensavae ha fatto benissimo.Altrimenti chiamavano un personsggio che diceva ciò che loro volevano.Mimeraviglio che tante schifezze che vediamo ogni giorno non vengono prese in considerazioni neanche dalla chiesa,mentre uno che dice la verità si.Celentano è uno dei miei cantanti preferiti con i suoi pregi e difetti.
    Ti racconto un’aneddoto avevo all’incirca 17 anni e Celentano era nella mia città sotto i portici,noi ragazzine corri a vederlo,era purtroppo raffreddato ad un certo punto mi chiede un fazzoletto(allora non c’erano quelli di carta) gli dò quello di stoffa lui si soffia il naso e sta per rendermelo ed io no adesso te lo tieni lui grazie sei molto gentile.
    Scusa la lungaggine ciao speradisole un abbraccio Lidia

    1. Dalle mie parti c’è un detto: “Hai voluto la bicicletta e allora pedala”. E’ così hanno chiamato Celentano e gli hanno consentito di firmare un contratto in cui lo lasciavano libero di dire quello che voleva. E’ chiaro che uno come lui, innescava una bomba, l’aveva già fatto in altre occasioni e c’era da aspettarsela. Correre ai ripari dopo ed invocare la censura ed il commissariamento, non fa altro che peggiorare le cose.
      Quello di ridarti il fazzoletto dopo averci soffiato dentro lo trovo un atto volgare. Non ci si comporta così anche se si è popolari ed osannati.
      Celentano oltre che ad essere un bravo cantante è anche un grande opportunista, bisogna convenirne. Al tempo del referendum sul divorzio fece uscire una canzone (tra l’altro molto bella) intitolata “Siamo la coppia più bella del mondo”, proprio per fare propaganda contro il divorzio, a dimostrazione che è sempre stato un cattolico credente ed un tantino fondamentalista.
      Per questo la sua critica sulla chiesa e sui preti colpisce ancora di più. Certamente nessuno se l’aspettava. Ma secondo me ha fatto bene.
      Non scusarti della lungaggine, io ne sono un esempio clamoroso.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  6. è vero, questa canzone è bellissima…e la Chiesa dovrebbe riflettere su quello che ha detto Adriano Celentano che secondo me è un molto cristiano…

    1. Grazie Schicca del regalo. E quando ha scritto le parole e la musica di questo brano, certamente meditava quel racconto evangelico (non è una parabola come mi è stato rilevato) . Credo che pochi cattolici, credenti, praticanti ,leggano attentamente il vangelo. E la chiesa dovrebbe chiedersi perché.
      Ciao un grande abbraccio.

  7. Trovo sempre di più la rai ipocrita e falsa,daccordo Celentano doveva su qualcosa trattenersi un tantino.
    Ma prendiamo l’esempio di Mastelloni e di Ceccherini bestemmiarono in televione e fecero molto male,per questo allontanati.
    Adesso c’è l’isola dei famosi che io non guardo ma il giorno dopo tra tv e pc so qualcosa,Apicella che è giù con Margioglio e altri
    lo ha apostrofato ricchione,ecco ti sembra giusto offendere pesantemente un’artista anche se un pò polemico.
    La rai non ha mosso un dito per un’offesa in diretta,e Margioglio ha lasciato l’isola,
    Sembra una cavolata per gli altri ma non per lui.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Credo anch’io che certe volgarità e le bestemmie siano assai peggio di quanto ha detto Celentano. Tra l’altro ha detto ciò che molte persone, anche non credenti, stanno dicendo da tempo.
      Anch’io non seguo l’isola dei famosi e tutte quelle trasmissioni che vengono messe in piedi solo per il gusto di far vedere che la gente si offende a vicenda.
      Se tutti facessero come noi farebbbero presto a chiuderle.
      Stasera tornerò ad ascoltare il festival, perchè mi piace la musica italiana e perché tornano dei big stranieri a cantare le nostre canzoni. Un po’ di italianità, insomma, non fa male.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  8. CIAO condivido tutto quello che hai scritto parola per parola. Ed è scritto molto bene.
    Posso divulgarlo in rete?
    questi rompicoglioni bigotti della rai e della chiesa non si possono sentire .
    Un caro saluto .
    Riccardo

    1. Certo che puoi, anzi per me è un onore. La Rai non è stata coerente, doveva aspettarsela e non recriminare dopo.
      La Chiesa poi non può e non deve sentirsi offesa, deve rileggere bene il vangelo e ricordarsi che anche Gesù diventò populista quando cacciò i mercanti dal tempio. Ed ora di mercanti, in questo tempio di chiesa moderna, ce ne sono molti.
      Ciao Riccardo, un abbraccio.

  9. Cara Spera, io non ho MAI guardato Sanremo, e nemmeno le registrazioni del giorno dopo.
    Pero’ ho letto sui giornali il virgolettatto del molleggiato.
    Ecco, ha detto le stesse cose che io, da ateo, vado scrivendo da almeno due decenni.

    Era ora.

    Ciao
    Zac

    P.S.
    Per quei commentatori qui sopra che si sono più o meno scandalizzati, ebbene, vi consiglio di leggere attentamente gli editoriali di Sciortino, poi riflettete su quanta politica e quanta religione vi sia fra i suoi scritti.

    1. A me non dispiace il festival, soprattutto in serate come questa dove si canta la canzone italiana in tutte le lingue.
      Ma a parte questo non mi è piaciuta la polemica innescata dalla Rai. E’ un’azienda pubblica, ha scelto di far apparire un personaggio imprevedibile e non deve pentirsi delle scelte. Trovo più scandalose e brutte certi altri tipi di trasmissioni, per esempio quegli esecrati talk show dove invitano personaggi alla Santanché per il gusto di offendere e litigare.
      Ma ognuno, per fortuna, ha sensibilità diverse e come vedi accanto ai garbati commenti di dissenso (fatti da amici che stimo moltissimo), ho avuto anche commenti di approvazione.
      Del resto quando si scrive su Internet, ci si mette in gioco e forse è proprio per questo che lo si fa.
      Ciao Zac, un abbraccio.

    2. Non ritengo laico e democratico dire “Dovremmo chiudere” due giornali. Dovremo…. chi? E questo vale indipendentemente dai giornali.

  10. In effetti, caro Ale, io avrei usato altre parole “non comprateli”,che sarebe il primo passo verso la chiusura.
    Ma tant’e’, ilbailamme alzato dal palco di quella manifestazione nazionalcaroselpopolare mi fa’ solo che piacere.
    Leggiti un editoriale di Sciortino, e se li leggi gia’, rileggili, cosi’ ti accorgerai che il direttore di fc e’ un politico, non un religioso.
    Cosi’ come lo fu’ Boffo.
    Io non ritengo corretto che alcun organo del vaticano si occupi di politica, che scrivano di miracoli e apparizioni, che quello e’ il loro pane, poi uno decide se aquistare il periodico.
    Ma se un fondo di Avvenire deve fare il pelo all’ultimo DL emendato, NO, loro si devono occupare di dio, di carita’, di missioni,
    mentre e’ arcinoto che i loro interessi sono i denari, il potere, a volte i concubini.
    Per ultimo, Celentano non e’ ne’ laico, ne’ democratico, bensi’ cattolico praticante e forse, ma forse, leggermente anarchico,

    Ciao
    Zac

    1. Famiglia Cristiana non è un organo del Vaticano, è un giornale gestito da Italiani. Se un Italiano diventa sacerdote perde il diritto alla libertà d’espressione? Non è poca la differenza tra “non leggeteli” o “chiudeteli”. E però anche “non leggeteli” non brilla per apertura: paura a leggere qualcosa?

      1. Neppure l’opus dei e’ un organo del vaticano.
        FC e’ un periodico del vaticano,diretto da un signore che vive e comanda in vaticano, edito dai paolini, se vuoi essere preciso sappi che e’ stato edito da italiani sin dall’anno della fondazione, nel 31, poi e’ stato commissariato dalla santa sede per quarantanni e piu’, ci vuole del coraggio e un gigantesco paraocchi per sostenere che non e’ un organo del vaticano, ma da chi sostiene la moltiplicazione dei pani e dei pesci, tutte le proposte di legge antiaborto e considera gli omosessuali dei “malati curabili”(enciclica del vostro papa quando era cardinale), altro non v’e’ da aspettarsi.
        Ed e’ proprio perche’ ne’ ho lette a centinaia di copie invito chiunque a non gettare denari per quelle pagine, piuttosto dateli al bisognoso all’angolo della strada.

        Poi, giusto per chiarire l’aspetto “paura”, io mi son letto tre volte il Mein Kampf e la biografia ufficiale di mussolini, dopodiche ho consigliato a tutti di non leggerli, non si impara nulla.

        Direi di finirla qui, che io con gli ultracattolici risulto spigoloso e molto meno democratico di Celentano, avete sterminato milioni di persone che non la pensavano come volevate, avete appoggiato il nazismo, il fascismo e pure pinochet per non farvi mancare nulla, e dato che fra queste pagine regna l’educazione, passo e chiudo.

        Ah,
        sono cosi’ partigiano che manco tornero’ fra i commenti di questo post per leggerne la risposta, indipercui consiglio la non replica, sarebbe tempo perso.

        1. Giusto per amor di precisione, le encicliche le scrive il Papa, quindi che esista un’enciclica scritta da Ratzinger prima che diventasse papà quantomeno curioso.

          Io non contesto il tuo diritto a invitare a non leggere un certo giornale, contesto il fatto che supporti chi dice che andrebbe chiuso.
          Se non riesci a vedere la differenza mi spiace.

  11. Intervengo brevemente sulla vostra interesante discussione, per sottolineare che Celentano, pur evocando la chiusura di giornali cattolici, ha elogiato Don Gallo che è un prete, per evidenziare come si deve parlare alla gente e che cosa si dovrebbe fare. E’ noto che Don Gallo si occupa dei più deboli e resta generosamente dalla loro parte. Questo, a mio avviso, oltre che un esempio di vita evangelica è anche un modo concreto di fare politica.
    Grazie ad entrambi, Alessandro e Zac.

    1. Il tuo stesso intervento dice una cosa ovvia: parlare di politica o parlare di religione non sono cose separabili. sarei curioso di sapere quanti di quelli che qui sparano contro Famiglia Cristiana la leggono davvero, Si dovrebbe parlare di ciò che si conosce (almeno).

  12. Qui non se ne esce più. Proprio ieri ho letto sul Fatto l’intervista a don Gallo il quale dice di essere contrario alla chiusura dei giornali e alla prima occasione a Celenteno lo avrebbe detto.Ma allo stesso tempo i giornali non dovrebbero essere sovvenzionati dallo stato ma sostenuti dai loro partiti.
    Se provate ad andare in edicola a chiedere il FOGLIO ve lo danno gratis questo dice tutto.
    Ciao spera a presto Lidia.

    1. Vedi come tutto serve per farsi propaganda. Io riterrei molto giusto non finanziare con i soldi pubblici quei giornali (e sono tanti) che non hanno storia.
      Il Foglio per esempio è uno dei tanti giornali nati per fare la corte al miliardario ridens, non ha ragione di essere finanziato da tutti noi e ricevere tanti soldi. Ma è giusto che esista e faccia propaganda solo se è sostenuto dai propri lettori..
      In quanto a Don Gallo penso che sicuramente dirà a Celentano che ha sbagliato nel sostenere che alcuni giornali andrebbero chiusi.
      Nessuna voce va soffocata, anche se non la condividiamo.
      Famiglia Cristiana credo che non riceva soldi dallo Stato, ma forse l’Avvenire sì, anche se è il giornale della Cei. Comunque non ne sono sicura e non vorrei dire cose non giuiste.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  13. Ovviamente don Gallo è contrario a chiudere giornali. Che democrazia è quella in cui si zittiscono voci?

    1. Sicuramente è contrario tant’è vero che ha detto che “riprenderà” come sa fare lui, Celentano su questo punto. E credo che Celentano accetterà di buon grado questa critica.
      Ciao Alessandro, un abbraccio.

  14. Ma neanche dare un giornale gratis per dimostrare che lo vendi e prendere i soldi dallo stato.

    1. Non è una cosa seria. Ma da quella parte non mi sono mai aspettata niente di serio.
      Anche il “Giornale” viene messo gratis in tutti i ritrovi ed in tutte le stazioni.
      Non vendono, ma stampano tanto, nella speranza di incantare ancora qualcuno.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  15. L’ intervista di Toni Jop a Dario Fo su Celentano (L’Unità) 20 febbraio 2012
    Dice Dario Fo «E con questo credo che Celentano sia fuori per sempre, dalla Rai e non solo, da questa Italia. La tribù degli ipocriti può legittimamente ritenere di aver eliminato Adriano, una medaglia, secondo loro, da appendere al petto in questi mesi di fine stagione, la volevano prima di uscire di scena e l’hanno avuta»
    Dario Fo è un tifoso non proprio scontato nelle file di coloro che oggi si stringono attorno al re del rock tricolore. Un uomo che deve probabilmente una parte del suo meritato Nobel ad un Mistero che celebra la bontà di un Cristo uomo-dio e mette alla berlina quella «trascendenza» papale che spesso è stata dedicata all’altare del potere e della ricchezza materiale.
    Eppure , proprio Celentano l’altra sera ha rincarato la dose che già gli era costata la «scomunica» di parte del pubblico, forse dei poteri forti, porporato o no, di sicuro.
    Dario giullare di un dio caro e giusto ma fatto di carne e di sangue come un uomo, scende in campo per affermare la tenerezza di un altro uomo che di fronte a milioni di spettatori ha invocato per la Chiesa più trascendenza, più Paradiso, andando a sbattere contro la potente Conferenza episcopale italiana , gran Cancello dei Cieli, scala mobile efficace, insieme, della politica italiana. Veramente è andato a sbattere anche contro la direttrice della Rai, la signora Lei.
    «Io l’ho visto- dice Dario Fo – l’ho visto e sai che ti dico che non c’era tra i presenti della grande serata televisiva nessuno che avesse in sé la grazia di un animo buono, nessuno come Adriano. Non c’era aggressività in lui, non c’era ruffianeria, non c’era calcolo. Voleva dire quello che ha detto? Forse sì, forse non del tutto, perché ha avvicinato temi mostruosi da versanti molto difficili, ma conta come diceva e ciò che aveva in cuore era sofferenza vera e testimonianza di pace.
    Era difficile da capire ma gli animi gentili non lo condanneranno mai. E’ stato giustiziato , in piazza come si voleva, davanti a milioni di testimoni sbigottiti. hanno agito le truppe d’assalto, quelli che lo hanno fischiato, insultato perché così prescriveva il copione degli ipocriti.
    Lui qualche errore l’ha commesso, ma per santa ingenuità. Fosse stato più scaltro, meglio informato, reso più abile dalla furbizia, avrebbe aggredito quei temi in modo più lineare. Non ha detto una parola sui meccanismi bancari che rendono il Vaticano una potenza inattaccabile, sullo Ior, sul modo in cui la Chiesa ha taciuto per decenni su quel che faceva una parte del clero sui bambini, ma bastava il fronte finanziario, quello che avvicina il Vaticano di oggi a quello di secoli fa quando il Papa andò ad Avignone portando con sé, a detta dei cronisti di allora, più banchieri che vescovi. E’ stato molto generoso a non parlare di questo, Celentano, lo dovrebbero apprezzare i suoi carnefici. .
    Voglio bene a Celentano, dai tempi di Santa Tecla dove si faceva musica quando eravamo giovani, credo di sapere chi sia. Merita l’affetto sincero di milioni di italiani. Oltre ad essere un grande artista è anche un uomo intelligente e generoso, sincero e forse non è tempo di “santi” ingenui, per loro è carne da cannone.
    La tribù degli ipocriti lo ha venduto anche quando non era sul palco. Lo detestano per la sua capacità di non essere ricattabile, quindi libero, non lo vogliono sul palco di Sanremo, lo odiano per quel che ha detto del regime berlusconiano, ma quando non c’è, fanno in modo che la sua assenza appaia un incidente transitorio : continuavano a ripetere che forse arrivava , forse sarebbe arrivato, tanto per tenere su l’audience, sapendo che nella serata conclusiva lo avrebbero fatto a pezzi. Di Celentano non si butta via nulla nemmeno l’assenza. Tanto i picchi di ascolto li hanno fatti con lui.
    Ed anche Morandi è stato crocefisso assieme ad Adriano. Si vedeva bene che l’altra sera sul palco portava un peso intollerabile. Hanno picchiato duro, hanno bombardato il muro di affetto che ha sempre protetto sia Morandi che Celentano.
    Quei fischi, quelle contestazioni sono magnificamente accordate sulle parole con cui la direttrice generale della Rai ha intimato ad Adriano di badare a quello che avrebbe detto e fatto, come fosse un delinquente. Ma pensa un po’ da che pulpito, ma il gioco sporco è riuscito, temo, e Celentano ora lo sa, come lo sa Morandi. Ho visto anche il “Grazie” di Morandi a Celentano, denso e struggente come si fa con il proprio compagno davanti al plotone d’esecuzione.
    Ma tempi nuovi stanno arrivando per quella gente che serve la tribù degli ipocriti questo è davvero l’ultimo atto.

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