NON C’E’ BISOGNO DI INDOVINI

NON C’È BISOGNO DI INDOVINI

Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla, bisogna fare pace
Ma che essere cattivi poi conviene
Più si grida, più si offende e più si piace.

Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola
E che la scuola com’è non serve a niente.

Gli abbiamo detto che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante.

Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro
La vita è adesso, basta allungar la mano.

Gli abbiamo detto che non c’è più lavoro
E quella mano la allungheranno invano.

Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato
Puoi baciare maschi e femmine a piacere.

Gli abbiamo detto che se non sei sposato
Ci son diritti di cui non puoi godere.

Gli abbiamo detto che l’aria è avvelenata
Perché tutti vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno macchine anche loro.

Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto.

Bene: non c’è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro.

Speriamo che la rabbia dei bambini
Non ci presenti un conto troppo duro.

(Bruno Tognolini: Rime di rabbia)

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6 Risposte

  1. Alla fine un indovino non è un veggente… ma solo un osservatore.

    1. Eh sì un attento osservatore. Ma quale conto ci presenteranno i nostri figli? Mi hanno colpito in particolare i primi versi: essere cattivi conviene e più si piace.
      Se hai seguito le vicende di Alemanno a Roma in questi giorni di neve (scarsa a Roma) avrai notato che è un vero esemplare di questi tempi: non ammette mai i propri errori, dà sempre la colpa agli altri, nega l’evidenza.
      Questo equivale ad un insegnamento bastardo e tremendo che passa nei giovani, nella mentalità della gente, in coloro che domani avranno le redini di questo paese.
      Nulla di buono credo.
      Ciao Godot, un grande abbraccio.

  2. Gli abbiamo detto anche che stare dei mesi promiscuamente rinchiusi in un teatro o su un’isola e ripresi dalla telecamere 24 ore su 24 per far risaltare la parte peggiore fatta di grettezza, egoismo e bassi istinti, può preparare un futuro luminoso , ben che vada nelle balere; oppure in mutande a rincorrere una palla su un pratone riscaldato, mentre mancano i soldi in municipio per comperare qualche sacco di sale ed eliminare il ghiaccio dai marciapiedi è modernità.

    PS: Avevi ragione riguardo la commestibilità del fiore e del tubero, ma era una notizia che preferivo non divulgare per evitare la raccolta. Sei un’osservatrice eccezionale!
    Ciao

    1. Cosa pretendiamo dai nostri figli e dai nostri giovani, dopo aver loro insegnato tutto questo, che siano bravi, buoni, volonterosi studiosi? Tutto è frutto di un ventennio berlusconiano, della mentalità del riccone imprenditore venditore di pubblicità, che coi soldi si permette di comprare tutto, persino la verità, i giudici, le persone , il sesso, la visibilità, la potenza mediatica.
      Tutto ciò ha avvelenato il sangue del paese. Altro che cura Monti, qui ci vorranno generazioni per depurarci da tutti quei veleni. Ma purtroppo è questa realtà che dobbiamo affrontare, anche col mal di stomaco e con il senso del vomito dobbiamo fare i conti con il nano di arcore.
      Ciao Sileno, un abbraccio.
      P.S. Anche a me piace molto la botanica, quella grande (medicinale) e quella piccola dei prati, dei boschi, delle campagna, della natura. Ti invito a scrivere ancora quei bei post. Così abbiamo altre cose in comune.

  3. Avranno ragione,cosa gli lasceremo,niente lavoro niente scuola seria niente rispetto per niente e nessuno.Gli lasceremo solo una società venale marcia si sentiranno sempre più soli e si attaccheranno sempre di più alle cose frivole e vuote.
    E’ veramente desolante e quando presenteranno il conto avranno ragione loro.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.
    PS Grazie 🙂

    1. Innanzitutto grazie a te Lidia. La poesia è bellissima, un vero gioiello, ed è andata ad arricchire la tua pagina, già molto ricca.
      Come ho detto a Sileno, per me questo ventennio fatto di apparenza, di televisione che rende ricchi e popolari chiunque abbia la fortuna o sfortuna di apparire, che rende facile il guadagno senza merito, come il nano di arcore, che offende le donne ad ogni passo, e che insegna la furberia della corruzione, della raccomadazione e dell’evasione fiscale, ha portato il guasto nella società.
      Non è solo frutto di una persona sola, ma di tutto quel corredo di imbecilli di cui di si è contornato che hanno fatto in modo che berlusconi diventasse un capo autorevole.
      Adesso parlano di merito, ma se sono anni e anni che si sta predicando che studiare non serve, che il merito non premia, basta andare in tv.
      Alla domanda “Che cosa vuoi fare da grande” rivolta alle bambine la maggior parte risponde: la modella, la velina, la ballerina e così via.
      Tempo fa l’ideale era la maestra.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

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