MI CHIAMO “AZZERUOLO” E POCHI MI CONOSCONO

MI CHIAMO “AZZERUOLO” E POCHI MI CONOSCONO 

Noi li chiamiamo «lazzarini», ma il nome botanico corretto è «azzeruolo». Ce ne sono di bianchi e di rossi, quelli bianchi sono un po’ più grandi, maturano in autunno e sembrano piccolissime mele. Il loro sapore un po’ acidulo è particolare e, a mio avviso, divertente da provare.

In campagna, nella mia infanzia, ne ho visti tanti attorno alle case, sia come alberelli da ornamento che come alberi  da frutta. In primavera fioriscono come i biancospini, alla cui famiglia appartengono, ed in autunno si ricoprono di questi piccoli frutti, colorati, che sembrano bacche.

E’ difficile trovarli nei supermercato perché oltre che essere poco noti, non sono remunerativi dal punto di vista economico, forse  anche per la mancata conoscenza dei frutti.

Si possono trovare in alcuni mercatini rionali o in piccoli negozi di orto-frutta, dove qualche vecchio fruttivendolo ha conoscenze “contadine”tali da poterli procurare.

L’Azzeruolo (Crataegus azarolus L.)

Appartiene alla Famiglia delle Rosaceae.
E’ detto anche “Lazzeruolo”.
Gran parte dei botanici ritiene che questa specie sia originaria dell’Asia Minore o dell’isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del Mediterraneo e dell’Europa.
Tuttavia anche in Italia essa si incontra a volte in una forma del tutto spontanea che si potrebbe interpretare sia come inselvatichimento secondario dovuto agli uccelli, sia come relitto di una antica distribuzione naturale della specie, molto piu’ ampia di quella attuale.
Alberello di non piu’ di 4 metri d’altezza, con una chioma espansa, irregolare, non molto densa e un tronco diritto o un po’ sinuoso, non di rado a portamento cespuglioso. Le foglie decidue, alterne, brevemente picciolate e dotate alla base di un paio di stipole lineari, hanno lamina a contorno ovale o rombico, incisa non troppo profondamente in lobi piu’ o meno triangolari.
I fiori compaiono in corimbi eretti in aprile-maggio, sono bianchi e presentano di norma due stili centrali e stami con antere rosso-violacee. Il frutto e’ un pomo globoso, nelle piante selvatiche non piu’ largo di 2 cm, fino a 4 cm nelle varieta’ coltivate.
Specie termofila, predilige i pendii collinari in buona esposizione, in particolare nella fascia climatica della roverella e del leccio, con substrato argilloso o calcareo.
Diffusa in Europa meridionale, Asia Minore e Nordafrica. L’azzeruolo si incontra qua e la’ in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.

Varietà e portinnesti

In Italia ci sono tre tipi di varietà commerciali: “Azzeruolo rosso d’Italia”, “Azzeruolo bianco d’Italia”, “Azzeruolo giallo del Canada”.
Riprodotto da seme, conserva le caratteristiche varietali, ma è molto lento nella messa a frutto. Si innesta preferibilmente su “biancospino”, ma sono utilizzabili anche il “pero franco”, il “cotogno” e il “nespolo”.

Tecniche colturali Produzioni

Le azzeruole (molto gustose, che ricordano il sapore delle nespole) consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive; la polpa ha proprietà antianemiche ed oftalminiche.
In confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa.
In cosmesi rivitalizza le pelli sciupate grazie alla provitamina A.
Coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati, in filari o innestato in siepi di biancospino.
Pianta ornamentale. (Dal sito agraria)

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4 Risposte

  1. Infatti io azzeruolo non ho il piacere di conoscerti,ma in settimana vado da mio fratello che lui conosce tutte le piante,sai lui è uno che fin da piccolo i boschi li conosce in tutti i punti cardinali.Per dirti una frase retorica i funghi li fa nascere.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Se hai un giardino è un alberello che ti consiglio di piantare. In primavera è bello perchè è tutto fiorito ed in autunno ha questi piccoli frutto gustosi e belli anche da vedere.
      Ciao Lidia, grazie ed un abbraccio di cuore.

  2. Ciao, so che non centra nulla con il tuo post ma conoscendo la tua sensibilità e quella dei tuoi lettori ti invito qui:
    http://moleskyne.wordpress.com/2011/10/31/vivisezione/
    Ciao e grazie

    1. Grazie Anna Maria, per il link.
      Ho visto che alcuni lettori hanno già cliccato sul sito, e hanno letto il contenuto.
      Cerchiamo di farla finita con l’utilizzo di animali per la sperimentazione, sia farmacologica che cosmetica.
      In campo farmacologico la stessa sperimentazione la si può fare usando colture di cellule, ed in campo cosmetologico sarebbe da ostacolare al massimo.
      Torturare gli animali per fare un cosmetico è un vero delitto.
      Ciao grazie e a presto.

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