Archivi Mensili: agosto 2011

C’ERA UNA VOLTA… VADO A VEDERE SE C’E’ ANCORA


RITORNO ALLE ORIGINI

APPENNINO BOLOGNESE

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Luce

Aria

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Acqua

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E…romantiche sere

 Arrivederci

I RICCHI SERVONO A QUALCOSA?


I RICCHI SERVONO A QUALCOSA?

Un interessante libro di Stefhen Armstrong “I super-ricchi erediteranno la terra”, mette in mostra uno scenario piuttosto fosco: i nuovi super-ricchi hanno già conquistato il mondo.

I più famosi sono gli oligarchi russi,  poi gli inglesi, gli australiani, i brasiliani, i cinesi. Questi ultimi sono lo 0,4% della popolazione e controllano il 70% delle risorse.  I dirigenti delle principali aziende cinesi sono i figli degli alti funzionari di partito.

Questi super ricchi hanno dato l’assalto al mercato delle materie prime dei paesi dell’ex Terzo Mondo e dell’ex blocco sovietico, sono riusciti ad accumulare enormi fortune sottraendosi a qualsiasi controllo democratico  e fiscale.

Il libro è interessante, oggi più che mai, ed ha molto da dire anche a noi italiani, perché la questione non è più cosa sia meglio per l’economia, ma come difendere la democrazia.

Una cosa che accomuna tutti questi ricchi è il possesso di case. Molte case, oltre naturalmente a jet, yacht, sottomarini, panfili e cosette del genere.

Ma che cosa porterà il cuore delle persone ad acquistare tante case, me lo sono chiesto.

Non è che possano abitarle tutte, non hanno (ancora) il dono dell’ubiquità, e allora a che servono tutte queste case?

E poi, in fin dei conti,  a che serve tanta ricchezza nelle mani di uno solo. Prima o poi morirà e allora?

Sono tanti soldi nelle mani di pochi, che per noi, comuni essere viventi mortali e “normali”, acquistano il sapore di un insulto.

Ma che cosa spinge un uomo ad accumulare sempre più?

Una volta chiesero a Rockefeller “Quanti soldi le bastano”? E lui rispose  “Un pochino di più di quelli che ho”.

Sembra proprio che i soldi non siano mai abbastanza per chi ne ha. Il livello dell’ingordigia  aumenta con l’aumentare della ricchezza.

Con ogni probabilità, anche le forti speculazioni finanziarie che hanno determinato la pesante crisi economica che tutto il mondo sta attraversando, è proprio stata determinata dall’ingordigia di pochi ricchissimi uomini.

Ci sono battute sui soldi, inventate da chi i soldi ne ha, per esempio “Non sono tutto nella vita” oppure  “I soldi non danno la felicità” via dicendo, battute che fanno solo ridere, perché spiritosaggini inventate dai ricchi.

Chi ha provato che cosa significa a non avere un soldo in tasca e magari adulto ed anche sposato dover tornare dalla mamma per mangiare a fine mese, sa bene che quella che sta provando non è felicità.

E se poi si aggiunge la certezza che quelle tasche vuote difficilmente si potranno riempire, la disperazione è assicurata.

Credo però che sia più felice, nel senso di vivere con maggiore serenità, quella persona che riesce a portare a casa, con onestà e dignità,  il sufficiente per vivere decentemente e mantenere la sua famiglia, di quanto non lo sia stato Mubarak nel passare da 49 a 50 milioni di dollari o Berlusconi da 117 a 118 milioni incassati nel 2010.

Per la ricchezza del nostro Ricco Epulone  si può leggere  qui  mah!

In quanto alla ricchezza di Berlusconi, vorrei fare mia la considerazione che ha fatto Lucia Annunziata, da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”.

Se Berlusconi non fosse così ricco, il governo Prodi sarebbe durato molto di più a lungo e se Berlusconi ci si mette, con quello che ha, può durare fino al 2013 e poi andare al Quirinale. E’ il suo sogno e con i soldi che ha se lo può comprare“.

Il Quirinale, sarà il sogno di Berlusconi, ma per molti italiani, sarà un vero incubo.

Ma a proposito di ricchezza o di disponibilità economica ecco cosa dice la nostra Costituzione all’art. 53:

«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».

Parole sante ed importanti, ma totalmente disattese. In questo paese chi ha molto non paga niente. Vedi ICI, cedolare secca, rendite finanziarie tassate un’inezia rispetto alla busta paga di un  operaio. Chi ha poco  paga fino all’ultimo centesimo e mantiene anche i ricchi. Un’ingiustizia sociale che andrebbe sanata.

Per finire, non invidio chi è ricco, può anche esserlo a ragione, ma detesto chi non contribuisce, con la propria fortuna, al bene della comunità.

SACCONI, DEBITO PUBBLICO, STA ZITTO CHE E’ MEGLIO!!!


SACCONI, DEBITO PUBBLICO, STA ZITTO CHE E’ MEGLIO!!!

Per Maurizio Sacconi la purezza dei conti pubblici è un totem intoccabile.

Oggi dice: “il risanamento della finanza pubblica e l’obiettivo di pareggio del bilancio comportano inesorabilmente il pieno controllo dei conti della previdenza, dell’assistenza, della sanità, della finanza locale  e del pubblico impiego”.

Questo è quello che il ministro del lavoro afferma ai nostri giorni.

Ma in altre epoche l’espansione del debito  la teorizzava in pubblico, ossia in parlamento.

Non sono pochi coloro che lo ricordano relatore di maggioranza delle Finanziarie del 1983, del 1984 e dl 1987, in quanto rampante esponente del PSI di Bettino Craxi, molto prima del suo passaggio alle armate azzurre.

Con le prime due, il debito pubblico è passato allegramente da 234 336 mila miliardi di lire.

Dal 1987 fino al 1994 Sacconi è stato sottosegretario al Tesoro. Stesso risultato, come rilevava quando qualche giorno fa  il quotidiano Europa: con lui al ministero, la finanza pubblica schizza in alto, «il debito sul Pil letteralmente esplode, raddoppiando dal 64 al 124 per cento». (fonte: l’Unità)

Si può aggiungere che quando Tremonti e Berlusconi affermano che il debito pubblico viene dal passato, non hanno mica tutti i torti, però perché non lo chiedono a Sacconi, visto che ce l’hanno lì vicino, gomito a gomito?

CHI STA VINCENDO?


CHI STA VINCENDO?

Chi sta vincendo?

Non era in testa il centrosinistra?

Così dicevano i sondaggisti solo due mesi fa. 

Berlusconi non era già bollito? Sì, lo dicevano i giornali, persino quelli di famiglia. Ma Berlusconi non è mai stato così attivo “ in politica” ed in agosto, come ora.

Che sia stato lo spread?  Che ca…volo  è ‘sto spread della malora!

Tutti parlano in codice. E lo spread (?), e i bond (che pare non siano gli 007), e i “bot”  (che non sono rospi) e la Robin tax (vatte alla pesca che cos’è) e la “eurozona” (che non è il punto G) e gli “eurobond” (odiatissimi dalla Merkel). Parlassero decentemente almeno. O lo fanno apposta per non essere chiari e confonderci?

Ed infatti sorgono certi dubbi grandi come macigni!!!!!

Dunque, in luglio il governo vara una manovra correttiva di svariati miliardi di euro ed il peso di tutta la manovra viene scaricato alla prossima legislatura, nel 2014.  Ci viene detto, in solenni conferenze stampa,  che tutto va benissimo e che anche l’Europa ci batte le mani.

Passano 15 giorni ed arriva sto maledetto spread che fa impazzire tutti.

La Bce scrive all’Italia una lettera che nessuno ha visto. Ha l’effetto destabilizzante di un  comando “straniero”, mette disagio.

Gli ordini che questa lettera fantasma contiene o conterrebbe, sono perentori: dovete ridurre il debito.

Ma con chi abbiamo questo debito? Chi sono i nostri creditori? Le banche private? La Cina ? La Germania?

Il governo, comunque, vara una maxistangata in appena due giorni. Rinnega tutto quello che aveva detto, raddoppia o triplica il peso della stangata, e Napolitano la firma il giorno dopo.

Siamo al 13 agosto. Una fretta boia. Non ci danno il tempo per pensare. Forse non c’è tempo, lo spread, quel nemico invisibile, c’è entrato in casa. La crisi adesso è acuta, tutto in poche settimane.

Di chi è la colpa? Degli speculatori (sic) che ci hanno preso di mira.  E’ possibile, ci chiediamo,  che un consiglio di amministrazione di una qualsiasi importante banca a livello planetario possa decidere, pensando solo a fare profitti, delle sorti di milioni di persone?

Poi ci vengono a dire che la Bce compra i nostri “bond”e i nostri “bot” (e questo sarebbe la ciambella di salvataggio), solo se facciamo questa manovra ammazza tutti, fuorché i ricchi e gli evasori, come al solito. E allora via alla manovra antifallimento!

Ma con manovre come questa siamo già falliti. Ci rimettono le famiglie, i soliti che hanno una busta paga, quelli  che già pagano le tasse, i Comuni che boccheggiano, le Regioni che sono in affanno e le Provincie che diventano roba inutile.  

Va a ramengo anche il tanto declamato federalismo legaiolo che doveva salvarci da tutti i mali, darci tanta indipendenza,  salute e benessere.

Ma allora chi sta vincendo? Dalle angoscianti conferenze stampa,  forse proprio Berlusconi che è tornato al centro del mondo, forse la Bce che ci comanda e ci toglie la sovranità popolare, sicuramente gli speculatori che intascano i quattrini distruggendo gli stati.

Ma questo non è mercato, non è democrazia, è il dio denaro che si è impossessato del mondo.

Noi però, che di tutto questo frenetico lavorìo comprendiamo poco, siamo smaliziati, abbiamo moltissimi dubbi. Soprattutto perché condito da toni allarmati e disperanti: “crolla tutto”, “situazione drammatica”, “crisi improvvisa ed imprevedibile”, “speculazione in agguato”, “rischio catastrofe”, toni che sanno di alibi, per nascondere inganni.

Non ci fidiamo di questo governo, non abbiamo visto alcuna lettera. C’è la crisi, c’è l’emergenza speculativa sui mercati, ma tutto questo non può essere usato come alibi per  buggerarci.

Un inganno per farci digerire una mazzata economica, senza poter protestare. Il governo assesta l’ennesimo colpo ai servizi sociali, agli enti locali, ai diritti dei lavoratori, ai dipendenti pubblici.

Alza le tasse “perfino” alle classi agiate. Ma questo aumento temporaneo di tasse a chi, in effetti, non è che se la passi poi tanto male, pare che non durerà. Era ovvio.  Più facile colpire i poveracci, quelli non riescono neppure a protestare.

Ma le grandi proprietà, i grandi patrimoni, i grandi con le tasche gonfie di soldi, gli evasori autorizzati, quelli no, non bisogna colpirli, non bisogna chiedere una contributo di solidarietà, altrimenti se ne vanno all’estero.

Comunque che stiano qui o che vadano all’estero, il risultato non cambia. Il paese non viene aiutato da questi intoccabili. Come sono intoccabili le grandi spese militari, gli acquisti di  costosissimi bombardieri, il ponte di Messina.

Eravamo uno del cosiddetti grandi del G8, adesso non abbiamo più nemmeno il 25 aprile! Ci tolgono persino le radici della Resistenza su cui siamo nati, cresciuti e su cui è basata la nostra Costituzione.  Diventiamo figli di n.n.

Veniamo a sapere, inoltre, quasi come la ciliegina sulla torta, che Berlusconi, nei suoi attimi di euforia megalomane, ha telefonato a Sarkozy per chiedergli il suo parere sulla manovra italiana, appena varata.  E Sarkozy, ha detto sì, che la manovra va bene. Ma va!!!!

Ci aspettiamo che Sarkozy, appena varerà la sua di manovra, visto che anche la barca francese presenta qualche falla, telefoni a Berlusconi per chiedergli se gli sta bene.  Per par condicio europea.

QUELLI CHE…LE BANCHE SVIZZERE


QUELLI CHE…LE BANCHE SVIZZERE

Dice che le banche di Chiasso, Bellinzona, Locarno e Lugano non hanno più cassette di sicurezza da affittare agli italiani che,  con un infantilismo incredibile, portano là i loro  giocattoli.

Cosa potranno portare in quelle cassette?

I soldi? Sappiamo che la manovra grondante sangue non tocca i conti correnti ed i bot.

Le azioni, le obbligazioni, gli investimenti presenti nelle nostre banche? Forse prima bisogna venderli e poi portare il liquido. Ma sarà finanziariamente conveniente venderli adesso?

I lingotti d’oro? I gioielli? L’argenteria? Sappiamo che la finanza non viene in casa a controllare e neppure apre le cassette di sicurezza delle nostre banche.

I quadri? Anche per questi la guardia di  finanza non entra in casa nostra, a meno che qualcuno non appartenga alla P2, P3, P4 ed ed un’altra, ancora insospettabile, P5 in divenire.

Difficile chiudere in una cassetta di sicurezza  le case, i Suv, le Ferrari o la villa e la fabbrichetta.

Difficile metterci anche le barche e gli yacht che non battano già la bandiera delle isole Cayman.

Non so quale altra cosa si potrebbe portare in cassetta di sicurezza, forse i vestiti firmati, le borse di coccodrillo, le creme di bellezza da 5.000 euro, le scarpe, le collezioni di monete, i francobolli, qualche antichità di valore, ma poi come si farebbe a “godere” di queste cose, se si lasciano ammuffire nelle cassette di sicurezza svizzere?

Non resta loro che chiedere la cittadinanza svizzera, come hanno fatto tanti big,  tipo: Sofia Loren, Mina,  Beppe Grillo, per citarne solo due o tre che dicono di essere dei “rappresentanti” dell’italianità e di volere tanto bene a questo paese. 

Per quanto mi riguarda, tutti ‘sti ricchi impauriti, non mi fanno né caldo né freddo e  possono andare tutti a QUEL PAESE!!!!!!!!!

Ci interessano: il lavoro, lo sviluppo, la crescita economica, la lotta all’evasione fiscale, il benessere di tutti, la sicurezza, per poter vivere senza patemi d’animo ed arrivare alla fine del mese. Cose che si possono sostenere anche in tempi di crisi.

Ci sinteressano:  lo stato sociale, i servizi, la sanità, la giustizia uguale per tutti, la cultura, la ricerca, l’università, la scuola, gli asili, l’assistenza agli anziani, la solidarietà e la sconfitta della povertà, per poter far sì che quel poco che si prende sia sufficiente a dare conforto alla nostra vita. Cose che si possono salvaguardare anche in tempi di crisi.

Tutte cose che non si possono chiudere in una cassetta di sicurezza, ma che in un paese ben governato, ne costituiscono la ricchezza, quella vera.

COSA SUCCEDE QUANDO UN BOSCO BRUCIA


COSA SUCCEDE QUANDO UN BOSCO BRUCIA

Quando un bosco di macchia mediterranea (immagine) viene ghermito dalle fiamme, il costo che si paga è salatissimo.

Un costo misurabile in termini di ossigeno, perdita di qualità dell’aria, perdita di stabilizzazione climatica e idrogeologica, perdita di produzione legnosa, perdita di funzione ricreativa e turistica.

E non per ultimo, perdita di biodiversità, cioè di futuro per i nostri figli e per l’intero pianeta.

Oltre, infatti, al danno diretto che interessa alberi, flora del sottobosco, soggetti e tempi di recupero in genere molto lenti, è la fauna a non trovare scampo tra le fiamme e a finire soffocata dal fumo.

E’ stato calcolato che un incendio distruttivo in un ettaro di pineta può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti, dalle specie che nidificano sul terreno, come quaglie e fagiani, i cui pulcini non hanno via di fuga, alle lepri, ai conigli, agli scoiattoli e martore, orsi, cervi, caprioli, fino a tartarughe, passando per uccelli rapaci, picchi, lucherini, frosoni e altri volatili segnalati nel Libro Rosso degli animali d’Italia del Wwf per essere tra le specie maggiormente minacciate dalle distruzioni degli ecosistemi forestali.

Ci sono, poi, gli effetti indiretti dell’incendio dovuti alla carenza del cibo e alla migrazione forzata a cui è costretta la fauna superstite, con fenomeni di sovraffollamento, sfruttamento intensivo delle risorse e accentuazione della competizione alimentare e per gli spazi di vita. Tutti fattori che determinano un incremento della mortalità degli animali.

Con l’incenerimento degli alberi perdiamo un inestimabile valore frutto  di secoli e secoli di evoluzione biologica. Per la deforestazione, sulla terra scompaiono ogni giorno 150 tipi di piante e animali che nessuno potrà vedere mai più.

Ecco qui un caso recente in Liguria.

CHI HA “SUICIDATO” IL PAESE?


CHI HA “SUICIDATO” IL PAESE?

Chi ha votato e rivotato Berlusconi

Inequivocabile

Lo so che non è politicamente corretto, so bene che esprimere giudizi mal si addice ad una maestra. Ma ora non ci sono bambini e se ce ne sono forse è giusto che ascoltino. Perchè qui si discute del loro futuro o meglio del futuro che non ci sarà per anni a venire.

Io disprezzo chi ha votato berlusconi, disprezzo profondamente soprattutto chi lo ha fatto la seconda volta. Poi disprezzo chi filosofeggiando da integralista (leggi Bertinotti e C.) fece cadere il governo Prodi, senza capire che metteva a rischio il futuro del paese consegnandolo a questi malfattori.

Io oggi vi disprezzo per la vostra incapacità di vedere, per il vostro non voler vedere e lasciarvi abbagliare dalla ricchezza di uno dei personaggi più oscuri e torbidi che l’Italia abbia avuto modo di conoscere al potere. Vi disprezzo per avergli consegnato il futuro dei giovani e anche il mio se permettete.

Vi disprezzo perché avete pensato che il governo del popolo, fosse nell’interesse degli italiani e invece si sapeva bene che era solo di pochi. Vi disprezzo perché avete pensato alle sue televisioni come alla proposta di vita che andasse bene a tutti, incuranti del fatto che i bambini ci guardano con sconcerto mentre gli diciamo che per avere successo si diventa veline e calciatori, scoprendo poi che la vita è fatti di sacrifici durissimi.

Vi detesto perché quando dicevo che pur non piacendomi Prodi apprezzavo il tentativo di rimettere in ordine i conti italiani, con sacrifici dolorosi ma già allora necessari, oggi non saremmo così pericolosamente sull’orlo del baratro e quando mi dicevo sicura che non si sarebbe mai appropriato di un solo euro del nostro paese, voi mi ridevate in faccia.

E vi disprezzo perché Prodi non è uomo di sinistra e vi faceva schifo solo perché credevate al milione di posti di lavoro, e pensavate tutti che al prezzo di qualche voto avreste trovato il vostro posto al sole, da qualche parte nello scintillante mondo promesso dall’unto del Signore.

Sappiatelo che io vi schifo e vi schiferò a vita».

[ Tratto da: http://rimarecontro.tumblr.com/post/7449647395]

(NOTA: condivido e sottoscrivo, parola per parola, la manifestazione di SCHIFO  di questa maestra. BRAVA!!!!!!)

IL CANTO DELLE SIRENE


IL CANTO DELLE SIRENE

Anticipare una manovra sbagliata non significa migliorarla e gli effetti negativi sul paese, saranno incredibilmente pesanti ed ingiusti, “da macelleria sociale”.

Servirebbe un progetto improntato sull’equità e sulla crescita, non un progetto come quello previsto nella manovra, che “non mette le mani nelle tasche dei ricchi”.

Dal punto di vista economico, il problema sta tutto nel conflitto di interessi.

Nel momento in cui la crisi si fa sentire chi ha i soldi nei paradisi fiscali non può fare altro che mettere le mani nelle tasche di quelli che vivono con poco.

Si attacca il potere d’acquisto delle pensioni, e degli stipendi e si rende più difficile e più costoso (con i ticket) l’accesso ai servizi.

Dal punto di vista giudiziario è impossibile sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi, perché deve difendersi dai processi e lo può  fare solo se resta al governo.

Per un imputato che sa di essere colpevole la via obbligata è quella di difendersi dai processi e non nei processi, in questo modo difendersi da premier è più facile rispetto ad un cittadino comune, quale diventerebbe, se uscisse da quel palazzo.

Questa manovra finanziaria, firmata in fretta e furia, da tutti, anche con il “NO” di tutte le opposizioni, ha un solo scopo per Berlusconi, quello di restare ricco e libero.

La possibilità che ha di tenersi in sella gli viene offerta da tutti quei parlamentari da lui ben pagati, la sfrutterà fino all’ultimo minuto, senza preoccuparsi del danno che recherà a chi non appartiene al suo mondo.

Sfrutterà la situazione attuale che richiede senso di responsabilità per il bene comune, perché l’Italia possa salvarsi dalle speculazioni in atto.

Ci saranno coloro che verranno in aiuto a Berlusconi, contribuendo a salvare il suo mondo. Lo si sente nei discorsi di Casini, Bocchino e Rutelli.

Quel terzo polo che tanto ha cianciato  di volere un governo senza Berlusconi, si appresta a salvarlo, lui e il suo mondo di ricchi, ma non farà il bene di chi questa crisi la sta pagando seriamente sulle propria pelle.

Può darsi che quelle del terzo polo siano sono tattiche politiche, ma quello che è certo è che stanno ascoltando il canto delle sirene: Sacconi, Cicchitto, Santanché, Alfano.

Se si legano ad un’operazione così pericolosa ed ingiusta per il paese, rischiano di vanificare tutta la forza della loro azione politica che in questi anni ha dato dei risultati importanti.

Se accettano di cadere nella rete che gli è stata tesa dalla maggioranza ne pagheranno le conseguenze. Non è possibile accettare di collaborare solo perché anticipano di un anno misure  contro cui, loro stessi, hanno votato “NO”, qualche settimana fa.

IL PARACADUTE


IL PARACADUTE

A quanto pare Francia e Germania hanno deciso di commissariare l’Italia. Un imperativo è arrivato, “dovete chiudere in pari il bilancio almeno nel 2013” e l’Italia ha eseguito.

In una conferenza stampa, tre mummie incartapecorite: Berlusconi, Tremonti e Letta, hanno spiegato a tutti che il pareggio di bilancio si farà nel 2013, senza dire che il comando durissimo è arrivato da fuori. Sì, perché questi qui non vogliono informare per bene la gente,  ci potremmo prendere paura.

Sarkozy e la Merkel, a casa loro, non perdono tempo in bunga bunga, ma si occupano seriamente e da tempo dei problemi economici e finanziari dei rispettivi paese.

Il governo Berlusconi/Bossi/Scilipoti che abbiamo messo insieme, a forza di compra-vendite parlamentari, è un governicchio  che ci ha trascinato in un pasticcio enorme,  la cui preoccupazione principale è quella di salvare il premier dai guai giudiziari e di non mandare in galera i vari inquisiti.

L’intervento franco-tedesco ha unito l’Europa per salvare l’Italia, commissariandola. Chissà se basterà.

Auguriamocelo, perché il governo del trio Scilipoti/Bossi/Berlusconi rischia di trascinare nel baratro anche l’Europa.

Per uno come Berlusconi che sa tutto, che è il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, che ha tre aziende quotate in borsa, che conosce il mercati e la finanza, ricevere una lettera di commissariamento, quando si è Presidente del Consiglio, è un bello smacco.  Sostanzialmente vuol dire che non è credibile e non sa governare l’Italia. (ecco qui la lettera

Se ne vada a casa, lui e la sua corte, si facciano nuove elezioni oppure si dia vita ad un nuovo governo tecnico, di unità nazionale o comunque sia, che dia maggiore garanzia e credibilità al paese,

Ma forse c’è un pericolo in agguato: Casini, animato all’improvviso dal senso di “responsabilità” scilipotiana, sta dimostrando tutti i sintomi di un salvataggio di questo governicchio. Forse un ritorno nella berlusconide, mascherato da “situazione di emergenza”, gli potrebbe portare due voti in più.

IL PREMIO? UNA COLAZIONE PAGATA


IL PREMIO? UNA COLAZIONE PAGATA

«Non c’è da preoccuparsi, sta bene, è con Josh», aveva detto la madre non vedendola rientrare quel sabato maledetto. Rebecca sarebbe stata ritrovata il giorno dopo a faccia in giù, il corpicino da quindicenne minuta nel bosco fradicio, indosso il vestito nuovo comprato per l’appuntamento. Joshua Davies, il suo ex ragazzo, aveva ritirato il premio per la scommessa vinta: una colazione pagata.
Ieri è stato condannato per omicidio dal tribunale di Swansea, nel sud del Galles. Ha sedici anni e non sa quanto resterà dentro. Come gli ha detto il giudice che ha aggiornato il processo in attesa dei referti psichiatrici, può aspettarsi la pena indefinita che le corti britanniche riservano ai criminali più instabili.

La storia di Rebecca Aylward ha sconvolto la piccola comunità di Bridgend, nera contea nota per i livelli record di suicidi giovanili degli ultimi anni. Posti di fiume spogliati dalle vecchie miniere, paesi dove si conoscono tutti. Un giorno Josh dice agli amici di voler uccidere quella ragazza dagli occhi verdi che conosce da quand’era piccolo e con la quale nel 2009 ha avuto una storia di tre mesi – lei ha chiuso perché lui era geloso, possessivo, diranno i compagni di «Becca». È un tipo che racconta storie, Josh, figlio di un meccanico e una commessa che, giurano in paese, vanno sempre in chiesa. Bravo a scuola, da grande vuole fare il premier, passa i pomeriggi al computer, vede molti film violenti e tra i preferiti su Facebook indica «Il petroliere» dove Daniel Day-Lewis rompe la testa a un uomo con un birillo (il titolo inglese è There Will Be Blood , «Ci sarà sangue»). Ora che non sta più con Rebecca s’inventa che lei voleva un figlio, poi che ha avuto un aborto, non pensa ad altro. «Sarebbe tutto più facile se non ci fosse». Immagina di spingerla da una rupe come dalle Termopili del film «300». Farla annegare nel fiume. Avvelenarla con una pozione preparata in casa.

Gli amici ascoltano. «Che mi daresti se lo facessi davvero?», chiede Josh a uno di loro. «Ti offrirei la colazione». Il piano prende forma in un lucido delirio sul filo tra mondo fisico e virtuale. Al processo i giudici decifreranno con fatica gli sms e i messaggi che i ragazzi si scambiavano sui social network in un crescendo di aspettative e adrenalina dov’è difficile distinguere tra cinismo e macabra ironia, riconoscere i contorni del reale. Due giorni prima dell’assassinio Josh scrive all’amico: «Non dire niente ma stai per pagare il conto». «Voglio tutti i dettagli, sadico bastardo».
Sabato 23 ottobre 2010 Rebecca si sveglia alle 6 per l’emozione, si prepara come per una festa, in fondo spera che Josh le chieda di tornare insieme. Anche la madre Sonia è contenta, le piace quel ragazzo «affascinante» che si faceva fotografare in salotto mentre giocava con la figlia e il fratellino Jack. Lui viene a prenderla, la porta in un posto isolato. «Guardava da un’altra parte – racconterà all’amico accompagnato sul luogo del delitto per mostrargli il corpo – mi sono detto: è il momento. Ho cercato di romperle il collo ma lei gridava, così ho preso la pietra. La parte peggiore è quando senti il cranio cedere».

Sei colpi alla nuca con un sasso grande quanto una palla da rugby e così pesante da costringere un agente in tribunale a sollevarlo con due mani. Come anestetizzato, Josh trascorre il resto della giornata in casa, prende il tè, guarda «Non è un paese per vecchi». Costruisce un alibi postando messaggi su Facebook e quando la famiglia dà l’allarme si dice preoccupato per Rebecca. Il giorno dopo due amici conducono la polizia nel bosco. Ieri ha ascoltato il verdetto impassibile. È scoppiato a piangere solo quando il giudice ha rimosso il divieto di rendere note le sue generalità: Joshua Davies di Aberkenfig.

(da : corsera.it, la notizia in inglese)

[Orribile, la vita di una ragazza vale meno di una colazione. Uccidere, spezzare una vita per una colazione!!! Spero solo che non lo prendano per pazzo e che passi il resta della vita in galera. Sembra che il nostro tempo sia scandito da questi fatti di cronaca. Per molti, come diversivo, non c’è altro che la violenza. Una vera decadenza morale dettata spesso dall’arroganza e dalla voglia di primeggiare, ma anche dalla noia per non aver niente da fare. Persone deboli che si sentono forti, perchè aggressive].

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