Archivi del giorno: 26 luglio 2011

TURIGLIATTO E L’AFGHANISTAN

TURIGLIATTO E L’AFGHANISTAN

Durante il governo Prodi, Franco Turigliatto del PRC, partito al governo, votò contro la missione militare in Afghanistan e fece il cadere il governo. Non fu Mastella,  col suo “lentamente muore” e la sua devozione maritale, a far cadere il governo dell’Unione, ma lo sgretolamento di quel governo iniziò proprio da Turigliatto e Rossi, rimasti famosi per questa votazione contraria, su cui era stata posta la fiducia.

Bossi e Calderoli stanno “facendo”  la stessa cosa, da tempo, ma in teoria, aria fritta. Ogni mese minacciano qualcosa: di far cadere il governo Berlusconi, di mandare a casa tutti, le elezioni, di sciogliere il legame,  ed altre vari amenicoli come il pollice verso di romana memoria.

Ma le minacce restano tali, e sono furbescamente alimentate  per zittire la pancia turbolenta del popolo padano.  Capi che non osano, temono per se stessi e vigliaccamente approfittano della situazione balorda dell’attuale politica stagnante.

Oggi, al Senato,  il governo Berlusconi- Scilipoti deve rinnovare il finanziamento della nostra partecipazione alla guerra in Afghanistan. Forse sarà posta la fiducia, ma se anche non venisse posta,  il gran capo celtico, Bossi, non ha il coraggio di mantenere le promesse fatte ai padani,”fuori dall’Afghanitan” e vota sì e fa votare sì a tutta la compagnia legaiola del Senato.

Il governo non cade e vivacchierà ancora per un po’ di tempo. Lo scopo è quello, Afghanistan o no, l’importante è galleggiare in quel di Roma ladrona.

Ci sono persone che annunciano e rimangono coerenti a quanto detto, come Turigliatto, a costo di rimetterci la sedia di onorevole per sempre e ci sono personaggi ambigui e volgari che annunciano e non mantengono la parole.

Sono, questi ultimi i doppiogiochisti della politica, i legaioli di quest’epoca. Per paura di perdere la cadrega d’oro su cui stanno seduti con i loro onorevoli culi, se ne fregano della coerenza e della politica seria e della gente.

Con questo non voglio difendere la posizione di Turigliatto, assai complicata, perchè votò anche contro il proprio partito quel PRC di Bertinotti che, a sua volta, ha contribuito, anche lui e non poco, alla caduta del governo Prodi, ma intendo solo sottolineare un atteggiamento  politico diverso, che chiamerei politica di idee e politica di pancia, o di cadrega ad ogni costo.

Più che questo galleggiamento improduttivo e dannoso per il paese, sarebbe meglio un taglio netto decisivo per cambiare definitivamente pagina. Le occasioni non mancano, anche alla Lega. Ma prevalgono gli interessi personali di carriera e non il bene comune.