FEDERALISMO FISCALE OVVERO “AUTONOMIA FINANZIARIA”

FEDERALISMO FISCALE OVVERO “AUTONOMIA FINANZIARIA” 

UN PO’ DI CHIAREZZA NEI TERMINI

Innanzitutto che cosa si intende per  federalismo (senza aggettivi al seguito).  Federalismo  sta ad indicare la presenza di un governo centrale e di unità di sottogoverno periferiche , come avviene, per esempio negli Usa,  dove c’è il governo centrale ma a sua volta ogni stato ha un suo sotto-governo.

Da Wikipedia “L’accezione più diffusa del federalismo è quella politica: si tratta della dottrina in cui il potere è costituzionalmente diviso tra un’autorità governativa centrale e delle unità politiche di sottogoverno (province, regioni, ecc.), il cui insieme è spesso chiamato federazione. I due livelli di governo sono indipendenti ed hanno sovranità nelle loro competenze. I sostenitori di tali posizioni sono generalmente chiamati federalisti”.

Quello che viene chiamato federalismo fiscale, si dovrebbe chiamare più appropriatamente “autonomia finanziaria”. E dentro questa autonomia finanziaria ci stanno i decreti delegati legiferati dal governo ed approvati dal Parlamento.

Il  5 maggio del 2009, venne approvata in via definitiva dal Parlamento la Legge Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art.119 della Costituzione. Trattandosi di una legge Delega, la funzione legislativa viene esercitata dal  Consiglio dei Ministri, e non dal Parlamento. Il Governo è «delegato ad adottare, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (6/5/2009), uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l’attuazione dell’art.119 della Costituzione, al fine di assicurare l’autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni».

Ad oggi i decreti legislativi emanati in materia di federalismo fiscale  (ovvero “autonomia finanziaria)  sono tre:

Il primo, emesso il 28 maggio 2010 è stato chiamato Federalismo Demaniale, in esso sono contenute le disposizioni che, con uno o più decreti attuativi del Presidente del Consiglio, individua i beni statali  (demaniali) che possono  essere attribuiti a titolo non oneroso a Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni. L’Ente destinatario dispone del bene  nell’interesse della collettività ed è tenuto a favorirne la massima valorizzazione. Il bene trasferito può anche essere alienato.  

Il secondo decreto legislativo, del 17 settembre 2010  definisce la caratteristiche e le peculiarità dei nuovi organi di governo di Roma Capitale.

Il terzo decreto,  approvato il 3 marzo 2011, si riferisce al Federalismo Municipale  ovvero l’autonomia finanziaria dei Comuni, un decreto che cancella 11,3 miliardi di trasferimenti statali ai Comuni, ma permette ai sindaci di rifarsi attribuendo loro il potere di tornare a usare la leva fiscale, su vari fronti.  Dal 2014,  rimane ai Comuni il 30% delle tasse pagate dai  cittadini per le vendita di immobili, il 21,7% delle tasse pagate dai cittadini per gli affitti degli immobili ed il 3% dell’IVA pagata dai cittadini residenti. Inoltre i Comuni  possono imporre:  la “tassa di soggiorno” di 5 euro per notte in albergo, non solo per i comuni capoluogo ma anche per tutte le città turistiche e d’arte. Possono istituire la tassa di scopo, una tassa cioè (una tantun o continuativa) per realizzare un determinato beneficio (per esempio una metropolitana, o un parco) Ciascun sindaco ne potrà introdurre finché ne vorrà. E da ultimo l’IMU l’Imposta Municipale Unica che comprende e sostituisce l’Ici sulle seconde case. Restano escluse dall’Imu le proprietà non di culto della Chiesa cattolica (alberghi, biblioteche, librerie, cinema ecc.).

Mancano ancora il quarto decreto legislativo che riguarderà le Provincie (che si occupano per esempio di viabilità e trasporti e d’istruzione secondaria), ed il quinto che riguarderà le Regioni (in particolare la sanità).

Dovranno essere  emanati tutti decreti attuativi, nonché le norme transitorie da applicare da qui al 2014, data in cui l’autonomia finanziaria o il cosiddetto federalismo fiscale dovrebbe essere definitivamente esecutivo. Per questo è stata chiesta ed ottenuta una proroga di quattro mesi rispetto alla scadenza stabilita (maggio 2011) dalla legge delega del 5 maggio 2009.

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3 Risposte

  1. Per quanto riguarda il federalismo, in linea di massima, credo di averlo capito. Quello che non riesco a mandare giù è il fatto che dall’IMU sono escluse le proprietà non di culto della Chiesa (che saranno sicuramente migliaia).
    In pratica non dovranno scucire un euro? Ma certamente non finirà li perché tutto il resto, compresi i finanziamenti, continueranno ad esistere. In cambio di che?
    Per il battesimo si paga; per la I^ comunione si paga; per la cresima si paga; per il matrimonio si paga; per i funerali si paga; per le messe si suffragio si paga, ecc.
    Ma, dopo tanto pagare, ci viene assicurato almeno il paradiso?
    Per ora è tutto un inferno, dopo si vedrà….
    Ciao
    Antonio

    1. Vero tutto quello che dice Antonio.

    2. Ho voluto con questo post, mettere in chiaro alcune parole, spesso usate a sproposito.
      Non sono entrata volutamente nel merito della questione perchè molto cose non le condivido.
      Una tra le tante, mi dispiace che i Comuni cui sono destinate molte bellezze del nostro paese, possano venderle. Si tratta del federalòismo demaniale. Se si vogliono vendere le Dolomiti si possono vendere per fare soldi.
      Ora se le Dolomiti se le comprasse Gheddafi o Putin, visto che hanno i miliardi a bizzeffe, come faremmo noi italiani, a scalare, toccare, girare per quei bei posti se non sono più nostri?
      E poi ancora i doni e condoni al Vaticano, fanno sì che questo paese non sia nè laico nè indipendente, ma faccia parte di un grande stato pontificio, più grande di quello “ufficile” o dei papa re di prima dell’Unità d’Italia.
      O si è laici e si rispetta tutti o si è clericali e allora addio Stato indipendente.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

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