PER ME LA SINISTRA E’… NON AVERE PAURA

PER ME LA SINISTRA E’… NON AVERE PAURA

“Per me la sinistra è prendere per mano la persona che mi sta accanto,
non avere paura di camminare per le strade,
vedere negli occhi di chi viene in Italia a cercare una speranza
gli stessi occhi dei nostri padri e dei nostri nonni
che quella speranza la cercarono pochi anni fa
non un secolo fa,
in viaggi di nevi e lacrime
verso un altro luogo, un altro orizzonte,
reduci dalla fame, dalla luce nera, dalle macerie.

Per me la sinistra è la forza della memoria,
la cicatrice che diventa comprensione.
il dolore che si trasforma in tolleranza,
il passato che è una porta spalancata sul futuro,
sono i nostri figli
la nostra voglia di libertà, di pace,
di nuvole da contare e raccontare.

Per me la sinistra è la terra dura, la zappa del contadino,
lo studio per tutti,, il razzismo sepolto dai colori,
un fiume che si chiama giustizia,
l´allegria di essere per gli altri e con gli altri.

Insieme. Uniti. Felici”

(dal Web)

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16 Risposte

  1. Intorno ali 1990 la poetessa RITA CIPRELLI, morta nel 1997 scriveva queste parole:
    La sinistra è il sentimento del piccolo paese povero della nostra infanzia.
    È il dialetto dei vecchi, della mamma, le favole e i racconti.
    È il latte bevuto vicino al caminetto, la neve sui tetti la mattina di Natale, il presepe.
    Le comari a cucire sulla porta di casa.
    La necessità.
    La povera amministrazione di quei pochi soldi al mese, le raccomandazioni della mamma e del padre di non fare sprechi, i sacrifici fatti per studiare fuori casa.
    L’amore vivo per le zolle di terra al tempo della semina, la curiosità di noi bambini per i muratori che costruivano una casa, per l’armeggiare del meccanico sotto un’automobile, la schedina al sabato e l’emigrante che tornava a casa per qualche volta, d’estate.
    È anche l’intellettualità più sottile d’Europa, il pensiero più giusto.
    È quando studiavamo all’università.
    È il sessantotto a Parigi e nei campus dell’America, sono i racconti di Hemingway e di Steinbeck e prima ancora di Salgari.
    Il gusto semiologico della lingua, il senso delle cose, la simpatia per i poveri.
    È un modo di essere, sono tutti i nostri ricordi.
    Come si fa a lasciarla, anche se i suoi politici ci hanno derubato, ci hanno tutti misconosciuti, imbrogliati, definiti intellettuali del cazzo? Loro con la nostra sinistra non c’entrano niente.
    La sinistra c’è, ma è quella nostra, la sinistra del cuore.

    1. E bellissimo! Bellissimo! Bellissimo!

      Ti giuro, Paolo, avrei voluto che le parole che stavo leggendo non finissero mai.
      Te ne sono grata, infinitamente e ne farò un post, perchè meritano una maggiore visibilità.

      Dirti grazie è poco, ma lo dico col cuore: grazie Paolo.
      Un abbraccio.

      1. Mi fa piacere che queste righe di Rita siano piaciute…tutta l’opera di Rita Ciprelli, immensa, meriterebbe maggiore visibilità…

  2. Il fatto che la snistra non abbia avuto mai sbocchi,purtroppo nasce da lontano,da quando alcuni come me sentivano dire i comunisti mangiano i bambini,il comunista dichiarato,se moriva non poteva essere portato in chiesa,la chiesa non lo permetteva.La maggior parte della gente era timorata di Dio,ed è per questo che la dc ha fatto da padrona.Soltanto poi il socialismo è andato al potere ma sappiamo com’è andata a finire.
    Quello che ha descritto Paolo è pura verità che io sono orgogliosa di averla vissuta quella realtà,ma questi politici ce la vorrebbero estirpare anche dal cuore.
    Complimenti Paolo.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Tutto questo che stai dicendo è frutto della famosa scomunica che Pio XII fece del comunismo.
      I comunisti erano scomunicati, fuori dalla chiesa e per questo non venivano neppure fatti i funerali col prete.
      Però la storia ci dice che lo stesso papa Pio XII non ha MAI scomunicato i nazisti, uccisori di milioni di ebrei!
      Un bel opportunismo, uno dei tanti della gerarchia vaticana. Come adesso del resto.
      Questa scomunica ha fatto molto scalpore nelle persone semplici, quelle contadine, quelle che avevano un basso tasso di scolarizzazione, per cui è nata la DC, che in un primo tempo fu anche un buon partito, o almeno governarono bene il nostro paese, ma è indubbio che si sia sviluppato ed abbia sempre governato in Italia, sulla base di quella sconunica.
      E bada, non è mai stata ritirata quella scomunica.
      Restano comunque, come scolpite nel marmo della storia, le parole di papa Giovanni Paolo II “Il comunismo fu un male NECESSARIO, il nazismo fu un male ASSOLUTO”.
      Forse queste parole sono sufficienti a darci forza, nel senso che, in questo paese, “siamo necessari”, per cambiare lo stato delle cose.
      Ciao Lidia, buona giornata.
      Un abbraccio.

    2. la gente, la maggior parte, aveva (ed ha!) timore della Chiesa…che ha imposto un’aberrante concetto di Dio e del divino in generale…un “uso improprio”, volto a soggiogare le coscienze…a condizionare il comportamento, “inducendo in tentazioni” ben più gravi di quelle da cui avrebbe dovuto preservarci…

      1. Lo scritto di Rita Ciprelli che mi hai lasciato, mi ha incuriosita moltissimo. Ho scoperto che ha scritto alcune liriche, ma nel grande mare magnum di google non sempre le cose sono chiare.
        Credo d’aver capito anche che è molto vicino alla tua famiglia se non parte della tua famiglia, e che tu sei il grande fotografo (in bianco e nero) dei fiori!. Dopo tutto questo non ho parole.

        Vorrei procurarmi alcuni libri o poesie della poetessa, spero di trorarli in libreria.
        Alcuni risultano fuori catalogo, ma forse si riescono a trovare, come “Liriche dalla veranda” corredato dalle tue fotografie.

        Dopo questo preambolo, per me emozionante, torniamo un po’ sulla nostra amata terra, tanto bistrattata in questo momento.
        Credo che la chiesa abbia sempre fatto leva sulle paure dell’uomo, per ottenere obbedienza, dal tempo dei tempi.
        Paura soprattutto dell’inferno, del demonio, delle cose invisibili, delle punizioni dopo la morte, paura della morte stessa, paure inculcate sul nulla di certo.
        In nome di quel nulla di certo, si sono commesse anche tante ingiustizie e tante cattiverie.
        Credere in un Dio tanto perverso da punire per l’eternità le “sue” creature, mi sembra la negazione stessa di Dio.
        Ti ringrazio moltissimo Paolo e se vorrai suggerirmi qualche titolo di opere scritte da Rita Ciprelli, te ne sono grata.
        Un saluto grande.
        Ciao Paolo.

  3. Di Rita sono ormai introvabili le poche pubblicazioni, negli anni Ottanta, Novanta, ha pubblicato con molte riviste letterarie e di poesia, tra cui Anterem, Spirali, Forum/Quinta generazione…Tracce(da lei fondata, assieme a Marco Tornar e Ubaldo Giacomucci)…Ha collaborato a lungo con Corrado Costa e Adriano Spatola, e altri poeti, si è occupato tantissimo di linguistica, saggistica e critica d’arte…ha lasciato un immenso patrimonio di testi ancora inediti…
    Abbiamo lavorato assieme dagli anni 80 fino alla sua morte, avvenuta nel 1997, ad un progetto culturale denominato Stimmung, dando vita alla Stimmung edizioni e successivamente al gruppo Stimmung…occupandoci di eventi culturali e producendo mostre di arte, fotografia, cinema…Non eravamo parenti…ma qualcosa di più…veri amici!…So che si trova un edizione di liriche dalla veranda, accompagnata dalle fotografie della sua stanza che ho fatto io…il libro è pessimo dal punto di vista editoriale e per quanto riguarda le riproduzioni fotografiche, ma la scrittura è luminosa!…Tutto il suo lavoro lo conservo io…migliaia di cartelle fitte fitte di altissima poesia e scrittura…E’ un caso letterario, e meriterebbe uno studio approfondito…spero che qualche editore importante un giorno possa interessarsi alla sua opera…grazie per l’interesse,

    1. Grazie Paolo, se qualche volta vorrai intervenire nel blog, con qualche scritto di Rita Ciprelli, come hai fatto a proposito della “sinistra”, mi fai un immenso piacere.
      Sarà poco ma qualche persona in più che legge e impara a conoserla, può fare piacere.
      A volte le vie del web sono misteriose.
      Grazie infinite, per tutti i riferimenti letterari, ed un saluto carissimo.
      Ciao.

  4. Mi associo allo scritto riportato da Paolo,
    rigo per rigo,

    ma, ohibò, questo pio dodicesimo che compare fra i commenti tuoi e di gibran, care, io ho aperto il blog nel 2008 e, ma guarda il caso, il primo post si intitolava e si intitola:

    Pacelli
    http://zacforever.wordpress.com/2008/10/27/pacelli/

    baci a tutti

    Zacforever

    1. Sono andata a leggere, hai aperto il blog con un bel pezzo forte! Accipicchia!

      Si vede però che abbiamo le stesse “tentenze”, se arriviamo per caso a parlare allo stesso modo, delle stesse persone.
      Era logico incontrarci.

      In quanto allo scritto di Paolo, non solo è condivisibile, ma gli sono grata per avermi fatto conoscere una poetessa, Rita Ciprelli.
      Da quello che Paolo ha scritto di lei, doveva essere una donna eccezionale.
      Mi auguro che Paolo Dell’Elce, che è il depositario di tutti i suoi scritti, ci faccia sapere ancora molto di lei.

      Ciao Zac.
      P.S. Una stretta di mano, per affinità spirituali e di pensiero.

  5. avrò piacere sicuramente, quando capiterà l’occasione giusta, di commentare qualche post con gli scritti di Rita Ciprelli, ma anche con i miei…un caro saluto a tutti quelli che hanno apprezzato il testo di Rita…

    1. Grazie Paolo, ci conto proprio e mi onoro di averti fra i miei amici.
      Ci rivediamo ai primi di settembre.
      Per ora, una breve pausa, per una cura “spirituale”, vale a dire, un po’ di tempo per le mie colline dolcissime e le mie letture.
      Un abraccio, arrivederci.

  6. Complimenti Zac anchio sono andata a leggere il blog,forse per i miei genitori ero un bastian contrario,perchè dopo il periodo fascista,si sono accodati alla maggior parte degli italiani non conoscevano ciò che il papa aveva sulla coscienza e votarono per la DC.Ma questo non comprometteva il nostro amore reciproco.Anzi negli ultimi anni di vita di mio padre forse era scattata una molla,ma non rivelò mai se quello che aveva sempre votato era veramente giusto.Era un uomo molto intelligente,forse troppo silensioso,ma sapeva a memoria la Divina Commedia,a me piaceva tanto quando mi narrava dei versi.
    Ciao spera ciao zac a presto.
    A un’ultima cosa vi voglio bene.

    1. Subito dopo la guerra al mio paese si costruì la “Casa del popolo” e si aprirono le “cellule comuniste”.
      Erano le prime prove di dibattito fra compagni.
      Mio padre se le ricordava bene ed anche le accese discussioni. Tanto che poi si trasferivano in casa tra fratelli (ne aveva nove) e non tutti erano dello stesso parere. Il dibattito diventava famigliare e tutti vi partecipavano.
      Adesso invece nessuno si interessa più di niente, ed è un dispiacere che avvenga questo disinteresse.
      Bisognerebbe coltivare anche la passione politica, in modo giusto e secondo i propri gusti.
      Quando sento dire “tanto sono tutti uguali”, mi viene un po’ di rabbia, non è vero che tutti siamo uguali.
      Io per esempio mi sento diversa, ho un’idea, mi piace lavorare attorno a questa idea, e vorrei che anche coloro che sono più giovani o più vecchi di me, parlassero, discutessero. Anche se, a onor del vero, la nostra tv, se ascoltiamo solo quella, non è poi che informi tanto. Anzi ci addormenta le coscienze.
      Basta guardare il tiggi1 di stampo minzoliniano!

      A presto, e a tutti un arrivederci di cuore.

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