LE CAMERE “AD HOC” DELLA SANTANCHE’

PROSTITUZIONE

_4minicasechiuse53PROPOSTA DELLA SANTANCHE’

La sottosegretaria Santanchè  ha fatto il suo ingresso nel governo alla grande.

La sua prima proposta è stata quella di fare “esercitare” le prostitute nei bar e nei ristoranti, con stanze “ad hoc”.

Il vespaio che si è sollevato, ha indotto la proponitrice a precisare che cosa intendeva: “nessuna trasformazione di bar e ristoranti in locali a luci rossi, la proposta è per night club che dispongono di stanze dove ci si può appartare”.

Chissà se fuori è esposto il tariffario come al tempo del fascismo. Forse, basta aggiornarlo all’euro.

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6 Risposte

  1. Io sono sempre stato a favore della legalizzazione della prostituzione, così almeno si evita o limita il racket delle giovani ragazze che dall’estero vengono appositamente a fare le prostitute, e si dà la possibilità a coloro che vogliono fare questo mestiere di esercitarlo. La prostituzione lede la dignità della donna solo qualora questa donna lo fa per sfruttamento, ma se è lei che decide di fare una scelta di vita (e ce ne sono), non vedo cosa ci sia di male. Se poi con questa attività si dà ossigeno alle casse statali, meglio ancora!

    La Santanché è entrata di recente e deve in qualche modo farsi vedere e notare. Lei, abituata com’è a fare ospitate tv in programmi idioti come Pomeriggio Cinque sa perfettamente come mettersi in mostra. Io non critico la sua proposta che non oso bocciare senza riflettere come invece ha fatto tutta la carta stampata. Ritengo che attorno al tema della prostituzione ci sia molto moralismo e tantissimi bacchettoni. Ora, l’idea della Santanché mi lascia come prima, con le mie convinzioni e coi miei progetti astratti. Però mi dispiace enormemente vedere che i giornalisti sono passati all’attacco senza provare a pensare che forse potrebbe essere un’idea (certamente non la migliore) secondo cui regolarizzare la prostituzione. Son convinto che sia giunto il tempo di ragionare e di discuterne, perché è inutile che parliamo della dignità umana, del corpo della donna, che deploriamo le tratte di prostitute eccetera quando il nostro Stato invece “consente” tutto ciò!Con una buona regolamentazione, tutto questo si potrebbe evitare e si potrebbe salvare un po’ di coerenza. I bacchettoni moralisti questo forse non lo capiscono, ma francamente lascio a loro l’onere di parlare di belle cose e fare esattamente il contrario nella realtà!Io preferisco tacere, o comportarmi coerentemente, ed un comportamento coerente presupporrebbe la libertà di esercitare la professione, e l’allontanamento del racket. Con quartieri ad hoc, e più pulizia nelle case, non vedo cosa ci sia di sbagliato nel riaprire le vecchie case chiuse!
    Tommaso

    1. La Santanchè cerca spazio, pubblicità, adulazione, ma fa un danno enorme alle donne. E’ la più antifemminista che io conosca, con la sua politica fascista che ne rispecchia la mentalità. Ho messo la foto di quel tariffario, del 1927
      (VI) dell’ Era Fascista. E’ il manifesto più avvilente che si possa vedere. Il sesso a pagamento purchè lo Stato ci guadagni, vale a dire che lo Stato schiavizza il corpo di una donna, lo sottopone a brutalità e sfruttamento col bollo sulla fronte, bollo che equivale ad una marchiatura a fuoco. Per me una cosa del genere fa vomitare.
      Ma la mentalità fascista sulle donne è risaputa: nessuna considerazione. Sono “cose” da vendere per piacere, un negozio di oggetti sexi con l’anima per soffrire ed il corpo per patire.
      Non voglio parlarne perchè il solo pensiero mi crea disagi.
      Per questo disprezzo quella signora, che tale non è, che propone simili “soluzioni” perchè gli uomini si debbono scaricare.
      Una soluzione c’è e la Svezia l’ha messa in pratica. Se hai la pazienza di leggere il post intitolato “mandiamoci la Carfagna ad imparare” troverai anche la risposta e la possibile soluzione al problema.
      Non lasciari trascinare dai luoghi comuni Tommaso, credo che tu sia assai meglio di quello che dici.
      Ciao Tommaso. Arrivederci a presto.

  2. Uno Stato non approfitta del corpo della donna, se essa stessa che decide, liberamente e senza alcuna costrizione di “metterlo sul mercato”. Che lo si voglia o no, ci sono anche donne in giro per l’Italia e nel mondo totalmente disinteressate a questo aspetto!Dunque, se è vero che su tale argomento esistono diverse interpretazioni e diverse idee, è anche vero che non tutte le donne concordano su quel che dici. Per me lo Stato approfitta maggiormente del corpo della donna ora, permettendo agli stranieri di commerciare il corpo delle donne, creando loro illusioni di una vita migliore in Italia. Poiché lo Stato Italiano attualmente non fa nulla per evitare ciò, il comportamento chiaramento incoerente deve finire, in qualche modo. O si legalizzano i bordelli consentendo a chi vuole di prostituirsi, senza costrizione alcuna, oppure si attua una legislazione rigidissima in materia. Però al momento attuale non siamo né carne né pesce, e credere che tuttavia questo sia il modo giusto d’agire è sbagliatissimo e fuorviante, perché è proprio in questo modo che lo Stato svilisce la donna, non con i bordelli.
    Tommaso

    1. Se una donna vuole prostituirsi lo può fare, ma che la sua prostituzione avvenga col bollo dello Stato in fronte, proprio no. Lo Stato non sfrutta il sesso dei propri cittadini per un tornaconto.
      Per l’esattezza, Tommaso, non sono solo gli stranieri quelli che sfruttano le prostitute, ma sono assai di più i nostri rispettati cittadini.
      Gli stranieri che vengono qui da noi, con le ragazze da mettere sul marciapiede, lo fanno perchè qui da noi trovano un’altissima resa sul loro malaffare. Ci sono migliaia di uomini che girano per le strade, di notte e di giorno, in cerca di queste ragazze e sono proprio loro a tenere alto questo commercio indecente.
      Finchè non si interviene su questo commercio, sostenuto proprio dagli stimabili cittadini italiani, è inutile prendersela con gli stranieri che portano le ragazze. La prostituzione sarà sempre un obiettivo di tutti quegli stranieri che hanno capito quant’è grande il loro tornaconto, in questo maledetto affare. Come la droga, pari pari.
      Non raccontiamoci storie, la prostituzione rende ai clandestini, agli sfruttatori per la ricchezza che ne ricavano e agli uomini di governo, o comunque di potere, per la loro stupidità mentale e per la scarsa considerazione che hanno delle donne.
      Le donne che si lasciano vendere o comprare, sono attirate dal lusso e dal benessere che questo lavoro può portare oltre addirittura a ministeri. Non le biasimo mica, ma non sono certamente loro che tengono alto il profilo del genere femminile.
      Ciao Tommaso, un grande saluto.

  3. E magari mettiamo una stanzina apposita pure a Palazzo Chigi, con lei che gestisce il commercio. Come sempre, la Santanchè ha perso un’occasione per stare zitta o, eventualmente, dire qualcosa di intelligente e affrontare un problema in modo serio e approfondito. Il problema della prostituzione andrebbe affrontato, per esempio, discutendo con le persone che il mestiere lo fanno e ascoltando le loro esigenze, senza ipocrisie e, sopratutto, senza mettersi in mostra. Ciao Speradisole 🙂

    1. Far parte del parlamento dovrebbe essere motivo di orgoglio e di impegno, si trasforma invece in una specie di vetrina mediatica. Si può dire qualunque fesseria e si passa per persona intelligente.
      Comunque è vero, bisognerebbe ascoltare chi c’è in mezzo a questo “lavoro”, senza ipocrisie.
      E’ un problema, questo della prostituzione, che in Svezia, è stato affrontato seriamente. La prostituzione è calata moltissimo, tanto che gli sfruttatori non hanno più interesse a portare le donne in quel paese.
      Un problema, anche difficile, se si vuole, si può risolvere con dignità e con serietà.
      Ciao giraffa, un saluto.

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