IL “SEMINARISTA NOVARESE”

Il “SEMINARISTA” COTA

L’aspetto contenuto, gentile quanto basta, dimesso senza superbia,  di favella rispettosa (a volte), carino quasi belloccio, occhio chiaro, capello ondulato, bocca asciutta, fa del novarese leghista Cota, un “cotino” seminarista.

Le sue uscite però sono tutt’altro che da seminarista. Ad annozero, nella puntata del 14 gennaio scorso, dove si parlava dei fatti incresciosi di Rosarno, due cose dette da lui mi hanno lasciata di stucco.

La prima, davanti alle tragiche immagini di gente morta di fame e di sete nel deserto libico, ha detto e ripetuto che la “cosa non riguarda noi”.

La seconda che la deportazione dei negri da Rosarno è stata una bella cosa, così “non abitano più nelle baracche”.  Davvero ipocrita.

Due ipocrisie una attaccata all’altra. Se le persone muoiono in quel deserto, muoiono anche perché, a causa degli accordi fatti con Gheddafi, lui ha cambiato sistema. Anzichè mollare quei disperati in barconi fatiscenti sul mediterraneo,  li abbandona nel deserto senza niente, neppure le scarpe, con la prospettiva di dover camminare per oltre 80 chilometri, sotto un sole inclemente, senza mangiare e senza bere.

Se i negri di Rosarno, anche quelli in regola,  sono stati deportati, e già la parola la dice lunga, forse una volta respinti faranno la fine di quelli che muoiono nel deserto.

Secondo Cota, il seminarista, la cosa non ci riguarda.

E allora non dovrebbe riguardarci neppure il terremoto di Haiti, troppo lontano, o dell’Aquila, tanto a noi che ce ne frega, non è mica colpa nostra se la terra trema. Etica legaiola: conta solo l’orto di casa propria.

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8 Risposte

  1. Su OKnotizie di Virgilio ho letto per caso questo articolo e poi, incuriosita, ne ho letti altri sul tuo blog che condivido pienamente e che trovo molto interessanti.

    1. Ti ringrazio di cuore per il tuo commento e sono contenta che ti piaccia anche ciò che scrivo. Ti mando un saluto di simpatia, e se credi, un arrivederci, magari, ogni tanto. Ciao.

  2. Quello che fa la Lega è vergognoso. Ti consiglio di andare a vedere il film “Il vento fa il suo giro” Parla di un francese che chiede ai valligiani di un paese del cuneese se lo accettano, con la sua famiglia e la sua attività di produttore di formaggi caprini – nella loro comunità. Se gli affittano una casa, una stalla i campi. Molta diffidenza(alle spalle) raccoglie ma poi il traslocco avviene. Gli abitanti di quel villaggio, oramai abbandonato, di poche famiglie sopratutto vecchi, (ma di villeggiatura nell’estate) sono benestanti ma anche egoisti diffidenti, pretenziosi. Guardano, sorvegliano la giovane coppia francese, criticano… Una capra ha sconfinato, un’altra ha brucato una siepe di recinto, un’altra passando ha defecato… Alla fine una bella calunnia (una vecchia si rompe da sola, sul tavolo di cucina due dita, per poterlo incolpare) interrompe il progetto di vita del francese e così come è venuto se ne va. Ci ha rimesso i soldi per il recupero edilizio della casa affittata, tutti i danni subiti dai vari dispetti ecc. Era un Francese, professore. Nel film ricordavano quando erano loro ad andare in Francia a lavorare… quando durante la guerra si aiutavano l’ un l’altro. Siamo diventati così – come Cota – come i valligiani…Come molti. Abbiamo un benessere troppo recente per essere vero benessere. Siamo razzisti, come Cota, qui al nord e ci trasformiamo in fascistoidi avvicinandoci alla pianura.

    1. Nell’articolo che ho scritto, l’Italia non è stato un paese di sinistra, tentavo di dire alcune cose, che per me sono verità assolute. Soprattutto negli interventi ai commenti. Una è quella che in un paese si vive tutti meglio, se si è più uguali e non più ricchi. Per me la qualità della vita non è data dalla ricchezza, ma dalla distanza tra il povero ed il ricco, distanza che non deve essere eccessiva. Se la distanza è grande l’egoismo si impossessa di noi, non tolleriamo nessuno, tanto meno chi è “straniero” e facciamo di noi stessi degli infelici. Al punto, come quella signora, da farci del male da soli, per il nostro egoismo. Grazie della segnalazione, Bruna, l’andrò a vedere senz’altro, il film, oppure, ammesso che si trovi, acquisterò il DVD. Ciao Bruna, vedo che stai meglio, perchè ti sei fatta viva. Auguri carissimi e un abbraccio.

  3. Ciao speradisole, anche per me il valore non è nella ricchezza. Notavo però che il ns. benessere non è compiutamente assimilato. I ricordi di quasi tutti noi sono di povertà e di povertà estrema. Questo forse ci genera paure. Siamo pronti a lasciarci andare a sentimenti bassi e meschini e fomentati da questo governo. Mi vergogno di queste politiche sull’ immigrazione. Ne ho anche parlato nel forum. Ti segnalo un altro bellissimo film “Come un uomo sulla terra” . La traversata del deserto per raggiungere L’Italia, i respingimenti, la messa in schiavitù dalle mafie e dalle guardie. In una circoscrizione, avevano affrontato il problema immigrazione con la visione di tre film. Noi a Marcinelle, questo della terribile traversata, e ultimo l’integrazione proficua e felice (anche per noi) qui da noi. Tutti molto istruttivi ma chi mi ha messo davanti allo specchio è “Il vento fa il suo giro” mettendomi dalla parte di chi, pur essendo italiana, sente che qui in Italia è “estranea” . E’ tardi, ti lascio i miei auguri di buon riposo. Grazie per questo articolo del seminarista novarese, mi avevi dato lo spunto per aggiungere anche i cuneesi… ecc. ecc.

    1. Ti ringrazio, Bruna, me li sono segnati i titoli dei film. Sono documenti preziosi, per non dimenticare mai chi eravamo e la nostra miseria. Ora non dobbiamo far subire a nessuno quello che noi abbiamo subito. Altrimenti non c’è progresso e tantomeno giustizia, Ciao carissima. Io conosco bene Novara, Vercelli, Biella e benissimo il Lago Maggiore. Di quei posti ho un bel ricordo anche se è proprio da quelle parti che ho iniziato a lavorare, da “immigrata”. Buona giornata.

  4. Cota è di origine albanese e la Lega una fogna di derelitti allogeni che giocano a fare i razzisti pseudo-antitaliani.

    1. I Piemontesi saranno contenti di avere uno di loro, piemontese, che li governa.
      Non so cosa combinerà, ma quel che è certo è che nessuno reagirà alla xenofobia che questi personaggi si portano dietro.
      E, in tutta sincerità, non stimo affatto le persone che nutrono sentimenti di superiorità di qualsiasi tipo su altre persone.
      Il DNA dell’uomo (e anche degli animali) è uguale. Sono le stesse quattro basi azotate che ne costituiscono l’impalcatura. Da ciò non capisco nè la xenofobia nè l’intolleranza di genere o specie che sia.

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