AL MARTIRE NON SI PUO’ NEGARE IL LODO ALFANO BIS

AL MARTIRE NON SI PUO’ NEGARE IL LODO ALFANO BIS

Per capire meglio, sarebbe opportuno prendere in considerazione le “cose” che ha detto Berlusconi nel suo comizio politico, a Milano. Comunque lo si rigiri e lo si riguardi, resta un discorso allucinante,  ispirato all’odio, alla violenza verbale, alla calunnia contro i suoi avversari. Non c’era nulla di conciliante in quel discorso.

Ho visto e seguito, in diretta televisiva quel discorso, ed ho notato le parole d’ira, di insulti e di calunnie rivolte al gruppo di contestatori collocato ai margini della piazza. La continua ripetizione da parte di Berlusconi della parola  “vergogna”, gridata per decine di volte, con una voce strozzata ed una ferocia nella voce, contro quel gruppetto dei contestatori, ha, molto probabilmente, innescato una reazione, nella mente dell’uomo che ha buttato la statuetta  in faccia a Berlusconi. Non è possibile gridare come ha fatto lui, senza che ci sia una reazione. Quella dei fischi è rimasta tale, ma Tartaglia, per me un povero disgraziato, ha interpretato le parole e la violenza di Berlusconi, in altro modo. Ed ha agito.

Nonostante sia risaputo che la persona che ha colpito Berlusconi, avesse problemi psichiatrici e che proprio dal discorso di violenza e di odio, avrebbe potuto trarre giustificazione al suo assalto, la reazione degli uomini vicini al premier è stata durissima. Hanno accusato senza mezzi termini tutti coloro che si sono opposti nelle scorse settimane ai disegni del premier di essere, di fatto, i “mandanti morali” dell’aggressione.

Una strumentalizzazione evidente, ma destinata a modificare gli eventi che sembravano svilupparsi fino al comizio del Cavaliere.
Lo scenario politico nuovo, cui aveva dato luogo l’iniziativa di Casini, di un’alleanza trasversale e costituzionale, per porre fine al berlusconismo imperante da quindici anni, sembra tramontato improvvisamente e definitivamente. Lo si evince anche dalle parole di Casini di oggi, il quale ha affermato che di fronte a gesti così gravi, ogni polemica o iniziativa contro Berlusconi, deve essere fermata.

Questo gesto, sconsiderato e del tutto fuori luogo, compiuto sia pure da persona malata, darà modo al premier di assicurarsi altri cinque anni di governo, oltre l’attuale, oppure l’ambita poltrona del Quirinale. Il sangue del “giusto” Silvio, lava tutte le colpe. E gli italiani, si sa, sono di cuore tenero.

Il  Giornale di famiglia, dice l’Espresso, non si limita ad accusare tutti gli avversari del governo per quanto accaduto a Milano, ma sposta più in là l’asticella delle pretese, ponendo con forza sul tavolo la questione della revisione costituzionale (nuovo Lodo Alfano compreso) come prezzo da pagare per l’aggressione e indicando come “amici di Tartaglia” tutti coloro che si opponessero.
In altri termini, il clan di Berlusconi sta sapientemente usano il gesto isolato di uno squilibrato per ottenere quello che fino a ieri sembrava un obiettivo molto difficile: lo scompattamento dell’opposizione democratica, il cambiamento della Costituzione in senso monocratico e una super-legge con improcessabilità del premier e immunità parlamentare. Nei prossimi giorni lo scenario sarà più chiaro. Ma fin da adesso è evidente che il volto insanguinato di Berlusconi verrà usato e brandito come strumento di pressione politica non solo verso l’opposizione, ma soprattutto verso la fronda interna al Pdl guidata da Gianfranco Fini, chiamata a raccogliersi attorno al premier «vittima del terrorismo e dell’odio». E quell’immagine che ha fatto il giro del mondo verrà gettata sul tavolo in cui verrà proposto il nuovo Lodo Alfano, vero obiettivo politico del presidente del Consiglio
“.

E, come al solito, la polemica si prolungherà, fino alle prossime elezioni. Conosciamo bene la tecnica della destra di mettere paura, ed ora userà la tecnica dell’attentato terroristico della sinisttra, contro Berlusconi, fino a convincere la gente che il sasso non l’ha gettato un uomo, malato, di nome Tartaglia, ma tutta la sinistra col suo braccio armato del simbolo dell’IVD o della falce e martello. La gente si caricherà di paura del “giustizialismo” e del “comunismo”, si semineranno bugie e terrore, per far vincere ancora una volta Berlusconi.

Tutto fa brodo in questo paese.

Se qualcuno ha avuto modo di ascoltare le parole di odio contro gli avversari politici, contro Di Pietro, contro tutta l’opposizione, pronunciate da Cicchitto, questa mattina alla Camera, si sarà reso conto che da parte della maggioranza, da parte dei fedelissimi di Berlusconi, c’è  stata una violenta “condanna a morte” di tutti quelli che non sono maggioranza. Parlare di  abbassare i toni, con questa maggioranza è come buttare parole al vento. Nessun risultato si otterrà, nessun miglioramento civile avanzarà fintanto che questa maggioranza, con l’arroganza che la contraddistingue, pretende di annientare l’opposizione.

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8 Risposte

  1. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Cara amica, questi fanno come i loro antenati FASCISTI, tali e quali, solo gli stupidi non si sono ancora accorti che purtroppo la storia si ripete. Fosse nella comunita’ europea li espellerei dall’Europa e li aggregherei ai Paesi in via di Sviluppo… MENTALE!

    1. Non è bella la deriva che ha preso, in questo momento la politica italiana. Ho la sensazione nettissima che la destra voglia “annientare” l’opposizione, sfruttando questo infortunio. L’opposizione farà il coniglio, starà nella sua tana finchè non è tornato un po’ di calma. Ma intanto non avrà nè voce, e tantomeno conterà qualcosa. Proprio stamattina, 15/12/09 hanno posto le loro 27esima fiducia in parlamento. Hanno bloccato la finanziaria 2010, una finanziarietta fatta di coriandolini e di nessuna utilità per chi non arriva alla fine del mese. Ciao Marinella, siamo messi così. Un salto grande grande.
      P.S. Leggi il pensiero di Tito Boeri sulla finanziaria. L’ho inserito sul mio blog e si intitola “UNA FINANZIARIA NENE'”.

  2. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Chicca, i tuoi blog li leggo tutti ma non li commento tutti perche’ potrebbe venirmi l’ulcera, anche perche’ fra i quotidiani italiani e quelli sudafricani altro che gastroscopia dopo! Un abbraccio anche se questa nostra Italia sta andando alla deriva, resistenza dura e senza paura!

    1. Bellissimo lo slogan, Marinella. lo terrò presente: RESISTENZA DURA E SENZA PAURA. Anzi lo scrivo su un cartellone. così alla prossima manifestazione con il B. lo potrò esibire. Ciao Marinella. Arrivederci, e mi raccomando commenta solo quello che ti pare, qui noi siamo liberi, finchè ci lasciano parlare. Un abbraccio.

  3. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Carissima ricorda che ho 50 anni quasi 51 (gennaio 2010) e gli slogan ce li siamo imparati alle scuole superiori durante gli scioperi contro la scuola o con gli operai, epoca passata! Ora neanche piu’ gli operai scioperano con gli studenti e viceversa, dove abbiamo sbagliato in tutti questi anni? Ci siamo seduti al tal punto di essere finiti sulla tazza del cesso, fossimo almeno diventati stitici anziche’ STATICI! Ciao

    1. Non credo che il progresso acquisito con sacrifici, scioperi, guidati soprattutto da ideali, siano stati degli errori. Non dimentichiamoci che grazie a tutte queste persone è stato possibile, almeno finora, accedere alle scuole e alle Università, anche a coloro che non avevano tanti mezzi materiali, ma la voglia di andare avanti e studiare. Io sono una di quelle, figlia di operai, povera gente onesta e davvero meravigliosa, che, attraverso la mia persona, ha coronato un sogno. Purtroppo si è insinuato nella nostra società un tipo di pensiero che è privo di ideali, ma è solo legato al presente e al tutto e subito. I valori che ora vengono inculcati sono, per così dire, di bassa lega. I soldi, la visibilità, l’essere comunque sotto quei riflettori, essere qualcuno per tanti. Non è neppure la famiglia, un futuro migliore, un benessere stabile, è solo un voler prendere tutto e un non sopportare nulla. Mi diceva un insegnante che una sua alunna nel commentare in classe l’uccisione della madre e del fratello da parte di quella ragazzina di Como, si sentiva solidale con l’assassina.La giustificazione che dava era che “almeno lei sotto i riflettori c’è stata”. E continuava dicendo che non voleva stare tra il pubblico, al buio, ad assistere, ma voleva anche lei, essere sotto quel riflettore, perchè così, senza visibilità, si sentiva una nullità. Impressionante la mentalità che si può inculcare nei giovani! Deleteri sono certi spettacoli, efferati gli esempi di cattiveria. Ed adesso i nostri governanti di esempi negativi e di cattiveria ce ne forniscono abbondantemente ogni giorno. Anche con le leggi che fanno. Questa mentalità ha cambiato tutto. Ci vorranno anni prima che torni un’idea di solidarietà. Neppure la Chiesa, quella ufficiale, dà un buon esempio, quando, per opportunità, protegge persone indecenti. Ciao Marinella, un abbraccio.

  4. Condannando il gesto ai danni di Berlusconi da parte di uno squilibrato, mi chiedo se qualcuno dei tanti mastini della maggioranza abbia meditato su: dopo tanto abbaiare sulla sicurezza pubblica ci siamo fatti fregare sotto gli occhi di tutti, con centinaia di poliziotti a guardia del capobranco!
    Io, il souvenir non lo avrei sprecato, ma una scarpa, forse, gliela avrei regalata.
    Ciao Speradisole.

    1. Antonio carissimo, ti giuro che ascoltando il discorso di Berlusconi a Milano, sono andata anch’io su tutte le furie. Se fossi stata fisicamente presente, forse qualcosa avrei lanciato anch’io, improperi verbali e fischi di sicuro. Sembra che le guardie non abbiano neppure preso in considerazione il suggerimento di qualcuno, che ha detto loro, che nei paraggi si aggirava uno che aveva già dato segni di insofferenza. Non c’hanno fatto caso ed erano 30 dipendenti di Mediaset, quelli più vivino. Chissà se licenzieranno qualcuno? Forse quelle guardie del corpo, adesso, dormono male, hanno un po’ di strizza addosso. A volte la troppa vicinanza al capo non giova. Ciao Antonio, un saluto carissimo ed un abbraccio.

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