MAFIA E LA TERRA DEI DIRITTI NEGATI

MAFIA E LA TERRA DEI DIRITTI NEGATI

forza-mafiaGli storici dicono che la parola mafia deriva dall’arabo “maha” (cava di pietra) o “mahias” (spacconeria). I mafiosi definiti prima “uomini di parola” e poi “uomini d’onore”, non hanno nulla di onore, sono solo individui spregevoli, che difendono la corruzione, i soprusi, il malgoverno.

Alcuni miti sono difficili da sfatare. Uno di questi è che l’illegalità crea ricchezza. La Sicilia era un paese ricchissimo è diventato povero a causa della mafia. Si è detto che la mafia assicura il lavoro e che i giudici antimafia bloccano l’economia. C’è ancora qualche artigiano che ricorda gli anni in cui era sindaco Vito Ciancimino a Palermo, quando c’erano più di settecento gru in piedi. Questo probabilmente è il metro che l’impiantista, l’idraulico, l’operaio specializzato, usa per dire quanto fosse ricca la città che riciclava i soldi sporchi del narcotraffico nell’edilizia selvaggia.

Ma  questa ricchezza drogata ha messo in ginocchio la vita civile di una terra, sfregiata prima dalle lupare spianate, dai muretti delle strade di campagna per uccidere sindacalisti, contadini e poi con le macchine imbottite di tritolo e le autobombe alla libanese, seminando morte e dolore.

Ora ha preso il potere nello stato, nella finanza, nell’economia ed anche nella giustizia. Ma uccide e continua ad uccidere.

Un altro mito da sfatare è che, per combattere la mafia, occorrono più finanziamenti. Come se un appalto in più per un’autostrada, o un ponte sullo stretto risolvessero i problemi sociali che stanno a monte di una questione meridionale vecchia di oltre cent’anni. Occorre semmai un progetto di sviluppo all’interno del quale non si insinui la mala pianta.

L’hanno chiamata la terra dei diritti negati, forse lo è, molto diritti sono affievoliti, soffocati, modellati, trasformati in favori concessi di volta in volta da potenti grandi e piccoli, ma sempre con una mentalità che fa da humus, per la subcultura mafiosa in grado di permeare costumi e atteggiamenti di gran parte dei siciliani.

Che in Sicilia i diritti negati, affievoliti o concessi solo come favori, siano una realtà, lo si vede abbondantemente, quando si fanno le elezioni politiche. Un consenso che sfiora il 70% verso un unico partito dimostra che in quella regione, non esiste la libertà di opinione, di scelta libera, di volontà di cambiare mentalità.

Ormai, però, la mafia non è più  soltanto un’organizzazione che distrugge la energie sane di una regione, si è sparsa in tutto il paese, ed ha assunto una dimensione interna al potere. E’ a braccetto con la P2, che programma golpe per distruggere la democrazia, è nella polizia che riesce a depistare le indagini, nella magistratura che assolve delinquenti mafiosi dichiarati, e soprattutto è nelle alte cariche dello Stato, fra i parlamentari, come un Dell’Utri cofondatore di Forza Italia e addirittura in casa del Presidente del Consiglio, come stalliere, come confidenziale intreccio, rilevabile dai “pizzini” di Provenzano al premier o come erogatore di enormi quantità di denaro per finanziare le  “holding” a scatole comunicanti .

Sconfiggere la mafia?  Non è una cosa seria detta da coloro che sono dentro la mafia o di fianco alla stessa. Per coloro che con i soldi sporchi del narcotraffico hanno costruito le loro fortune sia economiche che politiche.

Berlusconi ha detto che passerà alla storia per aver sconfitto definitivamente la mafia. Una delle tante “cavolate”che dice, per prendere in giro gli italiani e per confondere le orecchie deboli dei teledipendenti. Un obiettivo di distrazione di massa, stravagante ed impossibile da realizzare, proprio perché su quella società mafiosa si sono costruiti i propri imperi economici, i propri consensi politici e si continua ad operare, gestire la cosa pubblica con al fianco personaggi mafiosi, con le onorificenze a mafiosi, con favori a mafiosi, e con comportamenti da mafiosi.

La mentalità mafiosa si manifesta anche dietro l’arroganza che da Berlusconi e compagnia (Cicchitto, Vespa, Brunetta, Masi, Bondi, Gasparri, ecc), viene utilizzata nei decreti legge, negli attacchi all’informazione, nell’occupazione delle reti pubbliche, nella riforma della scuola, nel condono fiscale, nella depenalizzazione dei reati, e nelle decina di altre “porcate” che si mettono in piedi, mascherate da ragion di Stato.

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10 Risposte

  1. Salve a tutti, direi che oggi le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una “organizzazione di potere”; ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con “pezzi” dello Stato, in particolare politici, e anche del supporto di certi strati della popolazione. Credo che oggi generalmente il termine “mafioso” viene usato per indicare un modo di fare e di organizzare attività illecite, o per definire, per esempio, un sindaco che dia concessioni edilizie solo ai suoi “amici” o un professore universitario che fa vincere borse di studio a persone anche valide ma a lui legate o la nomina da parte di un governo di altissimi dirigenti anche capaci ma “politicamente vicini” alla maggioranza di cui il governo è espressione.
    Non credo che si possa o che si voglia smantellare questo “sistema”.

    1. Hai ragione Federica, non credo che si voglia smantellare un sistema che ormai scorre nelle vene del paese. Collusioni, favori, amicizie sono alla base di tutte le attività, dall’industria alla scuola, dagli ospedali alle piccole attività, tutto pare controllato da un “sistema mafioso”. E’ una mala pianta cresciuta con la connivenza del potere. Ma che si dovrebbe fare per debellare questo sistema? Si deve accettare per forza? Per farti un esempio, nella mia città, alcuni bar di una strada del centro cittadino, sono stati presi di mira da “clan mafiosi”. Entravano in 4 o 5 persone, proprio quando il bar era pieno di gente e cominciavano a litigare, a buttare in aria i tavolini, fintantoché i padroni dei bar, sono rimasti senza clienti. Dopo un certo tempo sono stati costretti a vendere per pochi soldi un’attività bella, avviata e magari di famiglia. La mafia è spesso, ancora adesso, violenza. Ciao Federica. Arrivederci.

  2. Ciao speradisole, grazie per la risposta. Purtroppo anche dei miei conoscenti pugliesi (in estate villeggio a Pugnochiuso) hanno vissuto l’esperienza che racconti. Io vivo a Milano dove credo che la situazione non sia tanto migliore di quella del Sud. E tu dove vivi?

    1. Adesso vivo a Bologna. Una città straordinaria sotto certi aspetti, ma tanto cambiata. Anche qui, come dovunque il sistema dei favoritismi non è diverso rispetto ad altre parti. Lo si vive nelle strutture pubbliche, nella Università, dove il clientelismo e le amicizie importanti contano. Mi è capitato a volte di trovare intere filiere parentali. E come in tutte le cose non è sempre detto che i figli siano migliori dei padri. Grazie per essere venuta a trovarmi, e arrivederci.

  3. Qualche giorno fa sono stati eseguiti degli arresti eccellenti. Domanda: è possibile che siano un omaggio ad orologeria da parte della mafia per mettere a tacere l’opinione pubblica sul “no-B-day? Non dovrebbero vergognarsi di vantarsi della brillante operazione eseguita, non dai suoi uomini, ma da uomini del popolo pagati da noi ai quali, grazie a mister B. & C. sono stati ridotti i finanziamenti? Mistero con la coppola.

    1. Hai ragione, Antonio. Quello degli arresti eccellenti sembra un espediente tenuto in caldo per evenienze serie. Questo dubbio (certezza per me), l’ho espresso anche, di recente, in un articolo di questo blog “A pensar male, però..” in cui esprimo le tue stesse perplessità. Non solo questi arresti ad orologeria, sono serviti per oscurare il NO-B DAy, ma anche per delegittimare le rivelazioni di Spatuzza. Inoltre il vespone nazionale, nella sua straziante trasmissione Porta a Porta, ha offerto un palcoscenico senza contraddittorio, a pochi giorni dalle rivelazioni scottanti di Spatuzza, a Dell’Utri, mafioso condannato. Tutto preparato e predisposto per tutelare il più mafioso di tutti, Berlusconi, e per far dimenticare il fango che ha addosso, agitando le acque e rendendole torbide, per non far comprendere e per confondere le persone. La tecnica berlusconiana di “parliamo d’altro”, quella anche di usufruire della televisione pubblica, per far sentire “solo” le ragioni dei mafiosi. E’ stucchevolezza ed ipocrisia allo stato puro. Grazie Antonio, anzi due grazie: uno per essere venuto a trovarmi e l’altro per avermi scritto. Ti aspetto ancora. Ciao.

  4. Berlusconi dice che i giudici che vogliono processarlo sono tutti comunisti. Se questi giudici cercano la verità e non si fanno corrompere, allora io dico:VIVA I GIUDICI COMUNISTI! Ciao a tutti da Antonio.

    1. Quando vuole offendere qualcuno, Berlusconi lo chiama “comunista”. Ormai è la prassi. Ma i giudici non sono comunisti, sono semplicemente persone che applicano la legge. Berlusconi è imputato per “cose” che ha fatto prima di entrare in politica. La mafia l’aveva in casa con Dell’Utri dal 1992. Suo padre Luigi, dirigeva la Banca Rasini di Milano e aveva come clienti Riina e Provenzano. Roba vecchia. L’avvocato Mills è stato corrotto perchè proteggesse gli affari loschi di Berlusconi nella Fininvest. Tutto questo non c’entra niente col governo del paese, e dimostra ancora una volta che lui, è entrato in politica proprio per salvarsi. Ma non c’è pezza che tenga, la Costituzione dice che, di fronte alla legge, siamo tutti uguali, anche se si fa il Presidente del consiglio, come mestiere. Ciao Antonio, un saluto d’amicizia.

  5. Non so se avete notato, visto e sentito, Berlusconi ha un nuovo difensore di fiducia volontario: il direttore del TG1 Minzolini! Da non credere. Ma cosa sta succedendo? Il mondo sta andando alla rovescia?

    1. E’ vero Antonio, in un primo tempo, Minzolini, si limitava a nascondere le notizie che potevano “fare ombra” a Berlusconi, adesso lo difende a spada tratta. Infatti i Graviano, secondo Minzolini, sono brava gente, alla quale bisogna credere. Si trascura il fatto che sono dei capi mafiosi, non pentiti. Sostanzialmente Minzolini, nel difendere Berlusconi, difende la mafia. Siamo arrivati ad un punto di servilismo inaccettabile, fatto da giornalisti pagati dalla RAI e quindi da tutti noi, che non hanno più nulla di dignitoso e tanto meno di orgoglio professionale. Siamo messi male come informazione. Ciao Antonio e arrivederci.

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