UN PAESE SI E’ MAFIANIZZATO: QUESTA E’ L’ITALIA CHE NON AMO

 

 

Vicino a Bergamo, in un paese chiamato “Ponteranica” il 3 giugno 2008, era stato piantato un albero, un ulivo per la precisione,  per ricordare Peppino Impastato, vittima simbolo della mafia.

Pochi giorni fa questo albero è stato sradicato, e chi ha compiuto il gesto ha lasciato un biglietto, in dialetto, con su scritto “qui ci voglio un pino”.

Il sindaco leghista, Cristiano Aldegani, non molto tempo prima, aveva già compiuto un gesto inspiegabile, aveva fatto togliere dalla sala della biblioteca, la targa della intitolazione a Peppino Impastato, messa lo stesso giorno 3 giugno 2008.

In seguito a questo gesto, la popolazione ha fatto una manifestazione di protesta, per chiedere all’amministrazione comunale di rimettere la targa. Ma il sindaco leghista, fa orecchie da mercante, non ci sente proprio e  anche se la gente protesta, non cambia nulla, così ha sentenziato. Anzi ha annunciato che toglierà anche la targa sistemata vicino all’ulivo, ora sradicato, piantato in memoria del giovane ucciso dalla mafia.

Questo brutto e xenofobo episodio mi ha fatto venire in mente il paese di ACQUAFORMOSA (Cosenza) che si è deleghizzato, (ho postato un articolo a tal proprosito: Amo l’Italia anche per questo), mentre  questo qui del bergamasco, del tanto declamato ed incensato Nord produttivo e leghista, chiamato PONTERANICA (Bergamo)  si è mafianizzato.

Risulta un po’ strano che un paese non sopporti la targa con su un nome di un ragazzo che è stato ucciso perchè voleva il suo spazio di libertà di parola. Risulta sospetto che accada adesso, il tutto sembra sotto una regia ben orchestrata dalla attuale maggioranza, da quella politica  che vuole negare la memoria. Ogni episodio fa mucchio e dà da pensare.

Ricordo che il corpo di Peppino Impastato venne trovato il 9 maggio del 1978,  a Cinisi (PA) sui binari della ferrovia, straziato da un’esplosione di tritolo alla vigilia delle elezioni alle quali si era candidato.

Le forze dell’ordine in un primo tempo dissero che era stato un atto di terrorismo, poi cambiarono idea e dissero che si trattava di suicidio.

Ci vuole un bel coraggio a definire un suicidio una morte per esplosione! Comunque questa del suicidio, è stata la deposizione definitiva  delle forze dell’ordine.

Ci sono voluti 25 anni e la forza di una madre e di un fratello per attestare la verità: Peppino fu ucciso  dalla mafia, per avere denunciato, lui nato nel 1948 in una famiglia imparentata con la mafia, le attività del boss Badalamenti. Peppino era un attivista  in politica, prima con i socialisti e poi con Democrazia proletaria, fu il fondatore di Radio Aut.

Si era ribellato alla cultura dell’omertà.

Adesso, al nord, la mafia dirompente sotto forma della xenofobia leghista, sta straziando ancora una volta il corpo di questo giovane, meridionale, ucciso per il suo coraggio.

Per lui non uno, ma 1.000, 10.000, 100.000, milioni di alberi.

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4 Risposte

  1. Anch’io rivolgo un pensiero di grande ammirazione, stima e rispetto per Peppino Impastato, che ha pagato con la vita l’aver denunciato le sporche attività mafiose nella Sicilia degli anni 70. Ho visto anche “I cento passi”, il film di Giordana a lui dedicato in riferimento metaforico al fatto che cento erano il numero dei passi che separavano casa sua da quella del boss Tano Badalamenti. Il fatto che anche a Bergamo, che si trova nella mia regione, vi sia stato un episodio così vergognoso, lo avverto come una sconfitta, sta a dimostrazione che la mafia non ha una specifica regione di appartenenza, non avrà mai limiti di confine finchè ci sarà chi si lascia sporcare e comprare da queste organizzazioni criminali e chi continuerà a pensare in un’unica direzione. Volevo aggiungere in memoria di un eroe un brano tratto dalla canzone “Cento passi”: “Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
    negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
    aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato,
    si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore”.

    1. Davvero bello il tuo commento, e sai scrivere bene. Apri un blog anche tu così potrai scrivere quello che ti pare, e soprattutto senza limiti se non la tua personale etica. L’ispirazione viene, di giorno in giorno, le cose da dire sono tante e ci si può divertire anche a riportare le parole o gli episodi che colpiscono di più E’ un diario, un’agenda da condividere con amici. Dai coraggio, inventa un bel nome e scrivi. Sei brava veramente, credimi. Ciao con affetto.

  2. Marinella da Durban R.S.A. |Rispondi

    Pesciolina69 e’ una delle forumiste piu’ “clever” insieme a rosapesco dell’Espresso, la leggo sempre volentieri; comunque i leghisti sono come il loro capo Bossi, in pieno post-ictus, talmente deficienti da non accorgersi che la Lombardia e’ la regione dove la mafia e’ piu’ radicata, chissa’ perche’? Sradicare un albero e’ incivile gia’ per se stesso se poi lo associ al simbolo che rappresentava e alla targa rimossa ti da il QI dei leghisti. Questi hanno la stessa malattia di sua bassessa S.B. e la stessa presunzione di essere stati votati da TUTTI gli italiani; matematica 0, geografia 0, storia 0, italiano 0, condotta 0, religione 6, questa e’ la mia personale pagella dell’attuale maggioranza di governo. Ciao

    1. Ormai da anni la Lega è entrata nel panorama politico e come in tutte le cose, la potenza di questa idea è stata sottovalutata, finchè non ha trovato l’appoggio del capobastone Berlusconi,e la debolezza solita della sinistra. Senza la Lega, il PDL è a piedi. Con la Lega vince. Sono due “essenze” che si sostengono a vicenda. La Lega ha riportato indietro l’orologio del paese, di secoli. Coltiva l’idea del piccolo orticello di casa, teme le contaminazioni degli altri paesi e così arretra. Se tutto il mondo avessa fatto come dice la Lega, ci scorderemmo la stampa, le idee di democrazia, le nuove coltivazioni (staremmo senza fumare e senza caffè), le scoperte scientifiche e così via. C’è bisogno invece di aperture e arricchimenti provenienti da altri mondi e da altre civiltà. Il PDL non è un partito, non è neppure nominato nella costituzione, perchè non è previsto il “popolo” come partito, cioè, come un’associazione di privati cittadini che la pensano in un determinato modo. Sia la Lega che il PDL sono dei movimenti senza un’identità secondo la Costituzione Italiana. La parola partito dà fastidio perchè indica giustamente che “si è di parte”, e questi qui non sanno bene neppure quale sia la loro parte, se non il proprio personale interesse. E’l’egoismo che comanda,
      sarebbe interessante uno studio su questo. Non è il mio argomento preferito, ma quello che ho detto è solo un istinto o un commento personale su quello che credo siano questi attuali “non partiti”. In quanto a pesciolina69, l’ho trovata anch’io molto intelligente, brava e perspicace, l’ho anche invitata anche ad aprire un blog suo per poter esprimere meglio il proprio pensiero. Se mi legge la invito a scrivermi, sento la mancanza delle sue idee. Spero stia bene e che voglia farsi viva. Intanto vi saluto entrambe con un abbraccio.

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