LO STILE NECROFILO
In ogni suo intervento, più o meno volgare e nel suo blog, grillo ha l’ossessione della morte. Definisce i partiti degli zombie, delle larve, dei morti viventi. Denigra tutti attaccando con un linguaggio mortifero.
Sul governo tecnico si strafoga: i politici sono stati seppelliti alla veloce e sostituiti dall’esorcista Mario Monti, chiamato anche Rigor Montis. Puzzano per la decomposizione. Il lavoro dei becchini era urgente e necessario. Il loro fetore non era più sopportabile».
Tutti sono vecchi, morti, inutili, colpevoli di tutti i mali del paese, mentre lui è vivo, si definisce vivo uscito dalle catacombe. E’ il nuovo, tutti gli altri sono morti. Lui è sopra o anche oltre e con la rete può cambiare la società, solo se lo vuole.
Se dovessimo andare alla elezioni nessuno voterebbe più pdl e pdmenoelle perché sono zombie che camminano. Sono morti. I giornalisti sono gli zombie in poltrona che ci spiegano come uscire dalla crisi. Nessuno chiede scusa e ritorna nella tomba.
Ci vorrebbe uno psichiatra in grado di spiegarci questa ossessione della morte, quest’amore per la necrofilia, questo modo di parlare degli altri definendoli zombie o comunque morti. Solo lui è vivo.
Mi sembra anche che non abbia senso voler fare politica per governare poi su un mucchio di cadaveri.
Comunque un simile linguaggio mette addosso una tristezza infinita.




Ogni botte butta il vino che ha!
Dalle parole si direbbe che il putrefatto sia lui.
Ciao Sileno, un abbraccio.
Grillo è un coglione…ma ha ragione su un fatto…tutti gli altri sono morti davvero.
Sono davvero zombie che camminano su una montagna di cadaveri….il grave è che i cadaveri siamo noi.
a.y.s. Bibi
Già i cadaveri siamo noi. Tassati e colpevoli di avere un lavoro dipendente, almeno per quanto mi riguarda. Sono un lavoratore e per questo colpevole. Ma grillo, se vincerà, non risolverà i nostri problemi con i suoi vaffa. E quindi siamo destinati a camminare rasenti al muro.
Ciao Bibi, un abbraccio.
Ma lui quanti anni ha?Mi sembra che di primavere ne abbia passate.
Ciao spera un’abbraccio Lidia.
Non è giovane anzi, ma lui si sente il nuovo e vivo. Noi, siamo vecchi e morti. Soprattutto chi, come me, si azzarda anche a far parte di un partito. Siamo zombie? Bene gli arriveremo alle spalle e gli facciamo Buuuuuuuuuuuuuuuuuuu! Così prende paura
Ciao Lidia, un abbraccio